Il disappunto di Roda: l’invasione di campo dell’Amsi

Di Marco Di Marco

Il Presidente Fisi ci invia una lettera in riferimento all’articolo pubblicato su Sciare nr. 702 (aprile) nella rubrica Amsi. Nell’articolo il Presidente Maurizio Bonelli denuncia il comportamento non corretto di alcuni sci club riguardo all’insegnamento

All’Attenzione del direttore,

Con riferimento all’articolo apparso sulla rivista Sciare del mese di Aprile 2017 concernente la posizione del Presidente dell’AMSI, rilevo la totale infondatezza della affermazioni ivi contenute, che risultano altresì gravemente lesive nei confronti di operatori che svolgono la propria attività nell’ambito istituzionale di competenza della Federazione da me presieduta.
L’AMSI, nella persona del suo presidente, evidentemente fa confusione tra i ruoli e le diverse attività svolte dai propri maestri e dalle scuole di sci, da un lato, e dalle società sportive e dagli allenatori di sci alpino agonistico, dall’altro. Le società sportive nostre affiliate e gli allenatori federali svolgono correttamente il loro ruolo nell’ambito dell’insegnamento della tecnica agonistica e della preparazione e partecipazione alle competizioni agonistiche per le quali la Federazione Italiana Sport Invernali e’ unica istituzione competente. Le scuole di sci ed i loro maestri svolgono invece attività di insegnamento, a qualsiasi principiante o semplice sciatore più esperto, della tecnica sciistica di base. Voler porre le due attività in sovrapposizione equivarrebbe a dire che l’insegnamento impartito ad un corso di scuola guida per l’ottenimento della patente di guida equivale alla didattica della pratica agonistica della guida in autodromo con auto da corsa. Evidentemente, i problemi cui il presidente AMSI sembra riferirsi devono essere del tutto interni alle scuole di sci e su questo lo invito quindi a voler fare chiarezza al proprio interno invece di coinvolgere istituzioni, società e tecnici che svolgono il proprio lavoro con correttezza e nell’ambito delle competenze loro affidate, in via esclusiva, dall’ordinamento sportivo e giuridico.
Il Presidente AMSI getta inoltre discredito ed avanza infondate accuse, nemmeno troppo velate, nei confronti della correttezza di società sportive nostre affiliate, e degli allenatori, anche rispetto agli adempimenti fiscali. Le società affiliate alla Federazione e gli allenatori, quali tecnici abilitati dalla Federazione all’insegnamento della pratica agonistica, svolgono la rispettiva attività nel rispetto delle proprie attribuzioni e delle norme, anche di natura fiscale, loro applicabili e ne rispondono comunque in proprio nel caso in cui qualsiasi contestazione dovesse esser mossa nei loro confronti da parte dei competenti organi di accertamento.  Non mi risulta che tra gli organi competenti all’accertamento della regolarità fiscale vi sia l’AMSI. Ed anzi, l’appello fatto dal Presidente AMSI al fine di condurre verifiche fiscali, essendo motivato da infondate ipotesi di “indebita” invasione di campo da parte di società sportive/allenatori  nei confronti di scuole sci/maestri, lascia intendere che l’area opaca, o di indebito vantaggio, in ordine ad ogni tematica concernente la regolarità degli adempimenti fiscali, sia probabilmente da ricercare all’interno di quello stesso mondo che lui pretenderebbe minacciato.
Ad ogni modo, riguardo a quanto dichiarato dal Presidente dell’AMSI, procederemo a valutare l’esperibilita’ di ogni più opportuna azione a tutela dell’immagine e dell’operato della Federazione, delle proprie società affiliate e dei propri tecnici.

Flavio Roda

L’Articolo pubblicato sul numero 702 di Sciare (aprile) nella rubrica a cura di Amsi:
“La zona grigia”.
LO SCORSO 24 FEBBRAIO A TRENTO AL CONVEGNO SPORT E FISCO IL PRESIDENTE NAZIONALE BONELLI HA MESSO IN LUCE L’ATTIVITÀ “SLEALE” DI ALCUNI SCI CLUB, INVOCANDO MAGGIORE ATTENZIONE DA PARTE DELLE ISTITUZIONI 
Quando si parla di AMSI, e nella fattispecie di Scuola Italiana Sci, viene alla mente (in modo naturale) la neve, l’attività d’insegnamento e la didattica nel suo insieme. Ma non è solo questo. Per l’Associazione Maestri Sci Italiani, quale realtà di tutela e di promozione verso i suoi oltre 12.800 associati e delle 380 Scuole, essere presenti anche in appuntamenti dedicati ai Professionisti di altri settori, che hanno ovviamente attinenza con l’attività dell’insegnamento, è un dovere oltre che un privilegio. Un recente esempio è quello dello scorso 24 febbraio, momento nel quale il Presidente Nazionale Maurizio Bonelli è stato invitato a Trento presso la Facoltà di Giurisprudenza come relatore al Convegno “Sport e Fisco”. L’intervento del Presidente, che ha avuto luogo davanti a numerosi professionisti quali avvocati e commercialisti, e concordato con gli organizzatori, ha riguardato un argomento decisamente attuale nel mondo dell’insegnamento su neve: “Il Maestro di Sci Allenatore di Sci Club”. Ai più questa differenza potrà dire poco, ma in realtà nelle ultime stagioni si sono create alcune zone “grigie”. Nella relazione, infatti, il Presidente Bonelli ha ribadito ancora una volta (nei recenti Convegni Nazionali Direttori Scuola si era trattato della materia) la posizione sostenuta negli ultimi anni dall’Associazione Maestri Sci Italiani in merito, appunto, alla questione degli Allenatori Maestri di Sci. L’occasione è stata utile anche per un deciso sollecito rivolto alla funzionaria dell’Agenzia dell’Entrate presente, al fine di richiedere una più attenta azione di verifica delle realtà A.S.D. Questo perché emerge come alcuni Sci Club non svolgono nel concreto la propria attività come A.S.D., ma bensì come vere e proprie Scuole Sci “velate”, generando di fatto una concorrenza sleale nei confronti dei Maestri di Sci e delle Scuole Sci che pagano regolarmente le imposte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 11 aprile 2017
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