L’età giusta per iniziare a sciare

Di Dott. Fabio Verdoni

Quando è bene mettere i propri piccoli sugli sci? quale attrezzatura prendere? ci sono controindicazioni e a quale altitudine è meglio andare? Serve un maestro? Ecco tutte le risposte del traumatologo Fabio Verdoni

Il popolo degli sciatori è ormai allertato per l’arrivo della prossima stagione invernale e lo sono anche i genitori dei bambini che, appassionati di questo sport, si chiedono se sia arrivato il momento giusto per fare iniziare ai propri piccoli.
A questo proposito le domande tipiche che vengono fatte agli specialisti (ortopedico, pediatra e maestro di sci) sono le seguenti:
– Quale età è la più opportuna per iniziare?
– Esistono attrezzature specifiche per i bambini?
– Esistono controindicazioni a carico dell’apparato scheletrico che limitano questa pratica?
– È bene scegliere località di media altitudine?
– È opportuno affidare il bambino al maestro di sci?
Per quanto riguarda l’età più indicata, penso che non debba essere al di sotto dei quattro anni.
Però esistono variabili legate alle caratteristiche fisiche del bambino legate alla forza, equilibrio, destrezza, indipendenza psicologica dai genitori, che possono anticipare questa età.
Ecco perché in qualche caso il limite indicato si può abbassare, ma solo in casi particolari. Da un punto di vista ortopedico il bambino dotato di eccezionale elasticità muscolo – scheletrica, ben sopporta lo stress fisico – sportivo dello sci, adattandosi con naturalezza a posizioni forzate proprie di questo sport. Anche per questo il baby sciatore tollera bene le cadute, reagendo con naturalezza e nella gran parte dei casi senza conseguenze ai traumi. L’osso del bambino è senza dubbio elastico, resiste alle forze impattanti, ma ha il proprio limite in quelle torsionali che possono nei casi estremi portare a conseguenze non tanto a carico della struttura capsulo – legamentose, ma a quelle ossee ( frattura femore e tibia). Controindicazioni ortopediche assolute alla pratica dello sci sono quelle di molti altri sport come malattie metaboliche a carico dell’osso (rachitismo, fragilità congenita delle ossa), gravi difetti costituzionali (differenze di lunghezza a carico degli arti inferiori superiori ai 2,5 cm., displasia dell’anca o del ginocchio). Patologie come il piede piatto, il piede torto, la scoliosi, il ginocchio varo e valgo non limitano l’attività sportiva, ma è bene consultare preventivamente un ortopedico pediatra.
Fondamentale è la scelta dell’attrezzo tecnicamente idoneo. Gli sci della misura corretta corti e leggeri, attacchi di sicurezza idonei al peso del piccolo sciatore, regolati correttamente. A mio parere gli scarponi hanno un ruolo prioritario nella scelta dell’attrezzatura.
Tecnici al punto giusto, ben contenitivi, ma soprattutto leggeri , morbidi, facilmente deformabili dal bambino e soprattutto caldi e facili da calzare. L’abbigliamento deve essere caldo e traspirante, il freddo spaventa il bambino che deve riuscire ad ambientarsi senza soffrire alle nuove condizioni ambientali, mantenendo la capacità di coordinare i movimenti e a eseguire correttamente gli esercizi.
L’uso del casco è fondamentale sempre, anche quando si scia nel campo scuola. Temibili in assoluto i traumi cranici, che possono avere conseguenze importanti.
Come detto più volte, le località sciistiche si sono attrezzate nell’ultimo decennio ad approntare campi scuola dedicati al bambino, con innevamento adeguato, protetti dai pericoli esterni (sciatori, slitte), con percorsi ludici stimolanti l’approccio allo sci. La figura determinante per il bambino rimane comunque il maestro di sci. Deve essere il suo riferimento non solo tecnico ma anche psicologico, deve essere capace di infondere sicurezza e di stimolare in maniera progressivamente gratificante l’allievo portandolo ad acquisire con naturalezza i gesti sportivi di base.
Il suo ruolo è determinante inoltre nel prevenire impatti negativi psicologici, legati all’esposizione a un clima forte ( da prediligere le quote medie delle località) e all’esposizione di traumi che possono verificarsi nella pratica di questo sport. In conclusione lo sci è uno sport assolutamente indicato al bambino. L’età anche se variabile a seconda dei casi, si identifica ai quattro anni. È sconsigliato solo in presenza di patologie generali o ortopediche gravi. L’approccio del bambino a questo sport, deve essere guidato e tutelato dai genitori e da professionisti qualificati come i maestri di sci. La scelta dell’attrezzatura adeguata è obbligatoria.

CHI E’ FABIO VERDONI
Nasce a Trescore Balneario (BG) nel ‘57. Si laurea in Medicina e Chirurgia nell’85 presso l’Università Statale di Milano. Consegue nella stessa sede universitaria le specializzazioni in Ortopedia e Traumatologia, in Chirurgia della mano e il Master in Ortopedia pediatrica. È Dirigente medico presso l’Istituto G. Pini di Milano, dove è responsabile della Struttura Divisionale di allungamento e fissazione esterna degli arti. È membro di Società ortopediche nazionali e internazionali. Diventa Maestro di sci nel 1976, con un trascorso agonistico a livello provinciale e zonale, e attualmente scia a Ponte di Legno – Tonale. Frequenta l’ambiente agonistico dello sci seguendo i propri figli Davide e Benedetta.
È sempre aggiornato sull’evoluzione dello sci e dei materiali dal continuo confronto con i colleghi maestri, allenatori e istrutturi. Ha già collaborato con la Rivista Sciare occupandosi di una rubrica di tipo ortopedico e traumatologico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 18 ottobre 2017
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