Paralimpiadi: l’attacco di Toninelli

Di Marco Di Marco

Non è stato un tentativo di avvicinarsi alle medaglie ma di recuperare lo sci che si è staccato in una discesa. 17esimo il posto finale dello sfortunato Azzurro

Il settore del fondo paralimpico Azzurro è in fase di ristrutturazione e costruzione. Cristian Toninelli è di fatto l’unico atleta della Nazionale, allenato da Duilio Fritz. Non siamo arrivati a Pyeongchang con ambizioni di medaglia perché c’è ancora un gran lavoro da fare, ma in considerazione di quanto è successo è andata fin troppo bene. Un diciassettesimo posto nella 20 km di tecnica libera che certo non fa notizia ma che dev’essere comunque celebrato sia per l’impegnao massimo messo sui binari dell’Alpensia da Cristian, sia per quanto accaduto in quella discesa: «È stata una gara dura e faticosa. Ho avuto un problema con lo sci alla fine del secondo giro in salita quando mi si è staccato l’attacco – ha dichiarato il ventinovenne bergamasco -. Poi,  alla fine dell’ultimo giro sulla discesa, ho spigolato appena appena,  non era agganciato bene e mi è saltato via da solo subito. Mi sono dovuto fermare e, per fortuna, uno dei volontari mi ha aiutato, altrimenti sarei ancora là ad attaccarlo. Ho faticato tanto,  ho un mal di gambe pazzesco ma ho dato quel che potevo».
«Avrebbe potuto dare sicuramente di più se non avesse avuto quel problema tecnico – ammette il responsabile tecnico sci di fondo, Duilio Fritz – un episodio negativo che ha inciso sul morale di Cristian, che però è stato bravo a regire subito. L’inconveniente di oggi è qualcosa che non capita mai, si vede che doveva andare così. A ogni modo siamo soddisfatti, perchè senza quel problema avrebbe potuto chiudere in 55 minuti e guadagnare posizioni importanti, soprattutto alla luce del fatto che la simulazione della gara era andata molto bene».

Il lombardo ha percorso i quattro giri dei circuito in 59:34.8. La medaglia d’oro è andata all’ucraino Ihor Reptyukh, che ha sciato in 44:52.4. Argento al francese Benjamin Daviet (46:48.9), bronzo al norvegese Hakan Olsrud (47:10.6).

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA 13 marzo 2018
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