Paralimpiadi: strepitosi Jack e Fabri, sono d’oro!!!

Di Marco Di Marco

Giacomo Bertagnolli e la guida Fabrizio Casal conquistano nei Visually Impaired il metallo più prezioso in gigante. E’ la loro terza medaglia paralimpica

Era lì nell’aria, volava ad altezza uomo e bastava davvero poco per prenderla, perché Giacomo Bertagnolli e la guida Fabrizio Casal si sono presentati a Pyeongchang con l’ardore di chi vuole ritornara a casa con la valigia piena di trionfi, ma senza patemi o tremori. E così, dopo il bronzo in discesa e l’argento in superG, ecco la medaglia d’oro conquistata pochi minuti fa in slalom gigante. Una vittoria fuori discussione, costruita nella prima manche, chiusa con un vantaggio, come dire… d’altri tempi! 1’05″12 contro l’1’08″31 dello slovacco Miroslav Haraus, vincitore ieri della super combinata e del bronzo in superG e contro l’1’08″49 del suo compagno di squadra Krako, oro in superG e argento in discesa, con il sempiterno canadese Marc Marcoux, lì vicino, quarto a 1’09″44, appesantito solo un poco dall’oro conquistato in discesa. Con un vantaggio simile pensi che ormai la gara sia finita. Se la pensi come un gigante di normodotati i distacchi sono incolmabili, ma qui la situazione è diversa: l’errore è dietro l’angolo a ogni porta e sei certo del risultato soltanto quando hai superato l’ultimissimo metro sul traguardo. Si poteva presumere però che Giacomo Bertagnolli e Fabrizio Casal nella seconda manche tirassero un pochino di meno o almeno non facessero i pazzi. Mannaggia a loro, una seconda manche da infarto! Ma chi li lega quei due… Impossibile fermare il loro istinto e anche nella run di chiusura costruiscono il loro terzo capolavoro paralimpico, stravincendo la medaglia d’oro. Rifilano un altro bel secondo e 71 a Krako che rinviene dal terzo posto e si infila al collo l’argento, lasciando il bronzo a Marcoux, distaccato dagli Azzurri di 7 secondi netti, ma 16 centesimi più veloce dello sventurato Haraus che purtroppo scende dal podio. Più che una vittoria si tratta di un predominio assoluto. Il regalo più bello che Jacki e Fabri potessero fare all’Italia, al movimento paralimpico, alla Fisip e a una lista infinita di persone che gli stanno dietro, a cominciare dal Presidente Tiziana Nasi, al segretario generale Giorgio Viterbo, all’addetto stampa Alberto Dolfin, solo per citare tre anime di questa struttura meravigliosa che dipende certamente dal Cip di Luca Pancalli.
Non era per nulla scontato questo risultato: dopo il pronti-via e subito fuori nella prova di superG della supercombinata di ieri il morale poteva rimanere lì sotto, invece questa risposta firma una realtà indiscutibile: tra il ristretto lotto di talenti dei Visually Impaired, la sfida l’hanno vinta i due trentini delle Fiamme Gialle su Krako, Marcoux e Haraus, sempre tutti protagomnisti di ogni specialità.
Per la cronaca di chi ama la storia, l’ultimo oro vinto dall’Italia alle Paralimpiadi risale a otto anni fa con la vittoria di Francesca Porcellato nella sprint di fondo a Vancouver 2010

Per le altre categorie, da segnalare l’ottima prima manche di Rene De Silvestro (sitting) chiusa al nono posto ma ottimamente ottavo dopo la seconda, che si è disputata in ritardo a causa delle condizioni climatiche avverse. Tra gli Standing invece, il nostro Bendotti ha chiuso 19esimo dopo un ottimo recupero nella seconda manche chd aveva chiuso in 25esima piazza.

In campo femminile, medaglia d’oro nei Visually impaired per la slovacca Henrieta Farkasova, che raggiunge così quota tre medaglie d’oro avendo dominato anche ieri nella combi e in discesa. Nella categoria standing, altro affondo della francese Marie Bochet sulla tedesca Andrea Rothfuss che deve accontentarsi del terzo argento coreano. Infine per la categoria sitting, quarta medaglia per la giapponese Momoka Muraoka: le mancava solo l’oro!

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA 14 marzo 2018
Tags
Ultimi articoli