Giochi 2018-Fondo: Pellegrino da sogno

Di Marco Di Marco

Federico conquista la medaglia d’argento nella sprint vinta dal norvegese Klaebo. Bronzo al russo (OAR) Bolshunov che cede sull’Azzurro sulla linea del traguardo

Non è un argento che vale oro perché dinnanzi a Klaebo bisogna soltantn inchinarsi, ma è un argento puro, vero, appesantito dalla fatica, dal sangue, dalla potenza di un atleta straordinario.
Federico Pellegrino non era partito con grandissima flemma, la sua tattica è stata quella di controllare Klaebo. Terzo nella prima salita, alle spalle anche del russo (OAR) Alexander Bolshunov ma con un pelo di luce tra lui e il norvegese. Kalebo scappa, il russo che comincia a cedere e Pellegrino cerca di fasri sotto. E’ la stessa tatica della semifinale. Pellegrino rimane terzo nella discesa. Dietro sono distanti. Una medaglia è certa. Intanto Klaebo se n’è va via ed è oro sicuro. C’è la volata con Federico che deve recuperare un paio di metri su Bolshunov. Ma la sua progressione è impressionante. Espressione di una forza e di potenza cristallina. Arrivano sulla linea assieme, ma il pattino dell’Azzurro arriva un centimetro prima! E’ medaglia d’argento, bellissima, indimenticabile perché arrivata nella tecnica a lui meno congeniale. E’ la 117esima medaglia per l’Italia alle Olimpiadi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 13 febbraio 2018
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