C’è la crisi e si è vista anche alla Bit di quest’anno. Il primo giorno, quello per gli addetti ai lavori, ha visto un notevole calo di presenze. Ma questo è un male? Sino a un paio di anni fa la giornata di chi opera nel settore era una calca con stand pieni e difficoltà nel girare. Non parliamo poi degli appuntamenti con i responsabili dei vari stand. Cos’ha prodotto la crisi? Probabilmente una scrematura. Coloro che avevano avviato le più disparate attività e cercavano nell’appuntamento milanese di concludere affari promettendo visibilità e promozione con prodotti scadenti sono spariti. Oggi, in questo periodo di difficoltà, i sopravvissuti sono persone competenti che dispongono di prodotti di qualità elevata e affermati nel corso degli anni (nel nostro caso di decenni). Ecco quindi che è più facile girare all’interno della fiera e fare due chiacchiere con gli addetti dei vari stand. Resta sempre una maratona estenuante, che però abbiamo fatto volentieri, andando a verificare le novità, le iniziative e le idee di tante regioni per la stagione che verrà. Nel turismo la crisi si è sentita meno. Quasi tutti i comprensori italiani prevedono di chiudere la stagione con gli stessi numeri di quella precedente. Ora dovrebbe esserci la ripresa e per il 2010/2011 si prevede una crescita. Ecco quindi che molti si muovono programmando investimenti per ‘cavalcare l’onda’ che la crisi ha portato. Tra i turisti c’è voglia di vacanza anche se troppo spesso questa è legata a periodi standard di alta stagione. Le stazioni sciistiche hanno fatto registrare il tutto esaurito nel periodo Natale/Capodanno, hanno sofferto nel mese di gennaio ma ora, con un febbraio in linea con le attese si preparano per concludere la stagione nel migliore dei modi. Via quindi alle offerte per le ultime sciate e via alla pianificazione per l’anno prossimo.