Biomeccanica: postura statica e dinamica

Di Ing. Luigi Pimpinella

L’IMPORTANZA DELL’ANALISI POSTURALE DELL’ATLETA E LE SUE APPLICAZIONI NELL’ATTUAZIONE DEL CORRETTO GESTO MOTORIO DELLO SCIATORE. VIENE MEGLIO UNA CURVA RISPETTO ALL’ALTRA? ECCO UNA POSSIBILE CAUSA

Lo scorso inverno un allenatore mi ha sottoposto il seguente problema: «Ho un atleta che scia in maniera dissimmetrica ovvero nella curva destra si comporta egregiamente, mentre nella curva sinistra ha grosse difficoltà. Non riesco a correggerlo». L’atleta venne sottoposto a visita posturale dalla quale risultò che un emibacino era antiverso rispetto all’altro. Questa anomalia spiegò perché il ragazzo avesse più difficoltà nel curvare da un lato rispetto all’altro. Per questo voglio accennare all’analisi posturale che permette di conoscere ed intervenire su queste alterazioni in maniera preventiva. L’atleta deve essere aiutato a capire quale sia per lui la postura più idonea e cosa debba fare per mantenerla, anche nella pratica sportiva. Durante lo svolgimento dell’attività il corpo dovrà trovarsi in condizioni ideali, sia biomeccaniche che posturali; la corretta postura permetterà allo sciatore un’esecuzione del gesto motorio ideale, atta ad ottimizzare lo stesso ai fini del miglior risultato e, soprattutto, idonea a prevenire l’insorgenza di traumi e di patologie all’apparato locomotore. Un difetto posturale statico comporterà, nella maggioranza dei casi, un grave errore posturale dinamico durante lo svolgimento della prestazione sportiva. La visita posturometrica del soggetto fornisce utili informazioni sullo stato di forma posturale (statico prima e dinamico dopo) e sulla funzionalità dell’atleta. Le informazioni che ne scaturiscono sono utili per definire, insieme alle risultanze anatomiche biomeccaniche e tecniche, un programma di allenamento che migliori la prestazione del singolo e, soprattutto, possa prevenire infortuni e patologie. Friedensreich Hundertwasser (Architetto) ha scritto: «Il terreno piano è un’invenzione degli architetti. È adatto per le macchine, non per i bisogni umani (…).

5_POSTURA STATICA E DINAMICA
Se l’uomo moderno è costretto a camminare sulla superficie piatta dell’asfalto e dei pavimenti (…) viene alienato dal suo contatto naturale e primordiale con la terra. Una parte cruciale del suo essere si atrofizza e le conseguenze sono catastrofiche per la sua psiche, per il suo equilibrio e per il benessere della sua persona». Contrariamente al senso comune, l’uomo mal si adatta al terreno piano, perché il nostro organismo funziona come un computer in grado di autoregolarsi ed adattarsi, in un processo di autoapprendimento. In sostanza il sistema umano riceve, istante per istante, informazioni dall’ambiente interno ed esterno, e come un calcolatore elettronico le elabora al fine di mantenere la condizione di equilibrio sia statico che dinamico. Al contrario di quanto si possa immaginare, questo sistema più riceve informazioni ambientali, più riesce a realizzare una regolazione fine e corretta del proprio funzionamento. Poiché sul terreno piano le informazioni che raggiungono il sistema sono inferiori rispetto a quelle che si otterrebbero su un terreno sconnesso, l’errore posturale sul terreno piano sarà maggiore rispetto a quello compiuto su un terreno sconnesso. La reazione del nostro organismo al terreno piano è la creazione, nel suo assetto posturale, di una accentuata iperlordosi lombare ovvero un eccessivo inarcamento nella regione inferiore della schiena. Per valutare gli aspetti biomeccanici della postura possiamo avvalerci di due variabili come indicato in figura:
–  il centro di massa (CoM) posto all’altezza della zona lombare, nel quale ipotizziamo sia concentrata tutta la massa del corpo e dove porremo il punto di applicazione del vettore forza peso (mg);
–  il centro di pressione (CoP) ovvero il punto di applicazione della risultante delle forze scambiate tra piede e terreno (R = forza di reazione al suolo). In posizione eretta il CoP si trova tra uno dei due piedi, nell’area compresa tra i due. Quando il CoM ed il CoP non agiscono sulla medesima direzione si generano dei momenti di forze, i cui bracci sono determinati dalle reciproche posizioni delle verticali.

OCCHIO AL BARICENTRO Le conseguenze di una postura dinamica errata: una coppia di forze che ruota il baricentro del corpo verso il basso

OCCHIO AL BARICENTRO Le conseguenze di una postura dinamica errata: una coppia di forze che ruota il baricentro del corpo verso il basso

In conclusione la postura è la risposta di ogni individuo all’ambiente esterno e si attua con una posizione del proprio corpo, nello spazio tridimensionale, determinata dalla relazione tra i suoi segmenti corporei. Una corretta postura statica è conditio sine qua non per un corretto gesto motorio dello sciatore.

Luigi  Pimpinella
Luigi Pimpinella, ingegnere meccanico, si laurea all’Università «La Sapienza» di Roma, sua città natale. Dopo aver maturato esperienze di biomeccanica in altri sport, si dedica allo sci alpino trasferendosi in Val Seriana (BG). Negli ultimi anni ha lavorato come ingegnere presso alcune stazioni sciistiche alpine e, attualmente, svolge attività di docenza e di consulenza in biomeccanica per società sportive, team privati, allenatori ed atleti. Autore dei libri: Biomeccanica dello sci alpino (2014) e Bioingegneria della postura e del movimento nello sci alpino (2015). Contatti pimpinellaluigi@gmail.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA 30 dicembre 2015
Tags
Ultimi articoli