Sciare Campus: Corpo a corpo!

Di Gianluca Grigoletto

QUANTE VOLTE CI VIENE DETTO «STAI FERMO CON QUEL BUSTO…»! VEDIAMO PERCHE’  E SOPRATTUTTO QUALI  SONO I MOVIMENTI  CORRETTI

Nelle puntate precedenti abbiamo affrontato diversi argomenti e materie riguardanti tutte le fasi della curva. Particolare attenzione viene data al tempismo e alla direzione dei movimenti e dei vari segmenti del corpo. Ora analizzeremo insieme, il corpo e le sue direzioni nei vari tratti di curva, rapportati alla pendenza del terreno. Per comodità possiamo dividere il corpo in: parte bassa (dal bacino ai piedi) e parte alta (dai fianchi fino alla testa). Nella prima parte di curva lo sciatore deve essere in grado di trovare le inclinazioni degli arti inferiori per trovare la presa di spigolo ed il carico. Questo creerà il vincolo alla neve mentre un avanzamento del corpo aiuterà la deformazione della parte anteriore degli sci.

Nella sequenza sono evidenziati il segmento piedi-bacino (verde) e il segmento bacino spalle/testa (rosso). Considerando il nostro bacino (mirino giallo) il perno snodato tra parte alta e parte bassa del corpo, si può notare come a inizio cuRva si muova all’interno della traiettoria degli sci. di conseguenza gli arti inferiori (linea verde) si inclinano verso l’interno. Il segmento bacino/spalle (rosso) si muove nella direzione opposta per ricercare l’equilibrio/centralità. Come descritto nell’articolo, approfondito anche nel numero precedente, il presupposto per creare carico è che la parte superiore lavori verso l’esterno della curva: in questo modo la gamba esterna ha la possibilità di creare carico nella prima parte, per poi resistere allo schiacciamento nella seconda, con una catena cinetica forte!

Proprio in questa fase, per iniziare la curva, è necessario avere il coraggio di spostare il bacino all’interno della nuova traiettoria di curva. Per effettuare questo movimento, mantenendo l’equilibrio, la parte superiore del corpo deve lavorare nella direzione opposta alla traiettoria della curva: caviglie-bacino vanno verso l’interno mentre bacino-spalle vanno verso l’esterno. Proviamo a pensare di dover spingere un mobile in casa su un pavimento scivoloso: ci appoggiamo con il nostro fianco sul mobile, in particolar modo con l’anca e per creare il carico sugli arti inferiori spingiamo con la pianta del piede. Attenzione: le spalle non si devono allontanare troppo dal bacino. Proviamo ora a pensare di spingere lo stesso mobile allungandoci con il nostro corpo completamente inclinato.

 

Nella sequenza, sI vede la direzione del busto (indicato dalle frecce verdi) che, dalla massima pendenza in poi, rallenta la sua azione rotatoria per essere già diretto verso la nuova traiettoria di Curva. In un arco corto, CON meno tempo e spazio per eseguire la curva, il busto e conseguentemente anche l’appoggio del bastone sono più ruotati verso la massima pendenza, per facilitarne l’esecuzione. Nell’immagine della foto di gruppo, si può notare come i nostri docenti adattino il corpo alle diverse situazioni e fasi di curva. è interessante vedere come ogni docente abbia uno stile diverso di sciata, con caratteristiche simili ma allo stesso tempo diverse. È però altrettanto interessante notare come l’obiettivo di tutti sia il medesimo. Fisicità e caratteristiche diverse non sono un ostacolo per il raggiungimento dell’obiettivo

Come facciamo a creare il carico, se le gambe sono già lontane? Torniamo al primo esempio: spingiamo il mobile appoggiando il bacino e tutta la pianta del piede su di un cuneo (lo stesso che si forma sciando dato che gli scarponi sono rigidi lateralmente e ancorati agli attacchi) inclinando gli arti inferiori: formano un angolo di incidenza tra gli sci e la neve. Questo ci permette di dare il giusto carico sulle lamine e permette un’ottimale deformazione dello sci nella prima fase della curva. A questo punto non resta che far scorrere gli sci nella loro traiettoria naturale, ottimizzando la conduzione in modo da evitare lo sbandamento laterale degli stessi. Il segmento bacino-spalle seguirà la direzione degli sci fino alla massima pendenza, mentre nella seconda parte di curva, l’azione di rotazione bacino-spalle rallenta rispetto alla curva creata dagli sci.


Questo faciliterà l’inizio della nuova curva poiché il busto si troverà già nella direzione (asse sagittale rivolto verso la nuova curva). Ricordiamo che non bisogna sottovalutare l’asse trasversale delle spalle. Cercate sempre di mantenere il più possibile il parallelismo tra le spalle e la neve.
Dalla massima pendenza in poi, lo sci continua a curvare, la pendenza sotto agli sci diminuisce gradualmente, questo perché ci si trova ad attraversare il pendio (si dovrà resistere allo schiacciamento).
Attraversando il pendio con gli sci l’asse delle spalle dovrà gradualmente inclinarsi con la spalla esterna più bassa rispetto a quella interna. È davvero molto importante sottolineare la gradualità e la distribuzione dei movimenti. È bene sottolinare un ultimo concetto: non sciamo per schemi ma la nostra volontà di migliorare il livello tecnico presuppone la perdita di un equilibrio fittizio e il raggiungimento di un nuovo equilibrio nel minor tempo possibile e con la massima armonia nei movimenti.


I DOCENTI DI SCIARE CAMPUS
Giorgio Rocca, Massimiliano Blardone,  Davide Simoncelli, Mirko Deflorian, Fabio De Crignis, Gianluca Grigoletto, Barbara Milani, Alberto Schieppati, Simone Arfino, Fabio Locatelli, Maurilio Alessi, Chiara Carratù, Federica Di Padova, Amelia Bisicchia e Andrea Caruso.


IL PROSSIMO CAMPUS
Sarebbe a Passo Monte Croce dal 9 al 12 febbraio, ma i posti sono esauriti. Scrivi una mail a info@sciarecampus.it per verificare l’eventuale disponibilità. Ancora aperte invece le iscrizioni per il corso di metà marzo, previsto a FOLGARIA dal 16 al 19 marzo. Per iscrizioni CLICCA QUI

© RIPRODUZIONE RISERVATA 30 gennaio 2017
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