Sciare Campus: la seconda parte di curva

Di Gianluca Grigoletto e Fabio De Crignis

Affrontiamo il tema della chiusura curva che naturalmente dipende anche da come si è effettuata la prima parte.  Il bacino recita un ruolo di fondamentale importanza

Nella puntata precedente (nr. 698 del 1° dicembre), abbiamo analizzato tutto ciò che accade nella prima parte di curva, sostenendo (e lo ribadiamo) che si tratta del momento più importante della curva, poiché un inzio errato condiziona poi il resto della curva. Vediamo allora cosa accade nella seconda parte, ovvero dove si finalizza l’intero percorso dei movimenti da eseguire. Per intenderci, la seconda parte di curva inizia dove finisce la prima, ovvero fin quando si arriva alla massima pendenza e si conclude con il cambio di direzione. Ribadiamo un concetto chiave: per poter descrivere ciò che dovrebbe essere fatto dalla massima pendenza in avanti, bisogna innanzitutto capire come sia fondamentale a inizio curva riuscire a trovare il vincolo, cioè andare in angolazione e far sì che gli sci, inclinandosi lateralmente, creino un angolo di incidenza tra le lamine e la neve. Creato il vincolo, bisogna avanzare con il bacino per rimanere perpendicolari al pendio aprendo l’angolo delle ginocchia. Questo è un movimento molto complesso e talvolta deve essere fatto con un po’ di coraggio. Se siamo arrivati a questo punto (vincolo) in maniera corretta, in prossimità della massima pendenza (quando gli sci si trovano a metà curva), il bacino si troverà all’interno della curva, creando la massima angolazione.

nei due fotogrammi Grigoletto si trova sulla massima pendenza all’inizio della seConda parte di Curva. Si nota bene come la gamba esterna spinga e si allunghi contro il terreno, supportata dal vincolo sci/neve. Nella seconda foto, le spalle si cominciano a riportare sopra i piedi.

Da quel momento in avanti i nostri sci continueranno a curvare (o per deformazione/conduzione, o per rotazione/azione guida) e mentre sono lì, intenti a «tagliare» la neve, la pendenza gradualmente diminuirà. è per questo che si inizia una graduale diminuzione dell’angolazione. Il bacino, conseguentemente, metro dopo metro, rientrerà verso la base d’appoggio fino alla fine della curva, quando si troverà sopra ai piedi. In questo modo è il bacino stesso che dà origine al cambio degli spigoli, innescando una nuova curva.
Poiché esiste sempre un andata e un ritorno, possiamo dire che l’andata è identificata dal cambio spigoli sino alla massima pendenza (fase di azione), mentre il ritorno dalla massima pendenza sino al nuovo cambio spigoli (fase di reazione).
Si evince che l’angolazione è creata dallo spostamento del bacino verso l’interno della curva, ma come tutti i movimenti deve appunto tornare indietro deve avere… un’andata e un ritorno. Se gli sci si trovano sugli spigoli e stanno tagliando la neve, nella seconda parte di curva è importante gestire le inerzie verticali che tendono a schiacciare lo sciatore verso il terreno, con la muscolatura eccentrica delle gambe. In tutta questa fase, per gestire al meglio le inerzie verticali che ci schiacciano, dobbiamo riuscire a «spalmare» i nostri movimenti nel miglior spazio tempo, occupando tutti gli spazi della curva, senza tempi morti.
Si capirà come la resistenza allo schiacciamento nella seconda parte ci obblighi a supportare grandi quantità di carico. Più riusciamo a distribuirlo, meno lavoriamo per picchi di carico. Pensate di avere un peso di 100 kg da mettere sulle spalle. Se lo appoggiamo gradualmente, riusciremo a resistere meglio allo schiacciamento, piuttosto che rilasciare i 100kg in un solo colpo. Possiamo quindi dire che nella prima parte di curva spingiamo i piedi (soprattutto l’esterno) per creare carico laterale e deformazione dell’attrezzo, mentre dalla massima pendenza in poi continuiamo a spingere contro la neve, per resistere allo schiacciamento sfruttando la deformazione dello sci (curva elastica).

In questa foto e in quella successiva: nella seconda parte di Curva si nota la resistenza allo schiacciamento. Le spalle sono parallele al pendio.

Durante la fase di cambio degli spigoli il baricentro È sopra i piedi

In questa fase, si avrà anche una naturale apertura dell’asse caviglia/ginocchio. Diminuendo la pendenza, questa apertura ci consentirà il mantenimento della perpendicolarità con il terreno e un’ottima gestione della centralità. Il busto e in modo particolar l’asse sagittale, freccia immaginaria che ci attraversa dalle scapole allo sterno, dalla massima pendenza in avanti, ruota nel senso della curva ma con una velocità inferiore rispetto ai piedi; a fine curva infatti si deve trovare rivolto all’esterno degli sci per ottimizzare i carichi e per anticipare motoriamente il cambio di traiettoria. L’asse delle spalle è importantissimo che rimanga parallelo al pendio. Spesso si cerca la chiusura della curva, guidando troppo con la parte alta del corpo. Analizzeremo questo aspetto nella prossima puntata.


IL PROSSIMO CAMPUS A PASSO MONTE CROCE DAL 9 AL 12 FEBBRAIO

È diventato uno degli appuntamenti classici di Sciare Campus, nella sede abituale dove la rivista effetta le prove di sci e scarponi. La comodità di questo luogo non è paragonabile con nessun altro: esci dall’hotel con gli scarponi ai piedi, fai 10 passi e prendi lo skilift! Non a caso questa è stata per tutta la sua carriera il campo preferito di allenamento di Marc Girardelli!
Da lì poi si apre un comprensorio immenso nella ski area denominate «Tre Zinnen» ovvero tre cime. Si va dal Croda Rossa al Monte Elmo passando da San Candido, Dobbiaco fino a sconfinare nella adiacente Austria. L’arrivo al Passo, che collega l’Alto Adige con il Veneto, è previsto secondo consuetudine giovedì 9 febbraio in serata presso lo splendido Hotel «Passo Monte Croce – Kreuzberg **** Passo Monte Croce – 39030 Sesto (BZ) T 0474 71.03.28 – www.passomontecroce.com

Il programma tipo della giornata
Le lezioni sulla neve iniziano alle ore 9.00 fino alle 13.00. A seguire pranzo in quota. Alle 16.00 lezione di teoria in aula e video analisi. A seguire aperitivo e cena. Queste le materie per il 5° corso della stagione:
VENERDì: Appoggio del Bastoncino – Equilibri e tempismo
SABATO: Ricerca perpendicolarità – antero posteriore nella prima parte di curva
DOMENICA: La «X «dei movimenti – Le inclinzioni e le diverse direzioni tra parte alta e parte bassa del corpo. Orari e programma potrebbero cambiare in base alle condizioni del tempo. Tutto sarà comunque adattato per consentire a tutti di sciare il più possibile!


PRENOTAZIONI E INFORAZIONI

Per iscriversi ai corsi è stato introdotto un unico sistema di prenotazione on line. Si va sul nuovo sito www.sciarecampus.it che offre anche ogni tipo di informazione sulla filosofia ideata dai docenti di Sciare Campus. Alla voce «Prenotazioni» si sceglie il corso cui si vuole partecipare e si compilano i vari campi. Prima cosa si seleziona l’hotel dove si desidera pernottare. In alcuni casi, infatti, c’è più di una soluzione. Quindi si precisa se si è Top, Light o accompagnatore, la tipologia di camera ed eventualmente la/le persona/e con la/e quali si desidera dividere la camera. Tutto qui! L’ultimo passaggio riguarda il pagamento dell’anticipo che può essere effettuato o via bonifico bancario o con carta di credito. Il costo del livello Top è di 750 Euro, quello del livello light è di 650 Euro. Ulteriori info: info@sciarecampus.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA 19 gennaio 2017
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