Esclusivo: intervista al piatto tibiale di Fede Brignone

Di Marco Di Marco

L’Azzurra si è rifiutata di rilasciare dichiarazioni in questa delicata fase di recupero, così abbiamo chiesto direttamente a “Pitti”, il vero nome dell’infortunato!

Passavamo dalle parti di Aosta e chi incontriamo? Federica Brignone. Quale migliore occasione per chiederle come sta andando la fase di recupero? Ma niente da fare, Federica non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Lei no, ma il suo piatto tibiale si è reso disponibile, così, per la prima volta in assoluto, si è concesso per una breve ma significativa intervista.

Federica la chiama Pitti, ma c’entra qualcosa con la nota fiera fiorentina?
E’ un puro caso, una coincidenza. Pi è piatto, Ti è tibiale. La doppia T rende tutto più simpatico.

Come si sta dentro al corpo di un’atleta e ancor più di una campionessa?
Non si sta male, anche se a dir la verità è abbastanza stancante.  Sa, tutti quei carichi, quelle sollecitazioni… Poi però vedo i miei colleghi, legamenti, cartilagini… e dopo tutto forse posso ritenermi fortunato. Per loro c’è ancora più stress. Quindi, diciamo faticoso ma ripagante. Nel corpo di una persona normale forse mi annoierei

Quale disciplina la diverte di più e quale la fa penare maggiormente?
Penare direi lo slalom, mentre niente è più divertente del superG. Adoro quando il movimento diventa armonioso, a volte anche elegante. Vuoi mettere con l’eccessiva staticità della discesa o l’isteria di uno slalom. Per non parlare del gigante, quando Fede arriva in fondo sono avvolto dal fumo! Bleah!

A volte l’emozione fa tremare le gambe, le è mai capitato di barcollare?
E beh… direi proprio di sì. Anzi, di brutto proprio! Sono abituato a fare centinaia di chilometri ma quella volta l’auto si fermò dopo pochi minuti. Pensai si trattasse solo di un allenamento però poi i campanacci degli svizzeri e il rumore di una folla oceanica italiana mi fecero subito intuire che si trattava di una vera e propria gara di Coppa, praticamente a casa mia, a La Thuile! In quell’occasione ho capito che anche le macho girl, le dure, le guerriere, alla fin fine sono delle tenerone! Compresi subito dell’importanza dell’occasione e ce la misi tutta per aiutare Fede. Non andò come lei aveva sperato ma l’emozione sbriciolò la piccola delusione sportiva. Personalmente ero felice lo stesso. Anche perché tutto il ginocchio si era messo a fare Giacomo-Giacomo con l’altro e sa com’è vanno poi a finire queste cose…

Si accorge della differenza di quando Fede sale sul gradino di un podio o su quello di una semplice scala?
La differenza con una scala è netta, tuttavia non mi è sempre chiaro se, a volte, sta salendo sul podio o si sta allenando. Lo sa che Fede non è tanto a posto, quella si mette a fare i gradoni con gli scarponi per allenamento.

A proposito di scale, nella nuova casa di Fede, a La Salle, so che ce n’è una abbastanza ripida. Come ha fatto in questi giorni?
Senza le stampelle sarebbe stato un vero casino. Per fortuna Fede ha gambe e schiena ben allenate e forza da vendere, per cui devo dire che non mi sono accorto quasi mai di nulla. Sotto un certo punto di vista è stata anche una mia piccola vendetta: per una volta che sia lei a portarmi e che cavolo!

Ma lo sa che lei parla come Fede?
No, aspetti un attimo, caso mai è Fede che parla come me. Sia chiaro!

Ogni parte del corpo assorbe ciò che l’essere umano ingerisce: si accorge di tutti quei gelati che Fede mangia quotidianamente da un mese a questa parte?
L’altro giorno scambiavo due chiacchiere con la testa di Fede e mi ha confessato che la cosa la faceva impazzire di gioia. Sa, lo stato d’animo, il ritorno del buon umore… Io personalmente preferisco il ghiaccio, adoro la granita al limone, ma in questi giorni Fede si è dedicata soltanto a grossi coni di cioccolata!

Si ricorda qualcosa dell’incidente?
Eh, me lo ricordo bene sì, per la miseria! Un dolore bestiale! Però dai, ormai è andata e sto cercando di dimenticare in fretta quei momenti. Prima se ne vanno, prima riacquisterò quella fiducia necessaria per stare dietro alla mia padrona. Che ringhia, spinge, scalpita! So che non vede l’ora di tornare sugli sci, ma sinceramente non sono ancora pronto. Non manca tanto, però ci si renda conto che sono stato fermo per un bel po’ e non posso buttarmi nella mischia se prima non ho recuperato al 100 per 100. Ogni tanto dò a Fede qualche pizzicotto. E’ l’unico modo per farle capire che non è ancora il momento.

Che terapia sta seguendo per guarire?
Niente di pazzesco, ma di mirato: esercizi a corpo libero, step, palestra, cose così insomma e direi… proprio un bel lavoro. Sento che, giorno dopo giorno, riesco a tenere il peso con sempre maggior facilità. Dai, pian piano… Quella ragazza ha muscoli che pesano come mattoni e io non sono mica fatto di ferro, che diamine!

Federica è un’atleta abbastanza grintosa, le da fastidio?
Se me lo avesse chiesto dieci anni fa avrei risposto in maniera netta e risoluta. Ormai oggi mi sono abituato. Non sta ferma un istante. Se non è lo sci è l’arrampicata, la mountain bike, la corsa… Però io dico una cosa, ma il Signore non aveva mica detto che il settimo giorno si doveva riposare?  D’accordo, la domenica è impossibile, ma al lunedì, santi numi, qualche ora potrebbe anche fermarsi! Diciamo che l’infortunio mi ha permesso di tirare il fiato un poco, ma è anche una delle prime volte in assoluto da quando sono nato! Me la godo ancora qualche giorno perché quando mi ricapita un’occasione del genere…

E’ sempre andato in Sud America in estate, quest’anno nisba: le manca quella trasferta?
Non mi manca l’aria di quei posti. Stando qui dentro, che sia Argentina, Cile o Stelvio non fa differenza. Diverso è invece il movimento. E’ dalla primavera scorsa che Fede mi fa fare sempre gli stessi esercizi. La preparazione atletica più lunga della sua vita e dunque anche della mia. Va bene il riposo, come dicevo prima, ma sinceramente comincio ad averne pieni i menischi. Voglio la neve!!!

Cos’è… pensava di essere un osso duro e ora si è ricreduto?
Se non fossi un osso duro mi sarei sbriciolato, figliolo!

Quando Fede si arrabbia è meglio starle alla larga: si è mai arrabbiata con lei? Che ne so, non le ha mai detto: basta, caro Pitti mi hai rotto?
La sa una cosa? Lo scriva pure senza problemi, firmo e controfirmo:  è lei che mi ha rotto!

Purtroppo, sul più bello, Federica l’ha portato via lasciandoci con un grosso dubbio: rotto in che senso?
Forse il piatto tibiale di Federica non è solo lesionato ma è di fatto rotto? O intendeva dire che si è rotto dell’intervista. O semplicemente che si è rotto di Fede? Non ci è molto chiaro. Rimarremo col dubbio.

 

 

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA 14 settembre 2018
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