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	<title>AlpStyle Archivi - SciareMag</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 03 Jun 2020 10:54:36 +0000</lastBuildDate>
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	<title>AlpStyle Archivi - SciareMag</title>
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		<title>Paganella bike, si parte</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/alpstyle/paganella-bike-si-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Ronchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 19:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AlpStyle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto è pronto per l’apertura di una nuova stagione ricca di divertimento e adrenalina nel comprensorio del Paganella Bike. Dagli impianti di risalita ai trail seguendo tutte le misure di sicurezza. Con i suoi 80km di trail e 8 impianti di risalita è considerata dai biker una delle migliori mete in Europa e sicuramente tra le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto è pronto per l’apertura di una nuova stagione ricca di divertimento e adrenalina nel comprensorio del Paganella Bike. Dagli impianti di risalita ai trail seguendo tutte le misure di sicurezza. Con i suoi 80km di trail e 8 impianti di risalita è considerata dai biker una delle migliori mete in Europa e sicuramente tra le top 3 in Italia. I weekend del 6 -7  e  del 14-15 giugno aprirà tutti gli impianti, per poi rimanere aperta anche tutta la settimana dal 20 giugno in poi.</p>
<h2>Paganella Bike, le novità</h2>
<p>Tra le novità di quest’anno sarà possibile acquistare il vostro “Bike Pass” direttamente on-line. Come? Semplicissimo: accedete al <a href="https://paganella.net/sito/page-not-found.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito</a> acquistate il Bike Pass e ritiratelo direttamentealla pick.up Box o  alle biglietterie alle partenze degli impianti. Da quel momento,  la card che avrete in mano potrete semplicemente ricaricarla on-line, magari il giorno prima di partire o quando siete in auto con gli amici. Una comodità che vi permetterà di godere ancor più ogni giornata sui trail.</p>
<p>Oltre al e-bike pass , i bikers troveranno ben 13 postazioni di ricarica per le e-mtb (batterie Bosh, Yamaha e Shimano) , disponibili all&#8217;esterno dei Bike Chalet e delle malghe (già tutte aperte e pronte ad ospitarvi durante il “recovery time”), tutte ben segnalate e visibili, oltre alle numerose postazioni per il self-setting della propria bici.</p>
<h2>I trails</h2>
<p>Sono tutti confermati i tracciati dello scorso anno, grazie ad un lavoro super intenso della squadra dei Trail Builder di Trail Zone. “Nonostante i ritardi dovuti al lockdown, l’attività di manutenzione e re-shape dei trail è stata ancora di più potenziate. Abbiamo messo in campo tutte le nostre conoscenze e sperimentato anche nuovi macchinari che ci hanno permesso di arrivare pronti all’appuntamento comn l’apertura”, ci racconta Ezio Cattani, project manager e trail builder della Dolomiti Paganella Bike Area</p>
<h2>Sicurezza al primo posto</h2>
<p>La sicurezza e la cultura della MTB sono sempre stati argomenti sensibili in Paganella. Sin dall’inizio infatti la Bike area ha lavorato per avere una segnaletica chiara e indicazioni lungo i trail sull&#8217;uso del casco e l&#8217;utilizzo consapevole dei sentieri, compresa la convivenza con chi cammina. Per la prima volta, nel 2019,  in Italia si introduce la figura del “Bike Patrol”, ovvero dei tutor-facilitatori che hanno  il compito di far rispettare le regole, prestare soccorso ai biker che necessitano aiuto, ma anche dare suggerimenti sugli itinerari e collegamenti. Saranno tre i Patrol e saranno riconoscibili dell&#8217;abbigliamento, ovviamente in sella ad una bici nelle diverse Bike Park Zone che anche quest’anno giocheranno un ruolo fondamentale.</p>
<h2>Il vademecum della sicurezza</h2>
<p>ALL&#8217;ARRIVO</p>
<p>•       alle biglietterie e agli imbarchi e in tutti gli spazi comuni, mantenere almeno un metro di distanza dagli altri<br />
•       alle biglietterie, agli imbarchi, sugli impianti e in tutti gli spazi comuni, è obbligatorio l&#8217;uso della mascherina che protegga sia la bocca sia il naso<br />
•       igienizzare spesso le mani presso gli appositi dispenser che verranno forniti<br />
•       seguire scrupolosamente le istruzioni del personale<br />
•       essere collaborativi e responsabili!<br />
•       non buttare mascherine e altro materiale nei boschi. Keep it Clean!<br />
•       seguire le indicazioni in caso si sosta nei Bike Chalet</p>
<p>•       Le cabinovie riducono l&#8217;accesso a 2/3 della capienza massima eccetto nel caso di membri dello stesso nucleo familiare convivente<br />
•       l&#8217;aerazione delle cabine è garantita dall&#8217;apertura delle finestre;<br />
•       il personale degli impianti indossa la mascherina<br />
•       cabine e spazi comuni sono costantemente igienizzati<br />
•       i Bike Patrol sono a disposizione per qualsiasi domanda<br />
•       Il personale dei Bike Chalet segue attentamente i protocolli di sicurezza</p>
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		<title>Parliamo di montagna con Barmasse e Casiraghi</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/alpstyle/parliamo-di-montagna-con-barmasse-e-casiraghi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Ronchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2020 19:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AlpStyle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;attesa che la montagna possa tornare ad essere vissuta, Hervé Barmasse ed Elena Casiraghi incontrano tutti gli appassionati sul canale Instagram. Barmasse, alpinista e atleta del Team The North Face ed Elena Casiraghi, specialista in alimentazione e integrazione dello sport &#8211; Equipe Enervit, interagiranno con follower e amanti della montagna il 9 aprile alle 17 in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;attesa che la montagna possa tornare ad essere vissuta, Hervé Barmasse ed Elena Casiraghi incontrano tutti gli appassionati <a href="https://www.instagram.com/hervebarmasse/?hl=it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sul canale Instagram</a>.</p>
<p><a href="https://www.sciaremag.it/notiziesci/barmasse-lalpinismo-quello-vero/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Barmasse</a>, alpinista e atleta del Team The North Face ed Elena Casiraghi, specialista in alimentazione e integrazione dello sport &#8211; Equipe Enervit, interagiranno con follower e amanti della montagna il 9 aprile alle 17 in una diretta. Temi trattati, ovviamente, gli sport di montagna e l’alimentazione.</p>
<p>Hervé ed Elena parleranno di nutrizione prima, durante e dopo le attività outdoor rispondendo a tutte le domande e curiosità delle persone collegate. Inoltre, non mancheranno anche i preziosi consigli per affrontare al meglio gli allenamenti quotidiani in casa.</p>
<p>L’appuntamento è sul canale Instagram di Hervé Barmasse – Stay tuned!</p>
<h2>Chi è Hervé Barmasse</h2>
<p>Alpinista, atleta del Global Team The North Face, scrittore, regista di film di montagna. Nasce ad Aosta il 21 dicembre del 1977 in una famiglia segnata da una lunga tradizione e passione per la montagna. Guida alpina del Cervino da quattro generazioni, il suo nome è legato a importanti ascensioni.</p>
<p>Itinerari di grande difficoltà ed esposizione realizzati in tutto il mondo. Tra queste la via nuova aperta in solitaria sul Cervino, la prima ascensione della liscia lavagna granitica del Cerro Piergiorgio e la nuova via sul Cerro San Lorenzo in Patagonia, la prima salita del Beka Brakay Chhok in Pakistan e altre ancora.</p>
<p>Sulla sua montagna di casa, la Gran Becca, Hervé ha lasciato in modo incisivo la sua traccia fino a diventare l’alpinista che, tra vie nuove, prime invernali e prime solitarie, ha compiuto più exploit.</p>
<p>Nel 2017 si è reso protagonista di un’ascensione esemplare alla sua prima esperienza su una montagna di 8000 metri salendo in stile alpino la Parete Sud dello Shisha Pangma (8027m) in appena 13 ore. www.hervebarmasse.com</p>
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		<title>Osprey: innovazione, trasparenza e sostenibilità</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/alpstyle/osprey-innovazione-trasparenza-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Ronchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2020 20:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AlpStyle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Osprey ha annunciato il proprio piano per diventare il brand per l&#8217;outdoor più innovatore, trasparente e sostenibile al mondo. Il viaggio verso la sostenibilità è iniziato nel 1974, con la creazione del suo primo zaino da backpacking. Nel progettare zaini di alta qualità, tecnici e resistenti, fatti perdurare nel tempo, (come l&#8217;Adventur Proof) Osprey ha sempre [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Osprey ha annunciato il proprio piano per diventare il brand per l&#8217;outdoor più innovatore, trasparente e sostenibile al mondo. Il viaggio verso la sostenibilità è iniziato nel 1974, con la creazione del suo primo zaino da backpacking. Nel progettare zaini di alta qualità, tecnici e resistenti, fatti perdurare nel tempo, (come l&#8217;<a href="https://www.sciaremag.it/attrezzaturasci/la-leggerezza-su-ruote/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Adventur Proof</a>) Osprey ha sempre cercato di minimizzare la quantità di materiali che finiscono in discarica e di proteggere l’ambiente.</p>
<p>Questo è andato di pari passo con una fede incrollabile nella sostenibilità e nella responsabilità ambientale. Con la All Mighty Guarantee, Osprey garantisce di riparare i propri zaini e rimetterli in uso in tutti i casi possibili, allungandone così la durata. Più del 94% dei prodotti ricevuti in riparazione rinasce a nuova vita e viene restituito ai proprietari. Nel solo 2018, in Europa, più di 2.000 zaini hanno goduto di SecondLife, evitando di finire in discarica e di generare rifiuti inutili, mentre più di 300 sono stati donati a enti di beneficenza per giovani.</p>
<h2>L&#8217;impegno sociale</h2>
<p>L’impegno nella responsabilità sociale d’impresa ha anche costituito uno dei capisaldi costanti della strategia di Osprey per la sostenibilità. l&#8217;azienda ha finanziato e contribuito a innumerevoli progetti in tutto il mondo. Dalla pulizia delle Alpi a iniziative per assistere e offrire più diritti e potere sociale a donne e bambini vulnerabili. L’obiettivo è sostenere progetti e persone che svolgono un lavoro encomiabile in ogni parte del mondo.</p>
<h2>La chimica</h2>
<p>Il contributo della chimica al settore dell’outdoor è notevole. Impermeabilizzazione, durevolezza e longevità dipendono tutte dalle sostanze utilizzate per la produzione dell’attrezzatura tecnica. Ora Osprey si impegna, laddove possibile, a passare a sostanze chimiche verdi, mantenendo inalterata la qualità tecnica degli zaini che produce. Questo processo inizierà con l’adozione e il lancio del rivestimento C0 DRW, e continuerà con l’obiettivo di eliminare completamente i PFC entro il 2022.</p>
<h2>I materiali</h2>
<p>I materiali sono un altro passo significativo in questo viaggio verso la sostenibilità. La primavera2020 vedrà il primo passaggio a materiali riciclati di qualità che saranno usati per l’outdoor tecnico e per articoli di uso quotidiano. Gli zaini delle nuove serie Archeon e Arcane saranno gli ambasciatori di questa iniziativa e vanteranno materiali riciclati durevoli ma allo stesso tempo alla moda.</p>
<h2>L&#8217;impegno di Osprey</h2>
<p>La responsabilità sociale d’impresa di Osprey sta alla base di tutte le sue attività. Ciò significa documentare, tracciare e ripensare la filiera e i processi industriali. Il codice di condotta industriale, recentemente aggiornato, segue i principali standard stabiliti dalla Ethical Trading Initiative, mentre gli audit industriali assicurano il rispetto della Worldwide Ethic Alliance. Al di là dei processi aziendali resta centrale l&#8217;intenzione di sostenere progetti ambientali. Osprey è recentemente entrata a far parte di un progetto per la reintroduzione dei rapaci a rischio di estinzione che è centrato proprio sull’uccello che dà il nome al marchio: il falco pescatore. L’azienda ha anche avviato nuovi piani per collaborare con la European Outdoor Conservation Association in tutta Europa, sostenendo e finanziando campagne di sensibilizzazione e operazioni sul campo a forte impatto.</p>
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		<title>Giro di Boa</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/alpstyle/giro-di-boa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Ronchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2020 20:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AlpStyle]]></category>
		<category><![CDATA[alpstylereview]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Boa permette di evolvere una delle scarpe da trail per MTB con il maggior successo tra i biker, punto di riferimento per il mercato. Nell’arrampicata il grip è fondamentale. Lo sanno bene in Five Ten, visto che hanno segnato la storia di chi ama le sfide vertical. Grazie a questa tecnologia l’azienda del gruppo Adidas è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Boa permette di evolvere una delle scarpe da trail per MTB con il maggior successo tra i biker, punto di riferimento per il mercato.</p>
<p>Nell’arrampicata il grip è fondamentale. Lo sanno bene in Five Ten, visto che hanno segnato la storia di chi ama le sfide vertical. Grazie a questa tecnologia l’azienda del gruppo Adidas è diventata leader nel mondo delle ruote grasse. Five Ten Kestrel Pro Boa è l’evoluzione del modello Kestrel Boa.</p>
<p>L’interfaccia della suola è stata ampliata e migliorata per aumentare la compatibilità con tutte le tipologie di pedali da mountain bike. La suola Stealth C4 garantisce il consueto grip con aderenza ottimale sui pedali flat, fondamentale quando si affronta un terreno tecnico. Un supporto in nylon infuso di carbonio aumenta la rigidità della scarpa, riducendo la flessibilità torsionale e migliorando il trasferimento della forza impressa ai pedali. La traspirabilità è garantita dalla linguetta in mesh e dalla punta traforata che facilita l’evaporazione dell’umidità.</p>
<p>La tomaia rivestita in PU garantisce forza, elasticità e impermeabilità. Ultimo aspetto, non certamente per importanza, il sistema Boa Fit che consente regolazioni rapide e un fit preciso. I lacci CS1 si collegano alla suola in gomma Stealth per il massimo sostegno. Il CS1 è costituito da 49 fili di acciaio inossidabile permeati e avvolti in nylon per resistere allo sfregamento e tenere lontani sporco, detriti e acqua. La rotella utilizzata è il modello IP1, caratterizzata da una regolazione incrementale quando è sotto tensione, che permette di regolare la rotella mentre è in uso. Girandola per stringere o per allentare la chiusura, è possibile assecondare il naturale gonfiore dei piedi che si può riscontrare durante una pedalata.</p>
<p>Peso 460 gr. Prezzo al pubblico 179.95 euro</p>
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		<title>Non solo rafting</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/alpstyle/non-solo-rafting/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sophie Doidge]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2020 20:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AlpStyle]]></category>
		<category><![CDATA[alpstylereview]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le attività fluviali che si possono svolgere in montagna sono numerose, non solo rafting che comunque resta la più diffusa e richiesta. Ci sono discipline a corpo libero o individuali che permettono di sviluppare corpo e mente, superando le proprie paure. Eccole spiegate una per una dal Centro Sport Valsesia, che ci aveva parlato della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le attività fluviali che si possono svolgere in montagna sono numerose, non solo rafting che comunque resta la più diffusa e richiesta. Ci sono discipline a corpo libero o individuali che permettono di sviluppare corpo e mente, superando le proprie paure. Eccole spiegate una per una dal Centro Sport Valsesia, che <a href="https://www.sciaremag.it/alpstyle/immergersi-nella-natura-alpina-seguendo-lacqua/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ci aveva parlato</a> della bellezza di scoprire la natura alpina attraverso l&#8217;acqua</p>
<h2>Rafting, l&#8217;unione fa la forza</h2>
<p>È senza dubbio l’attività più richiesta. Uno dei motivi del successo è che si svolge in gruppo ed è per tutti, a partire dai 12 anni. Il Rafting viene organizzato per le feste di compleanno, per una giornata in famiglia, tra amici, ma anche per addii al celibato o nubilato, oppure, sempre più spesso, per meeting aziendali. Ci si mette alla prova contro la natura più impetuosa affrontando rapide selvagge con una forte dose di adrenalina. In questo<br />
contesto si crea un forte spirito di gruppo e aggregazione, aspetti sempre più rilevanti nelle aziende. Prima delle attività, le guide fluviali effettuano un briefing tecnico per fornire a tutti i partecipanti un’adeguata formazione sulle manovre da compiere nel fiume e soprattutto le misure di sicurezza. Una volta arrivati all’imbarco normalmente si ricapitolano le nozioni in acqua calma prima di iniziare la discesa, questo per assicurare la buona comprensione di tutte le tecniche impartite.</p>
<h2>Body Rafting, si scende senza gommone</h2>
<p>È una disciplina che si effettua in gruppo senza un gommone. Si svolge percorrendo scivoli naturali e cascatelle a corpo libero. Si pratica in gruppo mantenendo così il divertimento del rafting tradizionale e lo spirito di aggregazione, che in questo caso si concretizza con esempi e incitamento più che collaborazione sullo stesso mezzo. È adatta dai 12 anni in su e viene considerata la disciplina di primo approccio all’acqua a corpo libero.</p>
<p>È una bellissima attività che permette di scoprire l’acqua viva a corpo libero, senza l’ausilio di corde o bob, ma naturalmente in totale sicurezza! Si può praticare prevalentemente nel periodo estivo (da agosto ai primi di settembre), quando il volume dell’acqua si riduce permettendoci in questo modo di portare i gruppi in nel canyon in totale sicurezza. I tratti da percorrere a nuoto attraverso rapide, onde di acqua bianca, cascate, scivoli si alternano a tuffi da varie altezze (che si possono sempre evitare) in un contesto naturale, lontano da occhi indiscreti!</p>
<h2>Canyoning, ritorno alle origini</h2>
<p>Si tratti di un ritorno alle origini. Viene anche definito torrentismo, che rende meglio l’idea di primordialità. È un body rafting evoluto perché prevede utilizzo di corde, imbraghi e le mute da cinque millimetri. Ovviamente anche salvagenti e scarponcini con ottimo grip. Più di ogni altra questa pratica permette di scoprire punti dei torrenti che si vedono solamente percorrendoli dal proprio interno. È un’attività di gruppo dove però è<br />
necessario un buon spirito d’avventura e temerarietà. È più che mai indispensabile la presenza di una guida fluviale esperta con la quale scoprire gole, forre e torrenti nascosti! Sono previsti salti nel vuoto, con altezze oltre 2 metri ma mai obbligatori, che fanno immergere in pozze cristalline. In alcuni passaggi è prevista la discesa con la corda, a fianco di cascate spumeggianti. La muta da cinque millimetri permette di lasciarsi trasportare dall’acqua lungo gli scivoli naturali e toboga scavati dal tempo in totale sicurezza.</p>
<h2>Hydrospeed, il bob acquatico</h2>
<p>Si tratta di un’attività dal forte carattere individualistico, seppur svolta in gruppo. Ogni partecipante viene dotato di un «hydro», una sorta di bob acquatico in espanso, che assicura fluidità nella discesa, protezione e performance. Inoltre si indossano delle pinne che aiutano nella propulsione lungo. Seppur svolta in compagnia si viaggia in fila indiana, dietro all’accompagnatore che insegna le giuste tecniche per sfruttare al massimo l’Hydro. Attraverso le rapide e le gole si può raggiungere la massima velocità con incredibili emozioni e scariche di adrenalina, immersi nell’impeto delle rapide selvagge di fiumi e torrenti. Si scende il fiume immersi nell’acqua assecondandone ogni turbolenza e sentendosi parte di esso. È necessario saper nuotare bene perché si entra e si esce dalla corrente percorrendo le rapide e surfando nelle onde. Questa forte e continua iterazione con il fiume permette di vivere forti emozioni sempre a fianco di guide esperte per divertirsi in sicurezza.</p>
<h2>Explorer 2, discesa in coppia</h2>
<p>Si tratta di una disciplina che si svolge in coppia utilizzando una canoa pneumatica da due persone. Si tratta dello step successivo al rafting, infatti è consigliabile sia già stata fatta un’esperienza in rafting per saper già maneggiare la pagaia, anche se in questo caso le pale sono due. L’istruttore è vicino, in canoa con voi o in quella che segue. È necessaria una buona confidenza con acqua. Non si tratta di una disciplina pericolosa ma che richiede le dovute cautele. L’Explorer 2, con la sua manovrabilità e la sua stabilità, è l’ideale per affrontare il fiume e le sue rapide divertendovi in completa sicurezza. È un’attività ideale per chi vuole vivere un’esperienza unica con i propri figli nelle acque limpide e cristalline di fiumi e torrenti.</p>
<h2>Kayak, il divertimento viene dopo</h2>
<p>Si tratta sicuramente della disciplina più affascinante ma anche più tecnica. In questo caso non si tratta di vivere un’esperienza adrenalinica in compagnia una tantum, ma di una vera e propria disciplina basata su nozioni tecniche. Il Kayak è un tipo di canoa originariamente utilizzata dagli inuit. Si differenza dalla canoa propriamente detta (o canoa canadese) per essere concepita per l’uso in propulsione a manovra di una pagaia a doppia pala, mentre la canoa canadese viene spinta e manovrata con l’uso della pagaia a pala singola. Il Kayak può essere svolto da soli o in gruppo. Come detto inizialmente necessita di una conoscenza tecnica.</p>
<p>La prima lezione, detta battesimo, si svolge in acqua tranquille e serve ad apprendere conduzione, il baricentro e l’utilizzo della pagaia. Infatti per poter iniziare a divertirsi, è necessario prima conoscere la pagaiata, la spinta della canoa, come girarsi, come entrare e uscire dalla corrente. Queste nozioni si possono apprendere in un corso base. Nella fase successiva, il corso intermedio, si impara anche l’eskimo, la manovra per tornare dritti in caso di ribaltamento. Ovviamente è necessaria una buona forma fisica e un ottimo rapporto con l’acqua. Certo, non è necessario essere una trota, ma certamente non si deve avere paura.</p>
<p>Come detto, prima di poter scendere tra le rapide è necessario acquisire delle nozioni. Ogni individuo è a sé, più o meno coordinato e voglioso di sfidarsi. In linea di massima in una settimana di soggiorno è possibile frequentare corsi di cinque giorni, con mezza giornata quotidiana in fiume, ai termini dei quali compiere discese divertenti.</p>
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		<item>
		<title>e-bike, la scintilla che aiuta</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/alpstyle/e-bike-la-scintilla-che-aiuta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Ronchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 20:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AlpStyle]]></category>
		<category><![CDATA[alpstylereview]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E-bike, nella fattispecie la mountain bike a pedalata assistita, permette di vivere la montagna divertendosi anche a chi non è allenato. Un tempo erano come mosche bianche, oggi le mountain bike a pedalata assistita sono una realtà diffusa. Sempre più diffusa. Il motivo è che permettono di raggiungere le vette con un minor sforzo, minore non [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E-bike, nella fattispecie la mountain bike a pedalata assistita, permette di vivere la montagna divertendosi anche a chi non è allenato.</p>
<p>Un tempo erano come mosche bianche, oggi le mountain bike a pedalata assistita sono una realtà diffusa. Sempre più diffusa. Il motivo è che permettono di raggiungere le vette con un minor sforzo, minore non nullo, facendo affiancare i biker più allenati a quelli che non hanno tempo per la preparazione. Tutte le località alpine hanno centri di noleggio e si stanno attrezzando per offrire percorsi dedicati, così da poter permettere la pacifica convivenza tra quanti pedalano e chi invece preferisce camminare.</p>
<h2>I modelli differenti di e-bike</h2>
<p>I modelli di e-bike, nella fattispecie mountain bike, assecondano le diverse specialità. Le front hanno le forcelle ammortizzate ma sono sprovviste di molla posteriore, prevista invece sui modelli «full». La differenza è percepibile in termini di peso, minore nelle front, e di aderenza in discesa, maggiore nelle bi-ammortizzate. In questo momento la tendenza è avere ruote da 29 pollici, anche se in molti non disdegnano le 27,5. Alcune case costruttrici abbinano il 29 anteriore al 27,5 posteriore, mutuando l&#8217;impostazione delle moto da enduro. Freni a disco sono ormai uno standard mentre accessorio sempre più indispensabile è il reggisela telescopico, che permette con un solo tasto, di alzare o abbassare il sellino. Perché?</p>
<h2>Non è come andare a prendere il pane</h2>
<p>I motori ci aiuteranno a salire ma, una volta in cima, dovremo scendere. Spesso ci è capitato d’imbatterci in turisti che, entusiasti nell’essere riusciti a superare le salite più impervie, si sono ritrovati a scendere spingendo la propria bici e perdendosi la parte più divertente. Piero Ruffino nel <a href="https://www.sciaremag.it/alpstyle/mtb-non-da-autodidatta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">suo articolo</a> di tecnica ci ha spiegato perché prendere lezione e ha fornito alcune prime indicazioni, non lasciate la vostra sicurezza in mano al caso.</p>
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		<title>Claudia Ghisolfi, un sogno a 5 cerchi nel climbing</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/alpstyle/claudia-ghisolfi-un-sogno-a-5-cerchi-nel-climbing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Ronchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 10:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AlpStyle]]></category>
		<category><![CDATA[alpstylereview]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Claudia Ghisolfi è un talento indiscusso del climbing, che diventerà disciplina olimpica a Tokyo. Una passione nata a otto anni e condivisa in famiglia, con il fratello maggiore Stefano, anche lui campione della disciplina. Tra le più giovani e talentuose climber italiane, Claudia Ghisolfi ha già conquistato il gradino più alto del podio nel Campionato Italiano di tutte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Claudia Ghisolfi è un talento indiscusso del climbing, che diventerà disciplina olimpica a Tokyo. Una passione nata a otto anni e condivisa in famiglia, con il fratello maggiore Stefano, anche lui campione della disciplina. Tra le più giovani e talentuose climber italiane, Claudia Ghisolfi ha già conquistato il gradino più alto del podio nel Campionato Italiano di tutte e tre le specialità (Boulder, Speed, Lead e anche Combinata), insieme alla Coppa Italia Lead per ben 4 volte. Ma non ha dubbi quando pensa al suo sogno più grande: i cinque cerchi olimpici. Perché l’arrampicata sportiva farà il suo ingresso ai Giochi di Tokyo 2020 e la 22enne torinese è al lavoro per conquistare il tanto ambito accesso in maglia azzurra.</p>
<h2>Arrampicata che passione</h2>
<p>Claudia, com&#8217;è nata la passione per l&#8217;arrampicata?</p>
<p><em>Ho provato tanti sport, ma, dopo una gara di mountain bike, alcuni amici appassionati hanno portato me e mio fratello ad arrampicare alla diga di Valgrisenche. Ci siamo divertiti moltissimo e subito informati per iscriverci a una palestra di Torino.</em></p>
<p>Quali emozioni regala arrampicare?</p>
<p><em>È una passione che si trasforma in uno stile di vita. In palestra ci conosciamo tutti ed è come stare in famiglia. Chiunque può praticarla, dai bambini agli ad</em>ulti.</p>
<h2>Il piano di allenamenti</h2>
<p><em>Gli allenamenti sono esclusivamente indoor fino a 6 ore al giorno con anche sessioni di potenziamento della forza in palestra. Nel weekend non mancano mai uscite per scalare outdoor, programmate maggiormente per variare l’allenamento e permettere alla mente di ricaricarsi. L’arrampicata è sempre con me, organizzo vacanze solo in location dove possa scalare, e poi c’è lo studio, frequento il terzo anno della Facoltà di Scienze Motorie.</em></p>
<h2>Claudia Ghisolfi, sogno olimpico nel climbing</h2>
<p>Nel 2020 arrivano le prime olimpiadi per il vostro sport alle quali avranno accesso solo due uomini e due donne in rappresentanza dell’Italia. La gara sarà una formula combinata tra le tre specialità della disciplina, completamente differenti tra loro. Sicuramente per un atleta come Claudia Ghisolfi sarà l&#8217;apice della carriera nel climbing. Qual è la competizione che ricordi con maggiore emozione ad oggi?</p>
<p><em>Il Campionato Italiano a Torino nel 2013 con tanti amici e parenti a fare il tifo. Ero molto agitata, sapevo di poter vincere e lo desideravo con tutta me stessa. Quando ho ricevuto l’ufficialità della notizia, mio fratello si è avvicinato, mi ha abbracciato e poco dopo abbiamo scoperto che aveva vinto anche lui. Condividere questo podio in famiglia è stato bellissimo.</em></p>
<h2>I posti indimenticabili</h2>
<p>Quali sono i luoghi più belli nei quali hai scalato e che consiglieresti?</p>
<p>Arco di Trento è uno dei posti più belli in Italia. Poi frequento Céüse in Francia, una località non lontana da casa. Mi piace anche Margalef in Spagna, la meta di tutti gli arrampicatori, specialmente durante le vacanze di Natale.</p>
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		<title>Equitazione, sentirsi un re</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/alpstyle/equitazione-sentirsi-un-re/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Schenone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2020 20:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AlpStyle]]></category>
		<category><![CDATA[alpstylereview]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Montare a cavallo, che si tratti di ippica o equitazione, fa sentire come un re. Questo a patto di raggiungere un buon livello di empatia con l&#8217;animale, cosa che non avviene sempre al primo tentativo. Diceva Peter Brown, un famoso fantino, «Cavalcare trasforma vorrei in posso». E in effetti è proprio così: montare a cavallo può [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Montare a cavallo, che si tratti di ippica o equitazione, fa sentire come un re. Questo a patto di raggiungere un buon livello di empatia con l&#8217;animale, cosa che non avviene sempre al primo tentativo.</p>
<p>Diceva Peter Brown, un famoso fantino, «Cavalcare trasforma vorrei in posso». E in effetti è proprio così: montare a cavallo può cambiare la vita, anche se è difficile da credere finché non salirete in sella. A vederla da spettatore, l’equitazione è uno sport come un altro, forse anche un po’ noioso, per chi la passione non ce l’ha nel sangue.</p>
<p>L’equitazione è uno sport che fa lavorare molti muscoli: gambe e addominali, che si attivano anche solo per rimanere in sella, glutei, per seguire il cavallo nelle sue andature, braccia, per dire al quadrupede in che direzione andare e fermarlo, o quantomeno per tirargli su la testa quando non ne vuol sapere di smettere di brucare l’erba.</p>
<h2>Equitazione, uno sport non solo fisico</h2>
<p>All’aspetto fisico se ne affianca uno mentale. A differenza di qualsiasi altro sport, in sella ogni decisione va a buon fine solo se si riesce a comunicarla al «partner». Non basta dirgli cose si vuole fare con due comandi imparati poco prima, per obbligarlo a stare ai vostri ordini. Il cavallo ha una sua testa e ragiona secondo schemi a noi, spesso, sconosciuti. Quando si è in sella, è tutto un lavoro di fermezza e gentilezza, di fiducia reciproca. Quando si riesce nei propri intenti, cioè, appunto, a ottenere una sorta di collaborazione dell’equino, la sensazione è indescrivibile: un mix di sicurezza interiore ed euforia, perché dal «vorrei» siamo passati al «posso», proprio come diceva Peter Brown. Per non parlare poi di quel senso di potere che si prova a stare a due metri di altezza che fa sentire chi c’è sopra un re. Oppure alla sensazione di libertà quando si è lanciati al galoppo su un prato o ancora meglio su una spiaggia al tramonto.</p>
<h2>Tante discipline, un&#8217;unica emozione</h2>
<p>Poco importa quale delle numerosissime discipline dell’equitazione sia stata scelta: che sia la monta inglese o quella americana, nelle sue varie sfaccettature, le sensazioni saranno le stesse. Potrete preferire il salto ostacoli alle corse in campagna, una passeggiata tranquilla durante una vacanza a un’intera settimana a migliorare la tecnica in giro per il mondo. Sarete accomunati dalle stesse emozioni.</p>
<p>L’equitazione si può praticare dai 4 anni fino a un’età avanzata (la regina Elisabetta monta ancora a 93 anni!). L’importante è affidarsi sempre a mani esperte e a guide sicure, per cui centri riconosciuti dalla Federazione Italiana Sport Equestri o dalle associazioni di settore, come la Fitetrec- Ante per il turismo equestre. Munitevi di cap (il casco da equitazione, spesso a disposizione di chi monta le prime volte nei maneggi con scuole o possibilità di passeggiate), guanti, pantaloni e stivali, per non soffrire troppo a causa degli sfregamenti di redini, sella e staffili sulla pelle. Ma non sarà certo un abbigliamento non adatto a impedirvi di salire su un cavallo. Gli ostacoli da superare sono ben altri, paura in primis.</p>
<p>Se volete un consiglio, vale la pena provare. Almeno una volta nella vita. E, se sarete così fortunati da non incappare in cavalli disobbedienti o terrificanti postumi, in sella ci risalirete, più e più volte.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Immergersi nella natura alpina seguendo l&#8217;acqua</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/alpstyle/immergersi-nella-natura-alpina-seguendo-lacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sophie Doidge]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 20:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AlpStyle]]></category>
		<category><![CDATA[alpstylereview]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;acqua, elemento fondamentale della montagna, permette di vivere esperienze indimenticabili immersi nella natura alpina. Quando ci immaginiamo la montagna, il primo pensiero che ci balza in testa, è legato ai fiocchi di neve che cadendo dal cielo la vestono di bianco. Sin da quando abbiamo studiato gli elementi sappiamo che la neve, quando si scioglie, si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;acqua, elemento fondamentale della montagna, permette di vivere esperienze indimenticabili immersi nella natura alpina.</p>
<p>Quando ci immaginiamo la montagna, il primo pensiero che ci balza in testa, è legato ai fiocchi di neve che cadendo dal cielo la vestono di bianco. Sin da quando abbiamo studiato gli elementi sappiamo che la neve, quando si scioglie, si trasforma in acqua scendendo a valle. Ruscelli, torrenti e fiumi sino al mare. Siamo abituati a vivere la montagna verde percorrendo i sentieri ma, grazie all’acqua, esiste un vero e proprio mondo parallelo spesso visto solo a tratti, ovvero quando attraversano le nostre strade.</p>
<h2>Le attività dell&#8217;acqua per immergersi nella natura alpina</h2>
<p>Esplorare la montagna attraverso i corsi d’acqua è tutt’altro che complicato ed oggi, grazie ad associazioni specializzate, è possibile farlo in totale sicurezza. Tra queste rapide si possono svolgere numerose attività: rafting, body rafting, canyoning (o torrentismo), hydrospeed, kayak fluviale e explorer 2. Neanche voi pensavate ci potessero essere così tante discipline, vero? La cosa importante da sapere è che tutte hanno delle componenti di rischio ma, con l’attrezzatura adeguata e un centro sportivo preparato, queste sono ridotte al minimo. «Ha la stessi rischi di qualsiasi altra disciplina outdoor» ci hanno detto dal centro <a href="https://www.valsesiasport.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Valsesia Sport</a>.</p>
<h2>Valutazioni prima di affrontare le rapide</h2>
<p>Quando si affrontano le discipline acquatiche si indossa una muta che misura 3 o 5 millimetri, a seconda della disciplina, e protegge contro il freddo ma anche gli eventuali impatti con le rocce così come le scarpe da ginnastica. Inoltre è obbligatorio il casco omologato e il salvagente, che è in grado di tenere chiunque a galla. Un centro sportivo serio richiede l’obbligatorietà di saper nuotare, senza essere a livello di Federica Pellegrini sia chiaro, e di essere in buona forma fisica e stato di salute.</p>
<p>Ultimo aspetto, ma di altrettanta importanza, è la valutazione del corso d’acqua. Quanto maggiore è l’altezza, tanto lo sarà la portata e, di conseguenza, la velocità. Non tutte le attività possono essere praticate in ogni momento. Accertatevi che il centro sportivo possa consultare un idrometro con il quale misurare l’acqua.</p>
<h2>Come riconoscere un buon centro</h2>
<p>Un buon Centro Rafting dovrebbe essere affiliato alla <a href="https://www.federrafting.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Federazione Italiana Rafting</a> (FIRaft), che garantisce i standard di preparazione delle Guide Fluviali. La FIRaft è l’unico ente Italiano che forma e rilascia i brevetti per Guide e Maestri Fluviali per lavorare sui vari fiumi in Italia. Noi siamo andati in Valsesia, uno dei luoghi più suggestivi perché il fiume Sesia è uno dei pochi incontaminato dall’uomo. Vi racconteremo della nostra esperienza sul prossimo numero, intanto però andiamo a vedere le discipline che si possono praticare.</p>
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		<title>Volo libero: cambiare prospettiva</title>
		<link>https://www.sciaremag.it/alpstyle/volo-libero-cambiare-prospettiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Basso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2020 20:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AlpStyle]]></category>
		<category><![CDATA[alpstylereview]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Praticare il volo libero è sicuro, accessibile a tutti, regala forti emozioni e fa vedere il mondo da un&#8217;altra prospettiva. Da sempre l’uomo ha sognato di poter volare. Il parapendio è il modo più semplice, facile, intelligente, economico, ecologico, sicuro e divertente per farlo. Con il parapendio si compiono veri e propri voli, superiori anche a 200 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Praticare il volo libero è sicuro, accessibile a tutti, regala forti emozioni e fa vedere il mondo da un&#8217;altra prospettiva.</p>
<p>Da sempre l’uomo ha sognato di poter volare. Il parapendio è il modo più semplice, facile, intelligente, economico, ecologico, sicuro e divertente per farlo. Con il parapendio si compiono veri e propri voli, superiori anche a 200 km e con permanenza in aria di una decina di ore con ritorno al punto di partenza. Non si è in balia dei venti, perché il parapendio è perfettamente direzionabile. Il pilota sfrutta le correnti ascensionali d’aria per guadagnare la quota necessaria agli spostamenti. Si chiamano «termiche» e sono colonne d’aria che, riscaldandosi al suolo per effetto del sole, iniziano a salire verso l’alto.</p>
<h2>Il volo libero è sicuro</h2>
<p>Il parapendio è il modo di volare meno pericoloso tra i mezzi aerei. I mezzi certificati sono molto affidabili tant’è che da molti anni, in Italia almeno, non si ha notizia di un incidente dovuto a cedimenti dei materiali o a inaffidabilità degli stessi. Il rapporto uomo-macchina-ambiente è fondamentale. Un pilota prudente e informato, ai comandi di un parapendio in buone condizioni e idoneo alle sue capacità, che vola in una giornata con meteo adatta al volo ha forse meno probabilità di incidente rispetto a chi si fa un giro in mountain bike. Il vuoto d’aria non esiste! Avete mai visto qualcuno morto soffocato perché privo di aria? Esistono turbolenze che, esattamente come le termiche, si formano in presenza di determinate circostanze e sono prevedibili.</p>
<h2>Come si diventa piloti</h2>
<p>Per volare autonomamente per legge è necessario seguire un corso in una scuola di volo certificata dall’<a href="http://www.aeci.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Aero Club d’Italia</a> conseguendo un attestato che abiliti al volo. La scuola è sia teorica che pratica. Il corso generalmente dura dai 4 ai 6 mesi. All’inizio la scuola di volo fornisce il materiale necessario. Successivamente ci sono 5 cose fondamentali: il parapendio, la selletta, il paracadute di emergenza (sempre presente e alloggiato dentro alla selletta in caso di necessità), la radio e uno strumento di volo che contenga almeno un variometro (i costi di un variometro partono da poche decine di euro). L’attrezzatura completa costa tra i 3.000 e i 4.000 euro, ma chi inizia può trovare tantissime occasioni di materiali usati assolutamente affidabili. Una volta ottenuto il patentino si è liberi di volare in qualsiasi luogo idoneo. Solitamente ci si iscrive a un club locale che organizza le attività e diventa un luogo di amicizia e condivisione. Esistono eventi, come il <a href="https://www.sciaremag.it/alpstyle/al-festival-del-volo-libero-emozioni-per-tutti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Festival del volo libero</a>, che permettono di avvicinarsi a questo mondo.</p>
<p>Info su sito <a href="https://www.fivl.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fivl.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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