Norrøna: parola d’ordine sostenibilità

Di Andrea Ronchi

L’azienda norvegese, nota nel mondo sportivo per i propri capi di qualità eccelsa, ha deciso di porre al centro dei propri progetti il minor impatto sul pianeta senza intaccarne gli standard

Nell’abbigliamento outdoor un buon numero di marchi hanno capito che assicurare un minor impatto sul pianeta è probabilmente una strategia che paga in termini di business. A differenza degli altri produttori , per Norrøna l’etica e la responsabilità sociale sono parte di un DNA consolidato e fortificato in anni di ricerche, studi e politiche ambientali innovative. L’azienda norvegese è infatti da sempre in prima linea per fermare il cambiamento climatico e fornire soluzioni sostenibili per il pianeta. In primis offrendo prodotti durevoli, e poi attraverso l’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale come il cotone organico e il poliestere riciclato. Ma per Norrøna tutto questo non è abbastanza.

A settembre 2014 Norrøna ha formalmente avviato la strategia aziendale per il 2015-2020 – identificando aree di interesse chiare. Una di queste è la RSI, la responsabilità sociale d’impresa. “La nostra ambizione è quella di diventare leader nella responsabilità ambientale e sociale all’interno del nostro mercato. Per questo vogliamo dare al consumatore finale informazioni trasparenti, favorendo la divulgazione dei migliori standard di responsabilità ambientale e sociale attraverso l’educazione e il coinvolgimento”, ha dichiarato Jørgen Jørgensen CEO di Norrøna. A sostegno di questa ambiziosa mission Norrøna ha rilasciato la “Norrøna Road Map” che stabilisce chiaramente obiettivi e ambizioni in questo ambito.

“Molti di questi obiettivi sono impegnativi, ma vogliamo impegnarci al massimo per raggiungerli. La nostra intenzione è che la responsabilità sociale d’impresa sia parte integrante delle nostre operazioni seguendo gli obiettivi programmatici fino al 2020 “ – continua il CEO Jørgen Jørgensen. “Secondo il nostro protocollo è di primaria importanza garantire la trasparenza della road map Norrøna e per questo è pubblicata sul sito web, aggiornata annualmente. I risultati del 2016 sono già stati aggiornati e c’è grande soddisfazione per i risultati raggiunti”.

Il primo pilastro della strategia riguarda la durevolezza. I prodotti Norrøna devono essere molto resistenti – come suggerisce la loro origine scandinava. Lavorare su questo principio per ridurre gli sprechi è il primo step di una strategia sostenibile. Inoltre, dal 1929 Norrøna esegue campagne periodiche di riparazione gratuita dei suoi capi danneggiati.

Ma per Norrøna tutto questo non è sufficiente a garantire un impegno sostenibile per il futuro dell’ambiente. Per questo l’azienda ha lavorato molto su altri importantissimi obiettivi riassumibili per punti:

– L’1 per cento dei ricavi del 2015 e 2016 è stato dato a organizzazioni che lavorano in progetti di sostenibilità ambientale, rispettivamente pari a 4,3 milioni e 5,0 milioni di corone norvegesi (una corona norvegese è approssimativamente uguale a 0,12 dollari).

– Il 51% di tutti i rifiuti prodotti nel 2016 è stato riciclato e per il 2017 l’obiettivo è di arrivare al 60%, mentre il trasporto aereo è stato utilizzato per meno dell’1% nel totale di miglia effettuate per la distribuzione.

– Nel 2016 il 90% delle unità produttive è stato sottoposto a revisione da parte di terze parti che controllano che il lavoro sia equo e che siano rispettati gli standard ambientali. L’obiettivo per il 2017 è quello di verificare l’intera catena di approvvigionamento in un solo anno.

– Entro il 2020, Norrøna mira a produrre il 25% delle sue linee di prodotto durante la bassa stagione, per ridurre gli straordinari e mantenere i livelli di occupazione nei periodi di scarico. Il 2016 ha visto un incremento dell’8%.

– Nel 2014, il 16% dei tessuti in poliestere è stato ricavato da fibre riciclate e la produzione del 2016 ha visto un incremento del 39%.

-Infine, non esiste alcun obiettivo per l’ammontare delle riparazioni effettuate, ma le cifre sono impressionanti per quelle del 2016: 10.000, per un totale di cinque giorni lavorativi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 08 ottobre 2018
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