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	<title>Valentina Schenone, Autore presso SciareMag</title>
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		<title>Equitazione, sentirsi un re</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Schenone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2020 20:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AlpStyle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Montare a cavallo, che si tratti di ippica o equitazione, fa sentire come un re. Questo a patto di raggiungere un buon livello di empatia con l&#8217;animale, cosa che non avviene sempre al primo tentativo. Diceva Peter Brown, un famoso fantino, «Cavalcare trasforma vorrei in posso». E in effetti è proprio così: montare a cavallo può [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Montare a cavallo, che si tratti di ippica o equitazione, fa sentire come un re. Questo a patto di raggiungere un buon livello di empatia con l&#8217;animale, cosa che non avviene sempre al primo tentativo.</p>
<p>Diceva Peter Brown, un famoso fantino, «Cavalcare trasforma vorrei in posso». E in effetti è proprio così: montare a cavallo può cambiare la vita, anche se è difficile da credere finché non salirete in sella. A vederla da spettatore, l’equitazione è uno sport come un altro, forse anche un po’ noioso, per chi la passione non ce l’ha nel sangue.</p>
<p>L’equitazione è uno sport che fa lavorare molti muscoli: gambe e addominali, che si attivano anche solo per rimanere in sella, glutei, per seguire il cavallo nelle sue andature, braccia, per dire al quadrupede in che direzione andare e fermarlo, o quantomeno per tirargli su la testa quando non ne vuol sapere di smettere di brucare l’erba.</p>
<h2>Equitazione, uno sport non solo fisico</h2>
<p>All’aspetto fisico se ne affianca uno mentale. A differenza di qualsiasi altro sport, in sella ogni decisione va a buon fine solo se si riesce a comunicarla al «partner». Non basta dirgli cose si vuole fare con due comandi imparati poco prima, per obbligarlo a stare ai vostri ordini. Il cavallo ha una sua testa e ragiona secondo schemi a noi, spesso, sconosciuti. Quando si è in sella, è tutto un lavoro di fermezza e gentilezza, di fiducia reciproca. Quando si riesce nei propri intenti, cioè, appunto, a ottenere una sorta di collaborazione dell’equino, la sensazione è indescrivibile: un mix di sicurezza interiore ed euforia, perché dal «vorrei» siamo passati al «posso», proprio come diceva Peter Brown. Per non parlare poi di quel senso di potere che si prova a stare a due metri di altezza che fa sentire chi c’è sopra un re. Oppure alla sensazione di libertà quando si è lanciati al galoppo su un prato o ancora meglio su una spiaggia al tramonto.</p>
<h2>Tante discipline, un&#8217;unica emozione</h2>
<p>Poco importa quale delle numerosissime discipline dell’equitazione sia stata scelta: che sia la monta inglese o quella americana, nelle sue varie sfaccettature, le sensazioni saranno le stesse. Potrete preferire il salto ostacoli alle corse in campagna, una passeggiata tranquilla durante una vacanza a un’intera settimana a migliorare la tecnica in giro per il mondo. Sarete accomunati dalle stesse emozioni.</p>
<p>L’equitazione si può praticare dai 4 anni fino a un’età avanzata (la regina Elisabetta monta ancora a 93 anni!). L’importante è affidarsi sempre a mani esperte e a guide sicure, per cui centri riconosciuti dalla Federazione Italiana Sport Equestri o dalle associazioni di settore, come la Fitetrec- Ante per il turismo equestre. Munitevi di cap (il casco da equitazione, spesso a disposizione di chi monta le prime volte nei maneggi con scuole o possibilità di passeggiate), guanti, pantaloni e stivali, per non soffrire troppo a causa degli sfregamenti di redini, sella e staffili sulla pelle. Ma non sarà certo un abbigliamento non adatto a impedirvi di salire su un cavallo. Gli ostacoli da superare sono ben altri, paura in primis.</p>
<p>Se volete un consiglio, vale la pena provare. Almeno una volta nella vita. E, se sarete così fortunati da non incappare in cavalli disobbedienti o terrificanti postumi, in sella ci risalirete, più e più volte.</p>
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