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Energiapura non poteva far finta di nulla, ecco la EP PA

Non c’è capo di Energiapura che non sia realizzato con un concetto di sicurezza, per cui in questo periodo l’azienda non poteva far finta di nulla, ed ecco la EP PA. Ovvero Energiapura Pure Air

Come dicevamo, da sempre il marchio vicentino si è occupato di “protezione”, semplicemente perché è il Mondo dello Sci che lo richiede. Condizioni meteo estreme, vento, pioggia, neve, freddo, caldo, sudore.

E poi cadute, impatti, tagli, contusioni…Lo sciatore appassionato e il professionista queste cose le conosce molto bene.

Perché bene o male tutti hanno come primario obiettivo la performance. Che sia per salire sul podio, o per superare se stessi. Ma anche per la pura gioia di vivere il momento di una discesa al meglio.

E lo facciamo nell’ambiente più unico al mondo in fatto di bellezza, la montagna. Dove è libero il pieno respiro, e si ricerca il godimento nell’inspirare quell’aria che solo la Montagna riesce a darci.

Eppure, come incredibile paradosso, oggi ci troviamo all’improvviso a doverci proteggere da quest’aria che per noi è vitale!

Ecco che Energiapura non poteva non affrontare anche questo problema.

L’azienda dice: “Siamo produttori e ci siamo subito dati da fare come nostra abitudine, nei nostri laboratori. Non solo pensando di risolvere un’esigenza dell’attualità ma pensando al Futuro.

Perché siamo certi che questa situazione, quando avrà termine, lascerà importanti cambiamenti. E la paura di una ricaduta, ci abituerà ad avere più attenzione e quindi a prevenire.

Abbiamo quindi pensato a delle mascherine di filtraggio dell’aria senza abbandonare l’essenza del nostro brand. Dando spazio alla personalizzazione a mezzo stampa, abbiamo sdoganato la mascherina dall’immagine “ospedaliera”.

E creato un capo d’abbigliamento che potremo portare con noi, non solo fino a quando la situazione di criticità legata al COVID 19 sarà attiva ma anche per il dopo“.

Quindi non si tratta di un “usa e getta” ma di un capo riutilizzabile e sterilizzabile a mezzo normale lavaggio. La mascherina ricondizionabile, riutilizzabile, non diventa solo una soluzione pratica, ma anche ecologica.

Questo pensando all’utilizzo giornaliero di mascherine monouso il cui scarto, crea problematiche di smaltimento con impatto ambientale notevole.

La mascherina è stata nominata EP PA 2020 (Energiapura Pure Air) e personalizzata con il brand ENERGIAPURA, perché da sempre ha espresso il modo di essere del marchio.

È stato realizzato abbinando tre tessuti: il primo, esterno, in Poliestere trattato DWR; il secondo, di filtraggio, in Poliestere TNT, il terzo, a contatto della pelle, in Poliestere, Coolmax e Carbonio.

Creati i primi pezzi per le necessità interne del personale, Energiaputa si è resa conto della mancanza sul mercato di maschere che non fossero dispositivi medici. Ma che potessero comunque permettere la quotidiana convivenza sociale lavorativa, ricreativa e sportiva.

Contemporaneamente l’azienda si sta organizzando per creare una linea produttiva che possa rispondere alla richiesta del Mercato.

La voce di Energiapura è questa: “Dobbiamo portare avanti il messaggio di prevenzione abbinato al messaggio di renderlo più accettabile, facilitando l’uso obbligato. La prevenzione è d’obbligo.

Energiapura Pure Air sarà presto disponibile su shop.energiapura.info

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.