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L’azienda di outdoor Crazy ha svelato le future strategie ai top dealer in un esclusivo ski lodge

L’azienda di outdoor Crazy ha svelato le future strategie ai top dealer in un esclusivo ski lodge
Il brand valtellinese di abbigliamento outdoor Crazy, pioniere del Fast & Light, ha anticipato a un numero ristretto dei propri top dealer la propria visione dei prossimi anni in un weekend esperienziale.

Un gruppo di dieci partner sono stati ospiti di Crazy in uno dei più bei ski resort delle Alpi, proprio in mezzo alle montagne dove Valeria Colturi ha fondato l’azienda nel 1989.

Li hanno invitati per una tre giorni dedicata alle proprie montagne e alla strategia distributiva del prossimo futuro, e i dieci top dealer di Crazy hanno potuto così vivere una esperienza sulle stesse montagne dove il principio Fast & Light è nato e si è sviluppato.

Una scelta in controtendenza che sta dando continui risultati di crescita e che conferma Crazy come azienda pioniera non solo in fatto di abbigliamento tecnico votato al trekking, allo ski touring, al trail running e all’alpinismo, ma anticipatrice anche di posizioni di marketing e management.

Nel terzo weekend di marzo Crazy ha dato appuntamento a dieci dealer provenienti da Italia, Austria, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Andorra presso l’esclusivo resort Sunny Valley a Santa Caterina Valfurva, in provincia di Sondrio.

La tre giorni organizzata dal brand valtellinese si è rivelata un’esperienza indimenticabile che ha alternato uscite con le pelli, pregiati vini valtellinesi, prelibatezze gourmet dello chef Bonseri, relax e qualche ora di lavoro, con una presentazione esclusiva e in anteprima assoluta delle color stories della collezione Spring-Summer 23.

«Siamo entusiasti della riuscita dell’evento ma soprattutto siamo orgogliosi di aver potuto ospitare i nostri partner nella mia valle, la valle dove tutto ha avuto inizio, dove Crazy è nata – ha detto Valeria Colturi, Founder e Stylist di Crazy – e abbiamo avuto modo di condividere un’esperienza indimenticabile, grazie alle Guide Alpine che ci hanno accompagnato durante le due uscite di scialpinismo organizzate nel corso delle giornate».

Sport, formazione, marketing e una location da sogno sono stati gli ingredienti di un weekend all’insegna del mondo Crazy, un’azienda italiana indipendente e non legata ad alcun gruppo internazionale. La due giorni a Santa Caterina ha messo in luce anche questo aspetto: mostrare come unendo la passione dei fondatori alla professionalità di un team competente, si possa perseguire con successo la massima soddisfazione del cliente.

«Abbiamo fatto scelte molto impegnative che sempre più clienti stanno apprezzando – continua Valeria Colturi – per esempio, non siamo presenti sulle grandi piattaforme e-commerce, abbiamo con i nostri dealer un rapporto personale molto forte, comunichiamo molto con loro indicando la nostra strada e dichiarando le nostre scelte».

Il merito di una così riuscita esperienza va anche alla splendida location che ha ospitato l’evento del brand valtellinese: il Sunny Valley è un meraviglioso mountain lodge a 2.700 metri, isolato dal mondo e circondato solamente da alcune delle montagne più suggestive dell’arco alpino.

«Abbiamo avuto modo di presentare ai nostri partner i nostri progetti futuri, che ovviamente li coinvolgono in prima persona, uscendo dalla logica delle condizioni commerciali standard – aggiunge Luca Salini CEO di Crazy – non è

n segreto, infatti, che Crazy ha in progetto di aprire negozi monomarca in collaborazione con gli imprenditori locali e sviluppare corner personalizzati all’interno degli store dei propri dealer».

Cooperare con negozianti e imprenditori locali per Crazy è la chiave di un progetto coraggioso iniziato nel 2019 e che sta dando i suoi frutti: «Il nostro obiettivo è allargare lo spettro di clienti top da coinvolgere nei nostri programmi» conclude Luca Salini.

Un progetto ambizioso che ha trovato nell’experience un ulteriore rafforzamento con l’incontro tra il management del brand e gli imprenditori coinvolti.

La strategia di Crazy è chiara: una politica distributiva mirata, non rivolta ai grandi volumi che può sviluppare l’e-commerce generalista e soprattutto mai in competizione con i dealer con i quali è determinante definire un programma di collaborazione a medio termine che permetterà al brand di crescere appoggiandosi alla credibilità dei negozianti locali e a loro di non trovarsi mai in concorrenza con il marchio che vendono nei propri negozi.


Creato nel 1989 per opera di Valeria Colturi, fondista di interesse nazionale, il brand Crazy ha nel proprio DNA l’agonismo e la ricerca della massima performance, elementi che si ritrovano in ogni capo delle proprie collezioni di abbigliamento. Soluzioni studiate per scialpinismo, trail running e trekking che hanno in comune il concept Fast & Light, veloci e leggeri, una filosofia inventata da Crazy perché in montagna la leggerezza significa risparmio di energie, ovvero maggior sicurezza e più divertimento. Sin dalla sua fondazione, l’azienda di Tirano in Valtellina ha sempre mostrato una costante crescita ottenuta anche grazie a una distribuzione in 8 paesi europei e dal 2021 anche in nord America, con il primo flagship a Carbondale, in Colorado, e supportata da un continuo sviluppo di negozi monomarca. L’azienda di outdoor Crazy  L’azienda di outdoor Crazy  L’azienda di outdoor Crazy 

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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