Attrezzatura

Nuovi Hero LT e ST, la prova degli Istruttori Nazionali del team tecnico Rossignol

Sulle piste dei Piani di Bobbio Rossignol ha anticipato i contenuti tecnici della gamma Hero 2027, affidando i nuovi LT e ST a un gruppo di Istruttori Nazionali composto da Carlo Traini, Elena Tagliabue, Annachiara Gerolimetto, Giovanni Mizzoni, Piergiorgio Mizzoni e Matteo Dati. Un test mirato, effettuato con la super visione di Sebastien Fillod, Responsabile prodotto Race e on piste presso Rossignol, condotto in un contesto tecnico di alto livello, con l’obiettivo di analizzare il comportamento dinamico della nuova piattaforma racing al di là dell’impatto commerciale.

La direzione progettuale appare definita: intervenire sulla gestione della torsione in spatola e sulla progressione della sciancratura per rendere lo sci più leggibile in fase di ingresso curva e più coerente nella transizione tra le diverse fasi dell’arco, senza attenuarne la vocazione agonistica.

Power Tip: gestione della torsione e progressività

La nuova costruzione della spatola, denominata Power Tip, concentra l’attenzione sulla distribuzione della rigidità torsionale nella parte anteriore dello sci. Dal punto di vista dinamico, questo si traduce in un inserimento meno brusco e più progressivo, con una presa di spigolo che si attiva in anticipo ma in modo più controllabile.

Durante il test, soprattutto su neve compatta e a velocità sostenuta, è emersa una maggiore continuità nella fase di ingresso curva. La spatola tende a deformarsi in modo più uniforme, riducendo quelle micro-reazioni che possono compromettere la pulizia della traiettoria quando il carico viene applicato in maniera decisa. La trasmissione dell’energia risulta lineare e la costruzione dell’arco più prevedibile, aspetto rilevante per chi lavora con angolazioni elevate e gestione fine del carico.

Predictive Sidecut: coerenza lungo tutto l’arco

Il secondo intervento strutturale riguarda la sciancratura, riprogettata con l’obiettivo di rendere la transizione tra ingresso, fase centrale e uscita più naturale. La sensazione in pista è quella di uno sci che mantiene un comportamento costante lungo l’intero sviluppo della curva, evitando picchi di reattività eccessiva.

Nel modello LT, destinato al medio-lungo raggio, questo si traduce in una stabilità marcata alle alte velocità e in una chiusura curva più controllata. L’appoggio rimane solido anche aumentando pressione e inclinazione, con un rilascio progressivo che facilita il cambio di spigolo successivo.

Nel modello ST, invece, la revisione della sciancratura favorisce una maggiore fluidità nelle sequenze ritmate. L’inversione è rapida ma meno nervosa, e lo sci mantiene precisione anche quando la frequenza di curva aumenta. L’impressione generale è quella di un attrezzo più intuitivo, che accompagna il gesto tecnico senza richiedere una gestione eccessivamente muscolare.

Stabilità e adattabilità

Un elemento evidenziato durante la giornata di test riguarda la capacità della nuova struttura di mantenere continuità di contatto lamina-neve anche in presenza di variazioni del manto. La piattaforma appare stabile e compatta sotto il piede, ma al tempo stesso meno rigida nella risposta iniziale rispetto a impostazioni puramente “gara FIS”.

La gamma Hero 2027 resta chiaramente orientata al segmento performance, ma introduce una lettura della curva più progressiva, con un margine di gestione leggermente più ampio. Un affinamento che potrebbe ampliare il bacino di utenti evoluti senza snaturare l’identità racing.

Configurazioni e identità tecnica

La disponibilità della versione con piastra R22 mantiene un’impostazione diretta e orientata alla massima trasmissione degli impulsi, rivolta a sciatori che cercano una risposta secca e immediata. Il sistema Konect, invece, consente una flessione più libera sotto il piede e una gestione meno estrema, pur restando in un ambito di alto livello tecnico.

In sintesi, la nuova generazione Hero non introduce una rottura con il passato, ma un intervento mirato sui parametri che incidono sulla qualità dell’arco e sulla stabilità complessiva. Il lavoro su torsione e sciancratura sembra orientato a rendere la conduzione più progressiva e leggibile, mantenendo standard elevati di precisione e performance. I riscontri raccolti da Carlo Traini, Elena Tagliabue, Annachiara Gerolimetto, Giovanni e Giovanni e Piergiorgio Mizzoni e Matteo Dati delineano una piattaforma evoluta, che punta a consolidare il ruolo della linea Hero nel panorama racing delle prossime stagioni.

 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

Add Comment

Click here to post a comment