Attrezzatura

Nuovo Nordica Promachine 3: potenza, precisione, identità

Quando Zoran Filicic prende la parola, l’istinto è quello di prepararsi a una telecronaca. Ma davanti non c’è una pista, né atleti in riscaldamento. Manca anche Varetta, l’inseparabile riferimento tecnico. Al suo posto, al centro del loft Ampola 18 di Milano, c’è un enorme tavolo ovale: sopra, i primi scarponi Nordica degli anni Trenta, ancora segnati dal cuoio e dal tempo; poco più in là, una scarpetta moderna smontata in decine di componenti. Accanto a ciascun elemento, un semplice tappo di sughero.

È in questo spazio sospeso, lontano dal rumore delle gare, che Zoran Filicic cambia registro.


La voce abbandona il ritmo della telecronaca e diventa quella di un narratore che sceglie di rallentare, di fermarsi sui dettagli, di costruire il racconto partendo dagli oggetti. Non anticipa, non enfatizza, non spiega tutto subito: lascia che siano i materiali, le forme, i segni del tempo a guidare l’attenzione.
Il tono misurato, il ritmo lento e la precisione delle parole creano un silenzio raro, fatto di concentrazione e ascolto, che aiuta a comprendere non solo uno scarpone, ma il “percorso” che lo sostiene. Non si vogliono spiegare i dettagli di questo nuovo modello ma si sta introducendo un progetto, uno per ognuna delle tre stanze.
E si inizia a intuire:  Nordica vuole presentare uno scarpone che rappresenta l’evoluzione più avanzata della famiglia Promachine. Un lancio costruito attorno a tre concetti chiari — potenza, precisione, identità.

Nella prima stanza cè il cuore dello scarpone. In esposizione, i modelli storici in cuoio degli anni ’40, ’50 e ’60 mettono in evidenza il passaggio da una costruzione artigianale essenziale alla complessità della scarpetta moderna, composta oggi da oltre 80 componenti.

Nel Promachine 3 questa complessità ha prende forma nella nuova scarpetta 3D Speed Lace Cork Fit, progettata come interfaccia diretta tra piede e scafo. Una parte strutturale della scarpetta è stata realizzata in sughero 3D, inserito nelle zone chiave del piede per migliorare stabilità e precisione.

Il sughero si modella progressivamente sulla forma del piede, riducendo i micromovimenti interni e mantenendo la calzata costante nel tempo. È un materiale naturalmente isolante, cpntribuisce a trattenere il calore ed è in grado di assorbire parte delle vibrazioni generate dalla sciata. La sua termoformabilità permette un adattamento mirato, senza perdita di consistenza dopo molte giornate di utilizzo.

La scarpetta è realizzata con il sistema Integrated Speed Lace, derivato dal mondo race ma reso più immediato: un unico gesto per avvolgere tibia e collo del piede e bloccare la chiusura tramite clip.

Lo scafo e il 3Force Frame

La seconda stanza del percorso entra nella struttura dello scarpone, attraverso il 3Force Frame.
Lo scafo del Promachine 3 combina un telaio rigido e leggero con materiali plastici più morbidi in zone selezionate di scafo e gambetto. L’ispirazione arriva dalla struttura a nido d’ape, uno dei modelli più efficienti presenti in natura in termini di rapporto tra resistenza e peso.

Le celle esagonali permettono di massimizzare la rigidità dove è necessario trasmettere energia allo sci e di alleggerire la struttura riducendo il materiale superfluo. Il risultato è uno scarpone stabile, preciso e leggero, pensato per mantenere una risposta coerente lungo tutta la sciata.

Zoran invita a toccare con mano i materiali alla base di questo processo: i granuli plastici, neutri e colorati, e soprattutto lo stampo originale del Promachine 3, nel quale i materiali fusi sono iniettati. Un processo industriale che mantiene una componente manuale: lo stampo, soggetto a usura, è periodicamente ripristinato a mano, come dimostra dal vivo da un tecnico dell’azienda. Abituali alla tecnologia persistenza, dinnanzi a quel tecnico sembra che il mondo si sia fermato!

La superficie: l’illusione

L’ultima parte del percorso riporta l’attenzione sulla superficie dello scarpone.
Il Promachine 3 introduce un pattern inciso al laser, non stampato e non verniciato. Per la prima volta nel mondo dello sci, Nordica utilizza una laseratura a intensità e frequenza variabile che incide direttamente scafo e gambetto.

Da lontano emergono geometrie spigolose, creando un effetto di “camouflage glaciale”. Da vicino la superficie rileva la propria base monocromatica. Ogni variazione del laser genera una trama leggermente diversa: nessun Promachine 3 è identico a un altro. Il disegno non è una decorazione, ma il risultato diretto del processo produttivo.

La versione S

Questa interpretazione del Promachine 3 prende forma nella versione S, il modello più esclusivo della gamma.
Disponibile in versione maschile con flex 130 e femminile con flex 115, rappresenta il vertice tecnico della famiglia.

Il nuovo Nordica Promachine 3 sarà disponibile dalla stagione 2026/27 e, in anteprima, in quantità limitate presso una selezione di rivenditori specializzati.

24 ore dopo la presentazione, Zoran è già lì, nella sua cabina assieme a Varettoni, pronto a raccontare la prima prova della discesa maschile olimpica. La voce perde il mistero e diventa imperiosa quando scende Dominik Paris, l’alfiere Nordica!

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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