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2 aProva Wengen: Giovanni Franzoni è ancora nettamente il più veloce!

È vero: dopo la “S” finale non si è rialzato come molti, se non negli ultimi cinque metri, ma il tempo fatto segnare da Giovanni Franzoni nella seconda prova del Lauberhorn di Wengen non può più essere archiviato come un semplice riferimento. 1”14 il margine sul francese Maxence Muzaton, che a sua volta ha preceduto il connazionale Nils Allègre di 4 centesimi.

Franzoni ha costruito il miglior riscontro nella parte centrale del tracciato, pennellando i passaggi più tecnici: dall’ingresso all’Hundschopf alla Kernen-S, risultando poi molto veloce anche in uscita dall’Haneggschuss. Al traguardo lui stesso si è mostrato sorpreso, con gesti eloquenti, quasi a non riconoscersi in un tempo così basso, convinto di non aver fatto nulla di speciale. Ed è forse proprio questo il dato più interessante: significa che il margine c’è.

Il suo crono è inferiore di oltre tre secondi rispetto a quello registrato nella prova precedente, quando aveva chiuso davanti a Casse e Innerhofer. Un salto netto, in parte spiegabile con le condizioni: oggi la pista era sensibilmente più veloce, ghiacciata anche nella parte alta, con velocità più elevate lungo tutto il tracciato.

Gli svizzeri, invece, hanno scelto di coprirsi: Marco Odermatt chiude con l’11° tempo a +2”48, Alexis Monney è 13° a +2”92, quindi in sequenza Hintermann, Kohler e Rogentin, con Von Allmen oltre i cinque secondi.

Qualche attimo di apprensione per Dominik Paris. Dopo il traguardo si è accasciato a terra e, rialzandosi, ha portato la mano al ginocchio, zoppicando vistosamente mentre le telecamere lo seguivano. Un quadro che ha fatto scattare l’allarme, rientrato però in parte pochi minuti dopo, quando l’azzurro si è presentato regolarmente al parterre per le interviste televisive. Un segnale incoraggiante. Il suo 17° tempo resta comunque migliore di quelli di Alliod, Casse, Schieder, Bosca e Innerhofer.

La classifica della seconda prova

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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