La seconda e ultima prova della discesa olimpica di Cortina d’Ampezzo consegna indicazioni chiare alla vigilia della gara che assegnerà le medaglie. Sull’Olympia delle Tofane il miglior tempo è di Breezy Johnson, che ferma il cronometro in 1’37”91 e chiude davanti a tutte nel test conclusivo.
La statunitense precede di 21 centesimi la tedesca Kira Weidle-Winkelmann e di 37 centesimi Lindsey Vonn, apparsa subito a suo agio sul tracciato ampezzano. Alle loro spalle si inseriscono l’austriaca Ariane Rädler (+0”43) e la tedesca Emma Aicher (+0”84), prima delle azzurre.
Per l’Italia arrivano segnali incoraggianti soprattutto da Sofia Goggia e Federica Brignone, rispettivamente sesta a 0”86 e settima a 0”93, entrambe in crescita e sempre più in confidenza con l’Olympia. Subito dietro si colloca Laura Pirovano, nona a 1”00, seguita da Elena Curtoni (+1”73) e Nicol Delago (+1”76).
La prova è stata interrotta dopo la discesa di 23 atlete a causa del peggioramento delle condizioni meteo: le concorrenti successive hanno affrontato il tracciato a partire dalla Grande Curva, senza rilevamenti cronometrici.
Nel post-gara, Goggia ha sottolineato soprattutto l’impatto emotivo della giornata:
«Ricevere la torcia olimpica da Gustav Thöni e accendere il braciere in simultanea con Alberto Tomba e Deborah Compagnoni è stato un momento che mi rimarrà nel cuore. In pista non vedevo bene nella prima traversa e l’ho sbagliata; dalle Tofane in poi ho sciato bene e sarà quello il punto cruciale domani. Il fondo sta diventando sempre più duro e compatto».
In crescita anche Brignone, che guarda alla gara con fiducia crescente:
«Sono migliorata rispetto a ieri e mi sto fidando sempre di più nei salti e nei dossi. Il Duca d’Aosta è stato un po’ limato e ora butta meno in alto, va meglio così. Ogni giorno cresco e oggi la neve rispondeva di più. Sto entrando sempre più in confidenza con gli sci lunghi. L’emozione di ieri sera è stata enorme, ho fatto fatica a dormire. Con lo staff valuteremo come comportarci in vista della gara».
Pirovano conferma solidità anche nel secondo test:
«Sono felicissima di essere qui, mi diverto ogni giorno a sciare, anche quando le condizioni non sono ideali. Mi dico che ho sempre dato tutto quello che avevo. Vale anche per Crans-Montana: se avessi spinto di meno, forse non sarei arrivata così avanti alla penultima porta».
Chiude il quadro Delago, che individua i punti su cui lavorare:
«Oggi le condizioni erano molto migliori e la pista davvero bella. A tratti mi sono sentita discretamente bene, devo interpretare meglio le rampe dopo lo Scarpadon, dove trovi velocità fino al finale».
Domani si entra nel vivo, con la discesa libera in programma alle 11:30. La storia olimpica della specialità parla anche italiano: sei i podi azzurri, dallo storico oro di Sofia Goggia a PyeongChang 2018 all’argento di Pechino 2022, seguito dal bronzo di Nadia Delago, fino alle medaglie di Isolde Kostner e Giulia Minuzzo. A Cortina, sull’Olympia, il conto è pronto a essere aggiornato.






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