È James Crawford a far segnare il miglior tempo nella terza e ultima prova cronometrata in vista della discesa olimpica di domani sulla Stelvio di Bormio. In una giornata affrontata da pochi atleti, con molte rinunce già programmate dopo le indicazioni emerse nelle due prove precedenti, il canadese ferma il cronometro su 1’54”95, precedendo Daniel Hemetsberger di 1”68 e Adrian Smiseth Sejersted di 2”47.
Il contesto della prova chiarisce subito il valore dei riscontri. Dopo due allenamenti già sufficientemente indicativi, gran parte dei protagonisti ha scelto di non esporsi ulteriormente, trasformando l’ultima discesa in un passaggio di gestione più che di confronto diretto.
Per l’Italia si è presentato al via Dominik Paris, unico azzurro in pista. Il campione valdostano ha utilizzato il training per lavorare soprattutto sulla parte alta della Stelvio, completando poi l’allenamento senza forzare e chiudendo a 8”37 dal miglior riferimento. Hanno invece osservato riposo Giovanni Franzoni, Mattia Casse e Florian Schieder, che domani completeranno il quartetto azzurro al via della gara insieme a Paris. Tra i big che hanno scelto di scendere, la prova ha avuto un’impostazione prudente. Marco Odermatt ha chiuso a 4”19, Franjo von Allmen a 2”84, mentre Alphand, Kriechmayr e Allègre hanno completato il giro senza cercare il tempo, accumulando distacchi più ampi. Altri, come Cochran-Siegle, Alexander e Muzaton, hanno preferito non presentarsi al via.
Ora l’attesa si concentra tutta su domani alle 11.30, quando la discesa libera assegnerà il primo titolo olimpico dello sci alpino ai Giochi di Milano Cortina 2026.
La storia dice che l’Italia ha già lasciato il segno in questa specialità: l’oro di Zeno Colò a Oslo, il bronzo di Herbert Plank a Innsbruck e l’argento di Innerhofer a Sochi. Sulla Stelvio, Paris ha costruito una delle sue piste simbolo, con sei vittorie in discesa e una in superG in Coppa del Mondo.
La classifica della 3a prova






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