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A Bansko è sempre super Federica, è sempre super Italia!

Che sia gigante, superG, combinata, parallelo o discesa è sempre super Federica Brignone, è sempre super Italia anche a Bansko! Una discesa pazzesca, difficilissima per tutte, non nelle corde delle donne, ma solo delle superwoman. E non ce ne sono tantissime. Ne abbiamo contate 5. E 3 hanno la tuta blu e grigia della Kappa!

La prima è senz’altro Mikaela Shiffrin che ha saputo accarezzare quegli angoli acuti a cento all’ora sul marmo bulgaro, con una semplicità impressionante. 18 i centesimi di vantaggio su Federica che con una sciata più aggressiva ha accusato soltanto un piccolo dossetto che l’ha fatta schiacciare un pelo.

Solo un’altra ha saputo fregarsene del pericolo e sbarazzarsi di quei muri bui con atto di sfida: Joana Haehlen, già prima in prova ieri. Terza a 23 centesimi ha fatto venire la pelle d’oca a tutti quando, come una trottola impazzita, non ha mai voluto frenare, anche quando le cose si stavano mettendo male.

Le è andata bene, ha perso pochissimo, ma è salita sul podio per la prima volta carriera. Shiffrin, Brignone, Haehlen hanno fatto una gara a parte. Anzi no, nel novero delle atlete con super poteri c’è anche Elena Curtoni, che finalmente ha trovato la giornata che attendeva dall’inizio di stagione. Un quarto posto che lascia un pizzico di amaro in bocca perché con 9 centesimi poteva essere terzo! Ma la valtellinese ha sciato con una tecnica sopraffina. Sicurezza compresa.

Quindi al quinto posto Marta Bassino che su quei curvoni enormi sembrava un puntino, lei che è abbastanza uno scricciolo. Ma con muscoli d’acciaio e l’impeto delle eroine. Cosa sono 36 centesimi in quell’inferno? Niente, assolutamente niente. Poteva battere tutte. Potrebbe accadere domani.

Il resto del mondo è a oltre il secondo. E la prima a comandare il plotoncino di consolazione è Petra Vlhova. Anche lei tra le prime perché le super tecniche qui vanno a nozze. A un certo punto era davanti a tutte, poi sul finire ha sbagliato una traiettoria che pagato con oltre un secondo.

All’undicesimo posto si è infilata Laura Pirovano che sta diventando un amore di atleta! È transitata al primo rilevamento col best time. Poi si è ben difesa nella terribile parte centrale che però era già abbastanza rovinata. Alla fine poi ci ha messo quello che ha dentro, ovvero la capacità di tenere le punte sempre verso il basso! Laura è la nuova arma in più su cui potremo contare per tantissimo tempo!

Francesca Marsaglia ne ha da vendere ma ha sbagliato il curvone centrale che l’ha sbattuta troppo verso il basso. Al traguardo ha pagato il conto abbastanza salato: +1″98. Rimane comunque un bellissimo 12esimo posto, che domani potrà migliorare.

Si spera possa fare qualcosa di più anche Sofia Goggia che ci ha fatto prendere un colpo! È arrivata sul dosso all’imbocco del primo muro terribile completamente schiacciata. Questo ha provocato un decollo improvviso con giravolta. Poi è scomparsa all’orizzonte delle telecamere. E poi quel braccio in alto che poteva anche sembrare una richiesta di aiuto. Invece si è alzata ed ha salutato.

Nicol Delago non ha voluto correre rischi, ma uno l’ha corso ugualmente. Ed anche abbastanza spaventoso. ha alzato il piedino nel tratto terribile, ma poi si è schiacciata dopo l’ultima curva presentandosi all’ultimo salto pronta a schizzare verso il cielo come una palla impazzita.

Invece l’istinto e forse anche la disperazione l’ha rimessa in piedi appena in tempo per affrontare quel salto artificiale e superare il traguardo sa a e salva. Il suo sguardo non si riesce quasi a descrivere. Comunque molto simile allo scampato pericolo da un serial killer. Ha fatto meglio di lei la sorella Nadia anche se per un pugno di centesimi: 25esima Nadia, 28esima Nicol. Poi Verena Gasslitter a +4″13

Da segnalare che, come avevamo annunciato, i primi numeri hanno avuto poche chance. Troppo buio e neve irrimediabilmente più lenta.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.