La stagione della velocità femminile entra finalmente nel vivo, e lo fa in uno dei suoi templi più iconici: Sankt Moritz, la pista che più di ogni altra ha fatto da spartiacque nella storia delle discesiste.
Sul pendio della Corviglia, da venerdì 12 a domenica 14 dicembre, l’Italia apre il proprio cammino nella Coppa del mondo con un trittico che non lascia spazio a esitazioni: due discese — alle 10.15 e alle 10.45 — e un supergigante conclusivo, sempre alle 10.45, in un weekend che dirà subito molto sullo stato di forma della squadra.
Il direttore tecnico Gianluca Rulfi ha chiamato una squadra ampia, undici atlete complessivamente, con la consapevolezza che le quote di partenza permettono schieramenti differenti tra discesa e superG. In aggiunta al gruppo consueto, ci sarà anche Sara Allemand, che gode del posto fisso ereditato dalla Coppa Europa.
La formazione è un equilibrio di esperienza, ritorni e nuove ambizioni:
Sofia Goggia, che qui ha già costruito parte della propria leggenda, torna sulla neve che le ha regalato vittorie e rinascite;
Elena Curtoni trova il terreno che l’ha vista trionfare in discesa;
Nadia e Nicol Delago portano profondità e tradizione familiare nella velocità italiana;
Laura Pirovano, Roberta Melesi, Asja Zenere, Vicky Bernardi, Carlotta De Leonardis, Sara Thaler completano un gruppo in cui ogni nome ha una storia — e un obiettivo — chiaro.
Undici azzurre, nove al via in discesa, nove in superG, in un weekend che per molte sarà il primo vero termometro dell’inverno.
La Corviglia, una pista che parla anche italiano
Sankt Moritz non è una località qualunque per i colori azzurri. È un luogo che conserva un archivio di imprese italiane tra i più ricchi della velocità femminile: 8 vittorie e 25 podi complessivi.
Qui Sofia Goggia ha vinto tre volte — due in superG e una in discesa — portando sul gradino più alto della storia recente un’autorevolezza che l’ha resa uno dei simboli di questa pista. Qui Elena Curtoni ha firmato una discesa memorabile. Qui Federica Brignone ha trovato il superG perfetto. Qui sono passate anche Karen Putzer, due volte sul trono in supergigante, e Isolde Kostner, regina di una discesa scolpita nella memoria.
La Corviglia è un test, un riferimento, un luogo che restituisce verità: la sua pendenza iniziale, le curve veloci, i piani da far scorrere, il vento che cambia in un attimo, la luce che si infila tra le creste, tutto contribuisce a creare una pista che richiede lucidità, visione e coraggio.
Un debutto che pesa
Per l’Italia è un debutto che conta: perché Sankt Moritz è un indicatore affidabile, perché il livello della velocità mondiale è salito vertiginosamente, e perché molte delle azzurre arrivano qui dopo mesi di lavoro mirato, tra recuperi, verifiche e ricerca di continuità. La squadra c’è, è ampia, è completa. La pista è pronta. La velocità, finalmente, ricomincia da qui.






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