Sulla pista di Kvitfjell che lo ha visto spesso protagonista, Aleksander Aamodt Kilde è tornato, in veste di apripista. Il velocista norvegese era rientrato in gara nel week end del 26-27 novembre 2025, dopo 684 giorni dal grave incidente di Wengen del 13 gennaio 2024, nel superG di Copper Mountain (USA). Tanta fatica nelle gare successive fino alla decisione di non disputare le Olimpiadi, fermandosi alla tappa di Crans Montana. Una sosta che gli ha consentito di guarire anche dal mal di schiena che si era aggiunto a uno stato di forma non certo ideale dopo due anni di fatiche e dolori passati per poter scendere di nuovo in pista. Con le finale in casa ha deciso di riabbracciare il suo mondo infilando il pettorale di apripista.
Il norvegese ha così aperto entrambe le prove cronometrate sulla Olympiabakken, affrontando la pista con un approccio prudente ma sereno: “È stato bello. Non facevo questa discesa da tre anni, quindi è stato davvero divertente. Sciare senza pressione, semplicemente seguendo il terreno e facendo qualche curva pulita, è stato fantastico”.
Kilde ha poi elogiato le caratteristiche del tracciato norvegese, sottolineandone il naturale scorrimento: “È una discesa magnifica, perché a volte sembra quasi di volare. Il terreno è incredibile per come è disegnato, non c’è bisogno di aggiungere nulla: il flow è naturale ed è fantastico da sciare”.

Un ritorno graduale dopo un inverno complicato
Il campione norvegese ha spiegato come la stagione sia stata segnata da difficoltà legate al lungo stop e al rientro non ancora al massimo della condizione: “È stato un inverno complicato. Quando resti fermo così a lungo e torni a stagione in corso senza essere completamente pronto, tutto diventa più difficile”.
Durante la tappa di Crans-Montana ha deciso di fermarsi per concentrarsi sul recupero fisico e sulla stagione successiva: “A Crans Montana ho capito che dovevo fermarmi, rinunciare al resto della stagione e pensare alla prossima. Dovevo ritrovare forza e ricostruire la spalla per avere più solidità e controllo”. Una scelta che oggi considera positiva: “Alla fine sono soddisfatto di questa decisione e sono motivato a tornare per provarci davvero fino in fondo”.
Il sostegno del circuito e la voglia di tornare competitivo
Il norvegese ha raccontato anche quanto gli sia mancata la vita del circuito e il contatto con il mondo delle gare: “Il supporto è sempre stato enorme, ancora di più dopo la mia caduta. La cosa che mi è mancata di più è stata proprio essere sul circuito”. Allo stesso tempo, ha ribadito che per un atleta il vero obiettivo resta la competitività: “La cosa più importante è vincere, essere competitivo, sentirsi sé stessi in gara. Quest’anno non è stato così, ed è difficile mentalmente, ma fa parte del percorso”.
Alle finali con Mikaela Shiffrin
Durante le Finali di Coppa del Mondo, Kilde avrà anche l’occasione di trascorrere del tempo con la compagna Mikaela Shiffrin, impegnata a sua volta nelle gare decisive della stagione: “Potremo passare un po’ di tempo insieme. Lei è molto concentrata, queste sono gare importanti per lei e vuole dare l’ultimo sforzo della stagione. Poi avremo più tempo per noi”.
Per ora, però, la priorità del norvegese resta semplice: ritrovare il piacere della velocità e continuare, passo dopo passo, il suo percorso di ritorno ad alto livello.






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