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Alla tedesca Daniela Maier l’oro nello Skicross, Jole Galli chiude ottava

La tedesca Daniela Maier è la nuova campionessa olimpica di Ski Cross. Una finale condotta con autorità fin dalle prime curve, mentre la grande favorita svedese Sandra Naeslund commette un errore nella negativa e perde velocità, finendo superata anche dalla svizzera Fanny Smith. La francese Jade Grillet Aubert, invece, resta subito fuori dalla lotta per le posizioni che contano. La medaglia d’oro prende così la strada della Germania al termine di una gara intensa e ricca di episodi.

Per l’Italia si ferma in semifinale il cammino di Jole Galli, che nella small final cade in atterraggio dopo una spigolata su un salto, fortunatamente senza conseguenze fisiche. Chiude ottava la sua seconda Olimpiade, migliorando comunque la consapevolezza rispetto a Pechino, dove aveva terminato decima. Andrea Chesi, alla sua prima esperienza olimpica, si era invece fermata ai sedicesimi di finale.

Decima nelle qualifiche, Galli aveva dato subito un segnale forte vincendo la propria batteria negli ottavi con una prova determinata e aggressiva. Nel quarto di finale aveva poi gestito con grande lucidità una manche complessa: partita accanto alla svedese Sandra Naeslund, leader di Coppa del Mondo, aveva scelto di non forzare nella start section, restando coperta e fuori dal traffico. Dopo aver preso le misure all’austriaca Katrin Ofner, aveva costruito il sorpasso decisivo nello step-up prima della negativa, scegliendo una linea interna pulita che le aveva consentito di uscire con maggiore velocità. Da lì in avanti aveva difeso con intelligenza il secondo posto, alle spalle della svedese, controllando il rientro delle avversarie.

La semifinale la vedeva opposta a un terzetto di altissimo livello: ancora Naeslund, la svizzera Fanny Smith e la francese Berger Sabbatel. Un confronto con tre atlete stabilmente tra le prime della classifica generale di Coppa del Mondo. Galli resta in scia nella prima parte, ma paga qualche metro nella sezione centrale. Rimane vicina alle code delle prime due, senza però trovare la velocità necessaria nel tratto finale per tentare l’attacco decisivo. Due piccole sbavature sull’ultima gobba la relegano al terzo posto, a un passo dalla finalissima.

Nell’atto conclusivo si sfidano così le protagoniste della stagione. Per Galli resta una gara di grande maturità, vissuta con coraggio e qualità tecnica, e la sensazione di aver ormai consolidato il proprio ruolo tra le migliori interpreti internazionali della disciplina.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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