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Anche l’IBU si è decisa, sì alle gare finlandesi no alle finali

Finalmente anche l’IBU, International Biathon Union si è decisa, dando il sì alle gare finlandesi che partono oggi, ma il no alle finali di Holmenkollen. E qui che ognuno formuli il proprio pensiero. Giusto o sbagliato che sia questo è.

Dunque Dorothea Wierer dovrà difendere la sua attuale leadership quando mancano due gare, la sprint di domani e la pursuit conclusiva. Poi ci saranno domenica la single mix (M e W) relay e la 4,7,5 km mixed relay (M e W).
Apertissima anche la sfida in campo maschile

Quindi domenica 15 marzo verranno decretati i vincitori delle due sfere di cristallo. Niente finali ad Oslo dal 20 al 22 marzo su invito delle autorità norvegese. Che di fatto hanno imposto al comitato organizzatore e all’Ibu di cancellare l’ultimo ed importante evento di stagione.

Una scelta praticamente obbligata a causa del virus Covid-19, che nel corso delle ore sta pian piano diventando sempre di più una emergenza mondiale.

Intanto in queste ore il governo finlandese ha deciso di annullare ogni evento con più di 500 persone: in virtù di ciò le sei gare programmate a Kontiolahti si disputeranno a porte chiuse così come accaduto nell’ultima tappa di Nove Mesto in Repubblica Ceca.

Il provvedimento è entrato subito in vigore, perciò la sprint maschile programmata per oggi alle 15, si disputerà senza la presenza del pubblico.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.