Copper Mountain, notte italiana. Nel gigante della Nor-Am Cup, il circuito nordamericano dove crescono le atlete che poi vedremo in Coppa Europa e spesso in Coppa del Mondo, due sedicenni italiane si prendono la scena con prestazioni che vanno oltre il dato crudo della classifica.
Sono Anna Trocker e Giada D’Antonio, entrambe alla primissima esperienza internazionale di alto livello, entrambe capaci di trasformare il loro pettorale in un vantaggio, non in un limite.
Anna parte con il 33, posizione che di norma richiede attenzione, capacità di adattarsi alla neve già lavorata e soprattutto maturità tecnica. Lei risponde con due manche molto solide, senza forzature, sempre dentro la traiettoria giusta. Il suo quinto posto finale non è un semplice piazzamento: è un segnale netto di crescita, la conferma che il salto di livello è già iniziato e che le sue qualità stanno emergendo anche fuori dall’Europa.
La progressione più sorprendente però è quella di Giada D’Antonio, perché il suo pettorale 70 raramente permette di costruire qualcosa. Giada invece entra in gara con lucidità, si mette subito in movimento e firma una prima manche che vale mezza impresa: ventinovesima, già in zona punti e già davanti a tante atlete partite molto prima di lei.
Nella seconda manche sfrutta al meglio l’inversione, parte seconda, mantiene il sangue freddo e scia con ordine, senza strafare, trasformando un’opportunità in un risultato concreto: undicesima al traguardo, miglior tempo di manche, ancora meglio di Anna che segna il terzo. Per una sedicenne, nel contesto della Nor-Am, è un progresso che pesa.
Il livello della gara era alto: stravince la ventunenne americana Kjersti Moritz, seguita dall’austriaca Franziska Gritsch, atleta già protagonista in Coppa del Mondo con 150 gare di Coppa del Mondo, e dalla statunitense Mary Bocock. Compagnia tutt’altro che banale.
E proprio per questo le due azzurre meritano attenzione: non hanno cercato la prestazione “a effetto”, hanno semplicemente tirato fuori sciata, controllo e capacità di adattarsi rapidamente a un ambiente nuovo. L’obiettivo ovviamente era quello di abbassare il proprio punteggio. La Nor-Am Cup è utile a questo ma non solo: serve a capire quanto velocemente una giovane riesca a crescere quando il livello sale.
E oggi, a Copper Mountain, Anna Trocker e Giada D’Antonio hanno dimostrato che la crescita è già in corso. Con discrezione, senza eccessi, ma con una qualità che si vede. E che va seguita, da vicino.







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