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Aprica al servizio delle squadre olimpiche: sul Palabione Italia e Svizzera

Aprica non è una sede olimpica, ma ha scelto comunque di mettersi al servizio delle squadre, offrendo piste, uomini e continuità di lavoro.
In vista dei Giochi, la località valtellinese ha riservato la Ski Area del Palabione alle squadre delle specialità tecniche, a partire da Italia e Svizzera, che hanno già avviato qui i primi allenamenti. Altre nazionali seguiranno nei prossimi giorni. L’Aprica diventerà così una base stabile di lavoro fino all’immediata vigilia delle gare.

La scelta va oltre la semplice concessione di una pista. Significa garantire preparazione quotidiana, continuità del fondo, tracciature dedicate, presenza costante di uomini sul terreno.

Un impegno che coinvolge direttamente SITA, la società impianti, e un gruppo di maestri di sci chiamati a lavorare fianco a fianco con staff tecnici e allenatori.

Il Palabione viene così riservato a un utilizzo altamente specializzato, modellato sulle esigenze dello slalom e del gigante: ritmo di allenamento, orari flessibili, fondo costruito per resistere alle ripetizioni, attenzione ai dettagli che fanno la differenza quando si lavora per un grande evento.

Dal 2022 alla guida di SITA, Domenico Cioccarelli spiega il senso della scelta:

«Aprica non è stata coinvolta come sede olimpica, ma siamo qui, a pochi chilometri da Bormio. Ne sentiamo il clima, l’attesa, l’energia della Fiamma che venerdì illuminerà il cielo dell’Italia. In un evento di questa portata volevamo comunque lasciare un segno. Abbiamo messo a disposizione le piste e le nostre mani per permettere agli atleti di prepararsi al meglio. È uno sforzo importante, ma è anche il modo giusto di esserci».

Un’azione che comporta costi, organizzazione, rinunce. E che poche località scelgono di affrontare in questo modo, soprattutto fuori dal perimetro ufficiale dei Giochi.

Aprica entra nel contesto olimpico attraverso il lavoro. Diventa parte del sistema che prepara le gare, sostenendo chi scenderà in pista. Una scelta di campo complessa, fatta lontano dai riflettori.

Che, in un’Olimpiade, merita una medaglia!

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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