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Arianna Fontana e Sighel giù dal podio nei 1.500 preda delle coreane

Si chiude senza medaglie l’ultima gara del programma olimpico dello short track femminile. Nei 1500 metri Arianna Fontana e Arianna Sighel restano fuori dal podio al termine di una finale tattica, controllata dalle coreane e decisa negli ultimi quattro giri. L’oro va alla Corea, che piazza una doppietta davanti agli Stati Uniti. Per l’Italia quinto posto per Arianna Fontana (2:32.783), sesto per Arianna Sighel (2:33.352), in una gara che, tolte le coreane, lasciava margini per qualcosa in più.

La finale parte su ritmi bassi, come spesso accade nei 1500. Si passeggia nei primi giri, ma con tensione evidente. Stoddard prende l’iniziativa davanti, mentre Fontana e Sighel si sistemano subito nelle prime posizioni, evitando di restare chiuse dietro alle atlete teoricamente meno competitive come la rappresentante di Hong Kong e la cinese Yang. L’obiettivo è chiaro: stare davanti per non perdere tempo e non rischiare contatti. Dopo la caduta nei turni precedenti, soprattutto per Sighel, la gestione delle traiettorie è fondamentale.

A metà gara: equilibrio fragile

A otto giri dalla fine la situazione è ancora aperta. Stoddard conduce, le due Arianna restano in seconda e terza posizione, con le coreane attente e pronte ad alzare il ritmo. È una fase delicata: il ritmo blando favorisce proprio chi ha più cambio di passo, cioè le coreane. L’impressione è che il momento per muoversi sia quello. Ma nessuna delle azzurre forza l’azione.

L’attacco coreano e il buco decisivo

Negli ultimi cinque giri la gara cambia volto. Le coreane aumentano l’andatura e si infilano con decisione. Stoddard fatica ma resiste quanto basta per non cedere immediatamente. Sighel e Fontana provano a rispondere, ma quando si crea il buco davanti è troppo tardi. Negli ultimi due giri la lotta è ormai per le posizioni di rincalzo. Fontana prova un inserimento all’esterno, ma allarga troppo la traiettoria e perde velocità. Sigel resta in scia ma non trova lo spazio per rimontare. Davanti, Corea-Corea-Stati Uniti chiudono i conti.

Margini e rimpianti

Tolte le coreane, la sensazione è che il podio fosse alla portata. Stoddard e Yang erano battibili. Ma la gestione tattica non è stata perfetta. Il ritmo lento iniziale ha favorito chi aveva più gamba nel finale. Va anche considerato il contesto: Sighel arrivava da una caduta che può aver lasciato strascichi fisici. E nei 1500 metri la condizione e la fiducia fanno la differenza negli ultimi due giri.
Da considerare che nella semifinale Arianna Fontana era finita in mezzo a una caduta che ha lasciato anche dei segni. Ma non ha voluto mancare e si è tirata sù per giocarsela.

Il bilancio olimpico

Per Arianna Fontana si chiude un’altra Olimpiade straordinaria. Quattordici medaglie olimpiche in carriera, nessuno come lei nella storia dello sport italiano. Il quinto posto nei 1500 resta un risultato di altissimo livello, anche se lascia un filo di amaro. Arianna Sighel conferma la crescita, dopo la medaglia nella staffetta femminile. È ancora giovane, ha margine. Lo short track italiano chiude con un bottino importante e con la consapevolezza di essere stabilmente tra le grandi potenze. In questa finale è mancato il dettaglio. Ma il movimento resta solido.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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