Per battere una delle migliori manche di slalom di Lucas Pinheiro Braathen serviva un colpo di genio. Una run perfetta. L’unico modo per avere ragione dello spettacolo offerto dal brasiliano.
Ed è esattamente quello che è successo: mezzo secondo di vantaggio e seconda vittoria nelle ultime due stagioni qui a Wengen.
Atle Lie McGrath ribadisce così il suo rapporto speciale con questa pista: «Ok, anche io prendo casa qui!».
Il terzo posto è di Henrik Kristoffersen, presenza costante ai vertici.
Delusione in casa svizzera: quarant’anni senza vittorie a Wengen pesano, e oggi Loïc Meillard deve accontentarsi del quarto posto, davanti a Timon Haugan.
Il 26enne elvetico Matthias Iten ha fatto la manche! Ventitreesimo dopo la prima, non senza numeri, ha chiuso la seconda con un finale folle, rimanendo al comando per quasi tutta la manche. Il salto è verticale: 17 posizioni recuperate, con una performance premiata dal miglior risultato in carriera, il sesto posto, migliorando il precedente decimo conseguito in Val d’Isère.
Neanche il croato Filip Zubcic, oggi in giornata di grazia, è riuscito a superarlo, finendogli alle spalle per 2 centesimi. E nemmeno Clément Noël, che oggi ha commesso troppi errori sia nella prima sia nella seconda.
Non è andata così bene agli azzurri. Alex Vinatzer, aveva pagato troppo dazio nella prima manche, chiusa con il quindicesimo tempo. Nella seconda scia bene, ma non viene fuori la run vincente. C’è da dire che si è presentato in pista con i postumi di una fastidiosa influenza. Guadagna due posizioni perché il francese Paco Rassat inforca, perdendo il pettorale rosso. Per Vinni, un solo centesimo dietro a Limnus Strasser significa mancare l’ingresso nei top 15 della Starting List!!!
Avevamo lasciato la manche d’apertura con l’incredibile qualificazione di Tommaso Saccardi, chiusa al ventesimo posto. Nella seconda, il 24enne dei Carabinieri attacca subito forte, poi un grosso rischio gli fa perdere ritmo, finendo per inforcare. Davvero un gran peccato. È invece rimasto dentro Tommaso Sala, che quasi si ferma all’ingresso del muro. Poi cerca la pulizia del gesto, che fa a pugni con la velocità, e il ritardo lo colloca in fondo alla classifica..






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