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Beijing Slalom: dramma Shiffrin, esce dopo 3 porte, Dürr al comando

Beijing Slalom: dramma Shiffrin, esce dopo 3 porte, Dürr al comando
Dramma puramente sportivo, bene specificarlo: Mika è rimasta accovacciata vicino alle reti per quasi tutta la manche circondata dai fedeli del suo team: Mikaela Shiffrin, dopo le otto 8 porte superate in gigante, ne fa solo tre nello slalom.

In una prima manche che rimane abbastanza incerta e sorprendente nel suo epilogo, la notizia principale è proprio questa. Un errore inaspettato che sottolinea l’incapacità dell’americana di trovare il modo giusto per sciare su questo tipo di neve. Vicina a lei il suo allenatore che pur aveva tracciato la manche! La seconda notizia è che Petra Vlhova, la vincitrice della coppa di quest’anno di specialità, conquistata con largo anticipo con 5 vittorie e due secondi posti, non è riuscita a cambiare l’atteggiamento tecnico rispetto al gigante e con una sciata troppo aggressiva non trova il ritmo e conclude con 72/100 di ritardo dalla testa, in ottava posizione.

Poi certamente è in grado di recuperare, ma ciò che stupisce è la sua incapacità di adattarsi alla neve cinese: brusca, nervosa, mai continua nell’azione.

La testa della garra vede protagoniste Lena Dürr che conclude col tempo di 52″17, tre centesimi meglio di Michelle Gisin e 12/100 di una Sara Hector in totale trance agonistica! La Slovenja punta tutto su Andreja Slokar che è quarta a 47/100, dunque in piena corsa per la gloria, così come Wendy Holdener che è quinta un centesimo più lenta della slovena.

Con l’americana Paula Moltzan si supera il mezzo secondo: sesto posto a +0,62, 4 meglio di Katharina Liensberger, autrice di molte piccolissime sbavature che però hanno costruito il ritardo. Poi, ottava, Petra, come detto a 72 centesimi.

Se saprà mettere in atto quell’andare ben noto delle sue seconde manche, la slovacca può ancora ribaltare la situazione, ma dovrà riuscire a switchare su una modalità di sciata completamente differente. Più difficile per le altre perché si supera il secondo: Camille Rast è nona a +1″18. Più difficile sembra il recupero di Anna Swenn Larsson, 11esima a +1″27, tre centesimi dietro Katharina Gallhuber.Pochissimi inserimenti dalle retrovie: Danioth Aline, 13esima col 28.

Le Azzurre
Prima a partire Federica Brignone, pettorale 31, non trova lo spunto da slalomista e con una sciata eccessivamente a pendolo si porta dietro 2″24 di ritardo. Di certo non si poteva pretendere di più e questa gara le serve più che altro, come allenamento in virtù della combinata, considerando che di rapid gates quest’anno ne ha fatti davvero pochi. partendo con una pista un poco più liscia nella seconda, ha la possibilità di entrare nelle 15 salvando un minimo, per quel che vale, l’onore italico in una specialità dove siamo solo delle comparse. E lo conferma la prestazione delle altre due Azzurre presenti.
Lara Della Mea, pettorale 33: tanta forza, curve scollegate, erroraccio sul finale +3″83!
Anita Gulli, numero 46, gestione della curva sotto al palo: con +3″29 anche lei è fuori dalle 30.

LA CLASSIFICA

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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