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Beijing, superG anonimo per le Azzurre, l’oro meritatissimo a Lara Gut-Behrami

Beijing, superG anonimo per le Azzurre, l’oro meritatissimo a Lara Gut-Behrami.
È andata male, decisamente male! Mettendo da parte il tifo, conoscendo ormai la pista, i dubbi su un esito a nostro favore non era solo scaramantico, ma si è rivelato reale.

Su un percorso piuttosto banale dal punto di vista tecnico e un piano finale  determinante lungo una ventina di secondi, difficile sarebbe stato per Federica Birignone ed Elena Curtoni salire sul podio.

Un solo punto tecnico, l’entrata nel canyon e lì Federica non l’ha azzeccata, tagliando troppo. Ha lasciato andare più possibile senza badare alla linea più diretta, ma ha esagerato, trovandosi quasi in faccia la porta che invitava in un tratto regolare con quattro porte a pendenza a favore, dunque facili. Lara Gut-Behrami invece è stata perfetta e ora sorride col la medaglia d’oro al collo.

Poi c’è una delle austriache com’era logico presumere in una condizione di pista simile. Mirjam Puchner l’ha spuntata rispetto a Tamara Tippler e con 22 centesimi su Lara ha meritato l’argento.

Il terzo posto di Michelle Gisin è quello che stupisce di più ma è stata brava l’elvetica a non rimanere troppo sullo spigolo. Cosa che evidentemente ha fatto Elena Curtoni nella parte più tecnica, dove ha accusato un ritardo difficile da analizzare, perché la valtellinese non ha sporcato più di tanto le linee.

Lara Gut-Behrami ha fatto tutto bene ciò che era nelle sue facoltà. E nel tratto centrale, unico punto dove poter fare la differenza, è stata assolutamente perfetta. Poi si è affidata anche lei ai suoi Head che su queste nevi si sono rivelati formidabili.

Ci rimane in mano davvero poco, un settimo posto di Federica a 66/100 dalla vittoria, a 36 dal bronzo. E il decimo di Elena Curtoni, appena alle spalle di Mikaela Shiffrin, anche lei a disagio su una pista così.

Francesca Marsaglia ha proprio sbagliato nel punto più critico portandosi dietro un ritardo altissimo, oltre due secondi (22esima). L’ultima nostra carta era Marta Bassino, ma anche lei non ha potuto inventarsi supergigantista, concludendo a +1″57, in 17esima piazza.Al traguardo dirà: “Pista poco tecnica per le mie caratteristiche e con un piano finale eccessivamente lungo. Però mi sono divertita. Ora mi attende la combinata e il team event”.

C’è chi si domanda per quale motivo, su un percorso simile, non sia stata schierata Nicol Delago. Dopo la gara è sbagliato chiederselo, l’errore è stato fatto probabilmente ieri. Finora la gestione tattica Azzurra non ha proprio brillato. Speriamo migliori!

Nessuna scusa, comunque, e nemmeno alcuna sorpresa stile Ledecka (5a) Pyeongchang: ha vinto una delle migliori al mondo, dunque medaglia meritatissima!

Così come l’argento di Mirjam Puchner e il bronzo di Michelle Gisin. Lacrime per l’austriaca Tippler che ha buttato via un probabile oro, ma ha sbagliato sul salto e la sua alta velocità nel tratto conclusivo non le è bastato per recuperare. I 3 centesimi dal bronzo bruciano tantissimo. Beijing superG anonimo per

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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