La Mass Start olimpica di Anterselva regala una prova di forza della Norvegia e un epilogo doloroso per l’Italia. A imporsi è Johannes Dale-Skjevdal, autore di una gara impeccabile chiusa in 39:17.1 con uno straordinario 20 su 20 al tiro, unico atleta senza errori nella giornata più complicata della rassegna. Alle sue spalle il connazionale Sturla Holm Laegreid, argento a +10.5 con un solo errore, e il francese Quentin Fillon Maillet, bronzo a +25.6 nonostante quattro penalità complessive.
La gara si accende fin dal primo giro, con un ritmo insolitamente sostenuto. Il gruppo si compatta nei primi chilometri, ma già al primo poligono si intuisce che il vento sarà un fattore decisivo. Dale è subito preciso, così come Laegreid e Tommaso Giacomel, mentre altri big iniziano a lasciare qualcosa per strada.
Dopo il doppio zero nella prima serie a terra, Giacomel si ritrova pienamente in corsa, stabilmente tra i primi cinque, in scia ai norvegesi e ai francesi. Il secondo poligono conferma la sua solidità: ancora zero, e l’azzurro resta nel cuore della gara. In quel momento la situazione è ideale, con Giacomel perfettamente inserito nella dinamica dei migliori. Ma Tommaso non è più con i primi.
Inizialmente si pensa a una caduta anche se in quel tratto di inizio giro non ci sono tratti particolarmente difficili. Poco dopo arriva la notizia peggiore: Tommaso è seduto sulla neve senza più nemmeno il pettorale, attorniato dai tecnici italiani: un malessere, un dolore al fianco che compromette la respirazione. L’azzurro si stacca, rallenta, si ferma. Dopo il doppio zero iniziale e una gara condotta in piena competitività, arriva il ritiro. Una delusione profonda per l’Italia, che aveva legittimamente coltivato ambizioni da podio.
Più tardi, a gara finita, arriverà un aggiornamento: Giacomel ha accusato un leggero malore ed ha preferito fermarsi lungo il percorso, dove è stato immediatamente assistito dal medico della squadra. Ora sta meglio e si muove autonomamente, nelle prossime ore seguiranno ulteriori aggiornamenti
La gara ovviamente entra nel vivo. Il primo snodo arriva nel terzo poligono, il primo in piedi. Il vento aumenta visibilmente. Dale resta glaciale, Laegreid risponde, Fillon Maillet limita i danni.
La gara si spezza definitivamente. Dale impone il suo ritmo, guadagna metri preziosi prima dell’ultimo poligono e si presenta con margine. Può permettersi un errore, ma non ne commette. Cinque bersagli abbattuti, zero penalità totali, oro olimpico. Un 20 su 20 costruito con freddezza assoluta.
Alle sue spalle Laegreid gestisce l’inseguimento, chiudendo con un solo errore complessivo (0-0-1-0). Fillon Maillet, nonostante quattro errori (1-0-2-1), riesce a rientrare con un ultimo giro di grande qualità sugli sci, completando il podio davanti al tedesco Philipp Horn, quarto a +35.5 con un solo errore.
Il vento nell’ultimo poligono condiziona ulteriormente la classifica: molti atleti pagano penalità pesanti, con distacchi che si allungano oltre il minuto. La Norvegia piazza quattro uomini nei primi otto, confermando una superiorità strutturale nella disciplina.
Per l’Italia, oltre al ritiro di Giacomel, giornata difficile anche per Lukas Hofer, 25° con otto errori complessivi (1-1-4-2), e per Nicola Romanin, 28° con otto penalità (2-2-2-2). Una prova complicata al tiro, soprattutto nelle serie in piedi, con il vento protagonista. A Lukas rimane una grande consolazione: con la presenza di oggi diventa l’atleta con più presenze in gara alle Olimpiadi invernali a quota 28, lo seguono la francese Simon, Eder con 27 e Bjoerndalen con 26.






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