Gare

Biathlon, Fillon Maillet domina la sprint: oro davanti ai norvegesi. Lontani Hofer e Giacomel

Quentin Fillon Maillet fa saltare il banco nella sprint olimpica di Anterselva e conquista un oro autoritario, impreziosito da due poligoni perfetti e da una prova sugli sci di grande solidità. Il francese chiude in 22’53″1 e torna sul gradino più alto del podio ai Giochi dopo i successi nell’individuale e nell’inseguimento di Pechino 2022.

Alle sue spalle si piazzano i norvegesi Vetle Christiansen e Sturla Lægreid, entrambi impeccabili al tiro ma staccati rispettivamente di 13″7 e 15″9. Sfiora il podio anche l’altro francese Emilien Jacquelin, quarto senza errori ma penalizzato da un ultimo giro senza più energie. Quinto, sempre con zero al poligono, Sebastian Samuelsson a 25″. Completano la top eight Johannes Dale (0-2, +43″0), Martin Ponsiluoma (1-1, +46″7) e Johan Olav Botn (1-0, +58″2).

In casa Italia il migliore è Lukas Hofer, tredicesimo con un solo errore in piedi (0-1) e un ritardo di 1’22″1. Un piazzamento che lascia margini in vista dell’inseguimento di domenica. “La gara non sarebbe male, se fossimo in Coppa del Mondo. Bisogna crederci fino all’ultimo e lo farò anche nei prossimi giorni. Lo stomaco non era a posto, ma sono errori da cui si impara”, ha commentato il pusterese, che ha speso parole di elogio per Romanin: “Non sono sorpreso, lo vedo ogni giorno focalizzato su ciò che vuole dimostrare”.

Ottima la prova del debuttante olimpico Nicola Romanin, sedicesimo a 1’34″4 con una prestazione impeccabile al tiro e la miglior gara della carriera. “Ho messo in pista il meglio di me davanti al pubblico di casa. Vedere mio figlio prima del via mi ha dato una carica incredibile. Oggi non dovevo qualificarmi a nulla e ho gareggiato senza pensieri: è stato emozionante”.

Giornata complicata invece per Tommaso Giacomel, ventiduesimo a 1’43″4 con tre errori (2-1). “Ho fallito. Era probabilmente la gara più adatta a me e non sono riuscito a performare. Devo capire cosa è successo a terra. Questo risultato compromette in parte anche l’inseguimento”.

Fuori dai sessanta e quindi dall’inseguimento Elia Zeni (2-1), oltre i tre minuti di distacco. “Pensavo di aver lavorato bene a terra, ma non è andata così. Non posso permettermi tre errori, soprattutto non essendo tra i più forti sugli sci”.

Domani alla Südtirol Arena il programma olimpico proseguirà con la sprint femminile.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

Add Comment

Click here to post a comment