Maren Kierkaide (Norvegia) ha vinto la sprint femminile di biathlon sui 7,5 chilometri con due poligoni e ha conquistato la medaglia d’oro grazie a un ultimo giro straordinario. La norvegese ha superato nel finale Océane Michelon (Francia), che era al comando dopo il secondo tiro, e ha chiuso con 3”8 di vantaggio al termine di una rimonta costruita nell’ultima salita.
La gara si è decisa dopo il secondo poligono. Michelon, precisa nelle due serie di tiro, era uscita in testa con oltre quattro secondi di margine. Kierkaide era ancora in contatto. Nella salita conclusiva ha aumentato il ritmo, ha dimezzato il distacco e negli ultimi 400 metri ha completato il sorpasso. Il miglior tempo nell’ultimo giro ha determinato l’oro. Completa il podio Lou Jeanmonnot (Francia), autrice di una prova solida nonostante un errore al tiro.
La sprint aveva un’importanza determinante anche in chiave inseguimento. Le atlete partiranno nella gara successiva con il distacco maturato oggi. Ogni secondo perso al traguardo diventa ritardo reale al via della 10 km a quattro poligoni. In questo senso la gestione del tiro e del ritmo sugli sci era decisiva non solo per le medaglie ma anche per la costruzione della gara successiva.
Per l’Italia il miglior risultato è il quinto posto di Lisa Vitozzi (Italia), a 40 secondi dalla vincitrice. Dopo lo zero al secondo poligono era ancora in corsa per il podio, ma nell’ultimo giro ha perso terreno rispetto alle prime tre. Nell’inseguimento partirà con 40 secondi di ritardo dalla testa, un margine importante ma ancora gestibile in una gara lunga.
Michela Carrara (Italia) chiude ventesima a 1’35”, penalizzata da due errori al tiro. Anche per lei l’inseguimento sarà una prova di rimonta, con un distacco superiore al minuto e mezzo.
Dorothea Wierer (Italia) non ha disputato una buona prova. Due errori nella prima serie hanno compromesso subito la classifica e l’altoatesina ha chiuso 34ª a 2’12” dalla vincitrice. Nell’inseguimento partirà quindi con oltre due minuti di ritardo dalla testa, un margine che rende molto difficile lottare per le posizioni di vertice.
Samuela Comola (Italia) resta fuori dalle prime posizioni, senza riuscire a trovare continuità né sugli sci né al poligono, e partirà anch’essa con un distacco significativo nella gara successiva.






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