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Biathlon Oestersund: l’Italia è sempre bella: 3° posto nella staffetta mista

Si apre subito con un podio per l’Italia la Coppa del mondo di biathlon sulla pista svedese di Oestersund, grazie al terzo posto dell’inossidabile quartetto della staffetta mista composto da Didier Bionaz, Tommaso Giacomel, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi, storicamente poertatirce di soddisfazioni per i nostri colori.

Stavolta la formazione diretta da Klaus Hoellrigl si è piazzata alle spalle dell’inarrivabile Francia (Fillon Maillet/Jacquelin/Braisaz Bouchet/Jeanmonnot), che ha completato il percorso con il tempo complessivo di 1h09’09″9, fatto di un giro di penalità e 5 ricariche, mentre al secondo posto si è piazzata la Norvegia (T. Boe/J. Boe/Knotten/Tandrevold) a 15″7, con sole sette ricariche.

Il quartetto nostrano invece ha girato una volta con Giacomel nella seconda frazione conclusa al terzo posto, mentre Wierer (non al meglio della condizione dopo lo stato influenzale dei giorni scorsi) e Vittozzi hanno rosicchiato terreno poligono dopo poligono, fino a permettere alla sappadina del Centro Sportivo Carabinieri, di arrivare al traguardo senza patemi, per un totale di nove ricariche. Fuori dal podio Germania, Repubblica Ceca e Svezia.

Didier Bionaz ha il sorriso stampato sul volto al termine della staffetta mista di Oestersund che ha aperto la lista dei podi stagionali in Coppa del mondo per l’Italia. Il valdostano dell’Esercito, schierato in prima frazione, ha limitato i danni con il sesto piosto, permettendo ai compagni di rimanere a contatto delle posizioni di vertice, fino a recuperare la terza posizione al traguardo. “Ho sentito già nel primo giro che le le gambe giravano nel verso giusto, così ho potuto fare il mio ritmo – spiega Bionaz -. Forse potevo essere più preciso nel tiro a terra, mi sono riscattato fortunatamente nel tiro in piedi. Credo di essere cresciuto rispetto allo scorso anno”.

Lisa Vittozzi: “Sono partita a bomba perchè ci giocavamo un solo posto sul podio in tre – dice la carabiniera sappadina – per cui ho cercato di fare subito gara dura, sapevo che le mie avversarie erano brave al poligono, quindi ho deciso di fare ritmo per staccarle, fortunatamente il piano è andato a buon fine. Ho avuto belle sensazioni nonostante il primo frdddo, c’è molta umidità . Domenica si riparte con un’individuale, che è una gara lunga e occorre gestirla diversanente rispetto ad una sprint”.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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