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Biathlon, Staffetta mista: arriva la medaglia di bronzo!

Con qualche brivido ma alla fine siamo sul podio nella gara di esordio dei Mondiali di Östersund. La staffetta mista è stata vinta, manco a dirlo dalla Norvegia di Johannes Boe davanti alla Germania. Noi siamo sempre stati in corsa grazie alle splendide prove di Lisa Vittozzi (ha vinto la sua frazione) e Dorothea Wierer, ma all’ultimo poligono del terzo frazionista, Lukas Hofer abbiamo corso qualche pericolo per un inatteso calo dell’Azzurro che lo ha portato a sbagliare tre colpi. Poi è riuscito a salvarsi con le tre ricariche proprio quando arrivava al poligono Moravec della Repubblica Ceka. Ma se nell’ultimo tratto di fondo Lukas ha perso su Boe e Pfeiffer, dietro non sono riusciti a forzare perdendo dall’Azzurro che ha avuto poi vita facile a tagliare il traguardo per terzo con una trentina di secondi sulla Repubblica Ceka, Russia e Svezia. L’ultima frazione è stata messa nelle mani di Dominik Windisch, con Johannes Boe a dare il cambio a Christiansen e Pfeiffer a Doll, divisi da soli 13 secondi al primo loro poligono, dove Dominik è arrivato con un minuto sul norvegese e 40 secondi sul tedesco.
Christiansen al tiro a terra è stato formidabile: rapido e precisissimo ma ottimo il poligono anche di Doll che ha mantenuto una decina di secondi di ritardo. Windisch ha invece aperto male con un secondo errore al quarto tiro, ma è stato poi bravo a mettere a segno le due ricariche. Sempre terzo a +1″12 dalla testa. Dietro, è uscita dal poligono prima la Svezia con Samuelsson a +1″42 seguito dal ceko Krcmar, quinto a + 1″47 e dal russo Loginov a + 1″54.
Bellissima la lotta per la testa con Doll che tira fuori la sua tipica grinta da inseguitore e ricuce il gap su Christiansen al secondo poligono. Va come un treno anche Windisch che nel fondo non molla mai recuperando dieci secondi sul norvegese.
Ultimo poligono. Doll ha recuperato, ma a quale prezzo? Carissimo. Christiansen è un cecchino formidabile e Doll con due errori ritorna ad accusare un ritardo di 18 secondi. Entra Windisch: primo tiro entra,  secondo e terzo errore, bene quarto e quinto. Poi errore con la prima ricarica, ma poi entra! Lo svedese sbaglia per fortuna e Dominik può rincorrere il bronzo senza troppi patemi dal momento che quarto è Loginov a 25 secondi. Il russo nel fondo è una iena, ma Dominik non è da meno.
Le cose non cambiano: oro alla Norvegia, argento alla Germania, bronzo all’Italia, con la Francia di Fourcade, cache in Korea vinse l’oro,  incredibilmente sparita all’ottavo posto. Noi abbiamo dovuto far ricorso a 14 ricariche, forse un po’ troppo non tanto in virtù di questa gara ma per le prossime. Ma questa medaglia ci darà molta più forza.

 

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.