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Bob a 4, doppietta Germania, l’Italia di Baumgartner chiude 5a

La Germania si prende tutto nel bob a quattro e firma una giornata di dominio pieno. Sul traguardo la sfida interna si chiude con l’oro di Johannes Lochner (con Thomas Margis, Jannis Wenzel e Georg Fleischhauer), primi in 3:37.57, davanti all’altro equipaggio tedesco guidato da Francesco Friedrich (con Matthias Sommer, Alexander Schüller e Felix Straub), argento in 3:38.14, a +0.57.

È una doppietta che racconta due cose: la profondità del movimento tedesco e la capacità, ormai strutturale, di mettere pressione agli avversari in ogni fase di gara. Lochner costruisce il successo sul filo dell’efficienza: linee pulite, velocità in uscita e un pacchetto tecnico che non concede incertezze. Friedrich resta in scia ma paga quel mezzo secondo che, nel bob, pesa come un’eternità.

Dietro le due corazzate tedesche, si inserisce la Svizzera: bronzo a Michael Vogt (con Alex Haas, A.D. Ndiaye e Michael Aeberhard) in 3:38.64, a +1.07. Un terzo posto conquistato all’ultima curva della Eugenio Monti e che si risolve con soli 4 centesimi di margine. L’equipaggio di Adam Ammour (con Ammour I., Tasche e Schaller) chiude infatti in 3:38.68, a +1.11.

E l’Italia? Gli azzurri chiudono con un quinto posto di valore: Patrick Baumgartner con Lorenzo Bilotti, Eric Fantazzini e Robert Mircea termina in 3:38.89, a +1.32. Tradotto: fuori dal podio, sì, ma dentro una gara dove ogni dettaglio valeva posizioni e in cui tra terzo e quinto ballano appena 25 centesimi. Un segnale di competitività, anche se resta il rimpianto di non essere riusciti a trasformare l’assalto finale in medaglia. Ha pesato la prima run chiusa al sesto posto, poi sempre meglio, ma il distacco si è rivelato troppo elevato.

Completano la top ten: Svizzera sesta con Cedric Follador (+1.46), Gran Bretagna settima con Brad Hall (+1.55), Corea ottava con Kim Jinsu (+1.67), Austria nona con Markus Treichl (+1.73) e Lettonia decima con Jekabs Kalenda (+2.15).

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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