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Bormio prova 2, gli Azzurri tirano, gli svizzeri passeggiano su una Stelvio velocissima

La seconda prova cronometrata della discesa olimpica sulla Stelvio di Bormio offre indicazioni più qualitative che numeriche. I distacchi raccontano una giornata favorevole agli Azzurri, mentre gli evetici scelgono deliberatamente di studiare la pista, spezzando la prova in settori e rinunciando a un riferimento complessivo sul cronometro.

Il segnale arriva subito dai tempi che sono mediamente piò bassi di 4 secondi rispetto a ieri, grazie a un terreno che si è decisamente indurito. E la Stelvio cambia decisamente volto mettendo in risalto tutte le sue difficoltà tecniche.  Mattia Casse firma il miglior riferimento di giornata in 1’52”85, ma salta un porta, con Florian Schieder a 45 centesimi e Giovanni Franzoni a 87 centesimi. Tre azzurri raccolti nello spazio di meno di un secondo, con parziali solidi soprattutto nel settore centrale e una percorrenza efficace fino a San Pietro. Ma il responso cronometrico dice poco dal momento che i nostri hanno scelto di rimanere in posizione fino al traguardo.

Diversa l’interpretazione degli svizzeri. Von Almenn si è divertito in una figura da freestyle sul dosso finale! Alexis Monney chiude a 1”16, Niels Hintermann a 1”54, Stefan Rogentin a 1”89, ma il dato va letto con cautela: traiettorie spezzate, rialzi evidenti dopo i punti chiave, sequenze affrontate a intensità variabile. Una prova a blocchi, pensata per memorizzare passaggi e velocità, non per costruire un tempo finale.

Ancora più indicativa la scelta di Marco Odermatt, che termina a 2”72 dal miglior riferimento. Il campione del mondo affronta la Stelvio con un approccio dichiaratamente conservativo, rallentando nel tratto finale e limitandosi a verificare linee e assetto nei settori decisivi. Il distacco è ampio, ma non racconta lo stato reale delle gerarchie.

Anche Dominik Paris, oggi a 2”03, utilizza la prova per lavorare su singoli passaggi, in particolare nella parte bassa, dove si alza con decisione dopo aver verificato la velocità di ingresso. Un lavoro mirato, più che una ricerca di prestazione.

Il quadro è un po’ questo: l’Italia sfrutta la prova per dare continuità, la Svizzera per raccogliere informazioni. I distacchi vanno quindi letti come fotografia parziale, non come indicazione definitiva. Bisognerà vedere quanto varrà il quarto posto odierno dei francese Muzaton e Allegre e le buone linee disegnate dagli austriaci Babinsky, Kriechmayr, Haaser, mentre Hemetsberger si è fatto protagonista di una brutta caduta per fortuna senza gravi conseguenze. Ha impattato contro una porta fperdendo il casco, ermandosi sulle reti di protezioni.

Per saperne di più l’appuntamento è per sabato anche se il programma potrebbe prevedere una terza prova domani (la Fis deve decidere) che probabilmente sarà disertata da diversi atleti

La classifica della seconda prova

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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