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Brignone errore fatale, a Bassino serve più di un miracolo

Il nostro Mondiale continua a essere stregato, perché anche nel gigante femminile Federica Brignone commette un errore fatale mentre a Marta Bassino serve più di un miracolo. Per com’è andata le speranze di medaglia sono davvero ridotte ai minimi termini.

A Cortina si è presentata una Mikaela Shiffrin formidabile. È lei che comanda la prima manche, ma ha rischiato che la compagna di squadra Nina O’Brien le togliesse la leadership. Com’è potuto accadere che la 23enne, mai vista così pimpante sia riuscita a concludere a soli 2 centesimi da Miki?

Scesa col 19 ha trovato una neve più facile o se si vuole meno insidiosa nella parte centrale. All’ultimo intermedio aveva addirittura quasi mezzo secondo di vantaggio. Poi le magie ai Mondiali accadono sempre. Vedremo nella seconda manche se si tratta di una prova anomala o di una vera e propria improvvisa esplosione.

Al terzo posto, con 8 centesimi di ritardo c’è un altrettanto strepitosa Lara Gut-Behrami, mentre rimangono attaccate alla zona medaglia, un bel gruppetto di atlete:  Katharina Liensberger, +0,26, Michelle Gisin + 0,34, Alice Robinson +0,51 e una sempre più eccitata Maryna Gasienica-Daniel, la 26enne polacca settima a +0,57.

Dopo i distacchi aumentano abbastanza, ma la situazione è ancora recuperabile per Ragnhild Mowinckel, ottava a +0,75 e per  Tessa Worley che commette lo stesso identico errore di Federica con la differenza che la francese riesce a rimanere in piedi e affrontare l’ultima parte di gara che conclude al quarto poso a 92/100.

In quel punto, Federica stava andando come un treno, ma nella solita curva verso sinistra, la sua inclinazione estrema non è stata compensata dal busto, con quella spalla interna troppo bassa. Un out inevitabile che brucia tantissimo!

Marta Bassino di errori ne ha commesso solo uno ma il suo ritardo di 1″54 non lo si può addebitare solo a quel fallo.  La sua azione leggera questa volta non è servita, perché in diversi passaggi ha tenuto linee troppo abbondanti. Probabilmente per evitare, inconsciamente, il massimo rischio.

Ma ai Mondiali, evidentemente, non funziona così, perché tutte hanno tirato al massimo delle proprie capacità. Persino Romana Siebenhofer che le è davanti, così come Meta Hrovat e Wendy Holdener.

L’ultima parte di Mikaela Shiffrin è da incorniciare. Ha sciato, se ci è concesso, alla Marta Bassino di inizio stagione. Sembrava quasi ferma nella sua azione! In 15 porte ha dato a tutte quasi mezzo secondo. Impressionante!

Niente da fare anche per Elena Curtoni che non è riuscita a trovare la quadra in quei cambi di neve, dura in cima, scivolosa nella seconda parte. Il ritardo di 4″11 è una mazzata! Al traguardo dirà che ha avuto problemi di lamine che non tenevano. Come sciare sulle uova.

Marta Bassino al traguardo col 15esimo tempo: “Purtroppo ho commesso qualche errore. C’erano diversi cambi di neve, ghiacciata nelle prime porte, mentre dopo il cambio si scivolava un po’. Io ho sbagliato e ho preso davvero tanto. Nella parte centrale poi ha smollato un po’ rendendo più omogeneo il terreno. Sono distante ma i conti di fanno alla fine. partirà a tutta!”.

Federica Brignone: “Sono partita attaccando come in allenamento. Un peccato ma a un Mondiale bisogna rischiare.  Non è stato un Mondiale per me favorevole. Sono le parti dure e difficili di una carriera di un’atleta. Probabilmente ce ne saranno altre, ma è proprio in questi momenti che bisogna trovare la forza di reagire e ripresentarsi al top alla prossima gara. Diciamo che da questi momenti si può solo migliorare. Poi bisognerà essere brave e prendere il momento giusto. Ci sono tante sfide nella vita, questa l’ho persa, ma ce tante altre ce ne saranno”.

Rimane ancorata al trentesimo posto Laura Pirovano, scesa col pettorale 45 con un ritardo di 3″90. Per lei è un bel colpo poter affrontare anche la seconda manche e partire per prima  Non ci sono possibilità di medaglie, ma l’occasione per mettere un altro mattoncino nella “casa” del suo bagaglio di esperienza, è ghiotta.

LA CLASSIFICA

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.