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Brignone: “Splendido, ma che fatica!”

È una Brignone raggiante quella che si gode il secondo posto nel gigante di Sölden. Il podio è un gran risultato, anche perché – come rivela l’azzurra – è arrivato in condizioni proibitive: “Penso sia stata la manche più difficile della mia carriera, una gara così penso di non averla mai affrontata. Nel 2014 qui c’era stata una gara altrettanto difficile, mi ricordo la nebbia e i buchi, una cosa bestiale. E in più partiva da sopra, quindi era ancora più lunga, tipo 1’20” ogni manche, era stato un incubo. Lì era stata davvero difficile, ma credo di non aver mai fatto così fatica come oggi, anche perché ero molto tesa”.

Federica ha chiuso in testa la prima manche, eppure subito prima del via non ha vissuto bei momenti: “Sono stata tranquilla tutti i giorni, anche stamattina l’ho vissuta benissimo. Ma al momento della partenza avevo un blocco nello stomaco, mi veniva da vomitare purtroppo e una volta partita facevo fatica a respirare, ho provato solo a sciare e nella seconda manche solo a combattere perché non riuscivo a vedere quello che c’era sotto e sopra. Però ricordavo perfettamente il tracciato, conoscevo le porte più rovinate”.

“La pressione per le prove della Shiffrin e della Worley? In realtà in partenza nevica e forse non c’era la tv, quelle che partono davanti a me non ho tempo di guardarle. Poi di solito scelgo di guardare solo alcune atlete, quelle che più o meno sciano come me, qui vedere gente che faceva fatica mi dava fastidio, ne ho guardate solo due o tre”.

“L’infortunio di quest’anno è stato completamente diverso da quello dell’anno scorso: quest’anno sono caduta, quindi è stato un trauma da impatto che guarisce, mentre l’anno scorso avevo un problema di usura che era sempre in agguato, una cosa che può ripresentarsi spesso e ci mette di più a guarire. Stavolta ero tranquilla, ho fatto un ottimo lavoro e ringrazio chi mi ha aiutato, sono contenta del percorso che ho fatto fino ad oggi”

“Sapevo di avere pochi giorni di sci, ma quei pochi giorni li ho fatti stando bene, ero tornata al 100% e potevo fare tutti i giorni di sci che volevo. L’anno scorso, invece, vivevo un po’ l’incubo di non poter fare tutto quello che volevo per prepararmi al meglio. Vero che ho avuto poche curve e pochi giorni di allenamento, ma ho cercato di fare un piccolo passetto ogni giorno per migliorare. Certo, ho fatto fatica, a Hintertux è stata dura, ma ho continuato a lavorare e sono arrivata tranquilla. Per me era già un risultato essere qui e star bene”. Poi, per fortuna, è arrivato anche il secondo posto.

by fisi.org

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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