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Chiara Anghileri, oro in superG

Probabilmente nessuno ricorderà a Chiara che domani è il giorno, più degli altri, in cui si celebrano i diritti delle persone con la Sindrome di Down. In tanti certamente, le ricorderanno invece della medaglia d’oro ricevuta il giorno prima, a Schladming, durante la gara di Super G ai Giochi Mondiali Invernali Special Olympics. Un’impresa che va oltre il valore sportivo facendo luce sui bisogni di ogni individuo e di ogni essere umano: studiare, lavorare e fare sport. Avere l’opportunità di far sentire la propria voce ed essere ascoltati: Chiara, che bacia la medaglia, vuole comunicare al mondo che le persone con disabilità intellettiva possono diventare atleti, a prescindere dal loro livello di abilità, possono impegnarsi a tal punto da realizzare un sogno, qualsiasi esso sia. Chiara oggi non rappresenta le persone con un cromosoma in più, ma, insieme ad altri 33 atleti, l’Italia intera ad un evento sportivo che sta coinvolgendo 2700 atleti provenienti da 106 paesi nel mondo.

Chiara Anghileri nel superG

La situazione delle gare fino a ieri: 3 Ori, 3 Argenti e 3 Bronzi per la delegazione italiana
Le gare, che hanno preso il via a partire da domenica, hanno regalato tre ori nel super G conquistati da Alessandro Dressadore, Peter Blaas e Chiara Anghileri; una medaglia di bronzo per Giulia Colombi. Sono 34 gli atleti della delegazione italiana: a Schladming va di scena lo sci alpino e lo snowboard; a Ramsau le gare dello sci nordico e la corsa con le racchette da neve che, slittate di un giorno per maltempo, sono iniziate oggi regalando le prime gioie azzurre in queste discipline sportive con le medaglie (corsa con le racchette da neve) di Sara Grassi, argento nei 25 metri, Annalisa Zemignan, bronzo nei 25 metri e Gianluca Garzetti, bronzo negli 800 metri. Per lo sci nordico medaglia d’argento nei 5 km per Tobia Kostner. Anche il Team dello snowboard centra la medaglia, d’argento, con la discesa, nel Super G, di Stefania Moro.

Alessandro Dressadore, oro in superG (foto di Simone Castrovillari)

Peter Paul Blaas, oro in superG (foto di Simone Castrovillari)


Gli atleti del Team Italia:
Sci alpino: Chiara Anghileri, Peter Paul Blaas, Raffaele Boscolo, Michael Carollo, Giulia Colombi, Alessandro Dressadore, Francesco Dho, Michele Fedi, Simone Mollea, Luisa Polonia, Alice Pozzoni, Andreas Psaier.
Snowboard: Daniele Carlini, Stefania Moro.
Racchette da neve: Mauro Boscolo, Sergio Balbis, Marisa Carrozzo, Martina Casagrande, Gianluca Garzetti, Sara Grassi, Mario Maria Palmeri, Adrien Proust, Luciano Ragghianti, Annalisa Zemignan,
Sci di fondo: Paola Begliardo, Marco Casalini, Mauro Carissimi, Mirco Cavalli, Laura Giambrone, Tobia Kostner, Roberto Lolla, Valter Magatelli, Valentina Pettinacci, Matilde Zipoli.

Il video della cerimonia di apertura:
Special Olympics


La storia di Chiara Anghileri

Certezze e aspettative, in un attimo, sprofondate in un abisso, quando è nata Chiara avevo 39 anni – racconta la mamma Silvana – e la mia vita sembrava essersi fermata lì. Dolore, sconforto, in quei primi momenti era tutto così difficile. Mi sono aggrappata a mio marito, Ottavio, alla sua forza e capacità nel vedere oltre e da quell’abisso, tutti insieme, siamo risaliti più forti di prima”.

Far riaffiorare quei ricordi non è semplice e nel raccontarli Silvana non trattiene le lacrime, ma poi vede scorrere 28 lunghi anni, l’età che Chiara compirà fra due giorni, l’amore e l’unione di una famiglia ma soprattutto l’energia e la forza di una figlia che non ha mai nascosto il forte desiderio di esplorare il mondo.

Sport e autonomia
Superate le difficoltà e le preoccupazioni legate ad un difetto cardiaco, riscontrato subito dopo la nascita e rientrato nel giro di pochi anni Chiara, nativa di Lucca ma che vive a Mandello del Lario, ha iniziato a praticare sport. Il fratello più grande, Davide, è stato per lei un modello da seguire che le ha dato forti stimoli.

I primi anni in montagna  – ricorda la mamma – Chiara giocava con il bob poi vedendo il fratello che prendeva la seggiovia ci ha chiesto: “ma io non vado lì”? E così, quando era in seconda elementare, ha iniziato le prime lezioni. E’ nato tutto in modo abbastanza naturale: come fatto con Davide, abbiamo dato anche a Chiara l’opportunità di imparare a sciare, indipendentemente dal fatto che avesse la sindrome di Down. Non pensavamo ai benefici, che si sono poi rivelati grandissimi sotto tanti punti vista, ma al voler vivere insieme ogni esperienza senza dover precluderle e precluderci nulla. Lo stesso è stato per il nuoto, iniziato diversi anni prima; amavo andare al lago e Chiara, che non aveva paura dell’acqua, ha imparato a nuotare in brevissimo tempo. All’età di 14 anni è entrata a far parte di un Team Special Olympics, “Oltretutto 97”,  grazie al quale è cresciuta molto a livello sportivo ottenendo grandi benefici anche in termini di autostima ed autonomia. Nel nuoto ha imparato i quattro stili, prediligendo quello a rana, e nello sci alpino ha perfezionato molto la tecnica di discesa; ultimamente poi si è avvicinata all’atletica, disciplina che le piace parecchio. Partecipa con entusiasmo a tutti i Giochi Nazionali e Regionali, così come ai meeting che le vengono proposti perché è un’opportunità per incontrare amici, tecnici e volontari con i quali ha instaurato un ottimo rapporto e dai quali viene gratificata più che dalle medaglie vinte”.

Scuola e lavoro
Dopo le scuole medie Chiara ha frequentato una scuola professionale per “Aiuto cuoco”, si è trovata sempre a suo agio sia con i professori, che ricorda con affetto, che con i compagni, alcuni dei quali, soprattutto alle superiori, hanno stabilito un rapporto di protezione nei suoi riguardi tanto che li ha soprannominati i suoi “Angeli custodi”. Ora, i compagni di scuola sono diventati “troppo adulti” per lei, e il fratello ha una sua vita affettiva e di lavoro: ancora più di prima lo sport e gli eventi proposti da Special Olympics sono diventata una parte fondamentale della sua vita. Oltre all’impegno sportivo per due giorni alla settimana Chiara collabora in una cucina di una scuola materna del paese: le piace molto cucinare ma soprattutto stare, come dice lei: “con i suoi bambini”.

Giochi Mondiali Invernali
La convocazione ai Giochi Mondiali Invernali in Austria – prosegue Silvana – è stata per Chiara una sorpresa inaspettata, l’ha resa felice sia per l’occasione unica, sia perché le viene riconosciuto il percorso fatto, ricco di tante gioie e successi. Le abbiamo sempre inculcato che doveva partecipare alle gare per divertirsi, dare il meglio di sé ed essere soddisfatta di questo. La pratica sportiva le ha sicuramente giovato, migliorando non solo le sue capacità motorie, ma anche molte autonomie che sicuramente le serviranno in futuro

Il riconoscimento della comunità
Gli abitanti di Mandello del Lario sono sensibili al tema della disabilità intellettiva, che hanno imparato a conoscere anche grazie al gruppo sportivo che si è creato all’interno della nostra stessa comunità. Chiara ha deciso comunque di restare all’interno del gruppo sportivo “Oltretutto 97”, a Malgrate, perché lì ha creato rapporti di amicizia solidi e si trova molto bene. In paese la conosco comunque in molti, la fermano per strada e le fanno domande sull’Austria e su questa meravigliosa esperienza  che l’aspetta. Anche le Istituzioni comunali sono vicine a Chiara; l’amministrazione da tanto tempo organizza, annualmente, una serata dedicata allo sport che premia gli atleti che hanno conquistato risultati importanti, tra questi vengono sempre inclusi anche gli atleti con disabilità intellettiva”.

L’incontro con i dipendenti dell’Adidas
Chiara ha rappresentato gli Atleti Special Olympics in occasione di un incontro con i dipendenti dell’Adidas che da diversi anni sono volontari ai Giochi Nazionali. L’Adidas è Partner storico di Special Olympics Italia, l’incontro, svoltosi all’interno della loro sede, era intitolato “Sport has the power to change life”.

Lo sport ha il potere di cambiare la vita – conclude la mamma – . Chiara non ha mai posto limiti alla volontà di migliorarsi e lo sport le ha dato, in questo senso, molte opportunità per farlo”.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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