Il parterre della Podkoren III si accende dopo lo slalom femminile di Kranjska Gora. Non per un gesto, ma per una direzione. Cinque azzurre a punti, una squadra che prende forma e apre il 2026 nel modo giusto.
Il segnale più netto arriva da Lara Della Mea. Sesta, miglior piazzamento in carriera in Coppa del Mondo. Una gara che conferma la crescita vista per tutto l’inverno, tra gigante e slalom.

«Sono molto contenta della mia gara. Dopo l’errore di Semmering ci voleva un bel risultato in slalom. Sono felice del risultato e di come ho sciato. Forse sul muro ho fatto qualche sbavatura nella seconda manche, ma oggi va bene così».
Lo sguardo va avanti, senza deviazioni: «Sono contenta della nostra condizione e di come abbiamo lavorato. Ora avanti così per migliorare sempre di più». Flachau, la notturna, qualche giorno allo Zoncolan. E soprattutto il valore del gruppo: «Fare un risultato di squadra dà una carica enorme, anche in allenamento».
Il ritorno tra le migliori dieci porta la firma di Martina Peterlini, decima, con una gara costruita sulla continuità.
«Non era scontato tornare su questo livello dopo l’infortunio. Nelle ultime tre manche ho trovato la giusta continuità e sto crescendo di gara in gara».
Nessuna scorciatoia, nessuna esaltazione: «Il risultato della squadra deve spingerci a tenere la testa bassa e continuare a lavorare».

La giornata segna anche un passaggio chiave per Giulia Valleriani, diciottesima e ai primi punti in Coppa del Mondo. Sciata senza difese, anche nella seconda manche.
«Ho voluto attaccare a tutta, senza risparmiarmi. Avrei sperato di recuperare qualche altra posizione, ma va benissimo così».
Consapevolezza e identità: «Era importante trovare questo tassello in Coppa del Mondo. So che sulle piste preparate bene posso dire la mia. Sono fiera delle mie origini laziali: ho sempre creduto nel mio percorso».

Nelle parti basse delle trenta entrano anche Beatrice Sola ed Emilia Mondinelli, due presenze che pesano più della posizione finale.
Sola torna a sentirsi dentro la gara: «Arrivo da un periodo lungo tra infortunio e rientro. Oggi sono riuscita a fare una manche a ritmo alto; nella seconda ho forse tirato il freno per arrivare, ma era importante esserci».

Mondinelli guarda al risultato con lucidità: «Qualche errore in entrambe le manche, ma porto a casa i punti e il positivo».
Cinque italiane a punti. Un dato che non vive da solo. Dietro c’è lavoro, pazienza, squadra. E una direzione che, finalmente, smette di sembrare un’ipotesi.






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