Breezy Johnson firma il miglior tempo nella discesa della combinata femminile e porta gli Stati Uniti al comando della classifica provvisoria. Il 1:36.59 costruisce per la coppia USA un vantaggio minimo ma prezioso: alle 14.00 toccherà a Mikaela Shiffrin disputare lo slalom, sommando il proprio tempo a quello della discesa. Sei centesimi separano gli Stati Uniti dall’Austria Raedler/Huber; abbastanza, con Shiffrin al via, per parlare di oro virtuale. va detto che una prenotazione non è una certezza, specie alle Olimpiadi, ma è davvero impegnativo credere in un epilogo differente.
L’Italia resta in corsa. Laura Pirovano chiude terza la discesa, a 27 centesimi, e consegna a Martina Peterlini una base concreta per lo slalom pomeridiano. Il distacco è gestibile e tiene aperta la lotta per il podio, in una combinata che si decide interamente nella seconda prova.
Il tabellone racconta però anche distacchi non facili da recuperare per le altre coppie azzurre. Anna Trocker partirà nello slalom con oltre un secondo da recuperare rispetto a Shiffrin.. Nicol Delago ha chiuso al decimo posto a +1″10. Giada D’Antonio si troverà a inseguire più di due secondi, dopo una discesa in cui Nadia Delago non riesce a incidere e chiude nelle retrovie a +2″83. Fuori gioco, senza conseguenze fisiche Sofia Goggia che esce con una dinamica che non crea problemi fisici. Era la nostra coppia numero uno. Pazienza!
Lo slalom delle 14.00 riporta in pista anche Petra Vlhová. La slovacca torna a gareggiare dopo due stagioni lontana dalle competizioni, segnate dal grave infortunio avvenuto sulle nevi di casa e da un recupero complicato da ulteriori problemi fisici. Per lei la combinata è soprattutto un passaggio di ritorno alla gara: una prova di lavoro in vista dello slalom. La medaglia appare lontana, ma alle Olimpiadi le gerarchie non sono mai una garanzia.






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