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Combinata, l’oro è di Von Allmen e Nef, Vinatzer crolla, quinti Paris e Sala

La combinata maschile è della coppia elvetica Franjo von Allmen / Tanguy Nef, che somma 2:44.04 e si prende l’oro con autorità. Von Allmen costruisce una discesa da riferimento, Nef completa l’opera con lo slalom più veloce e incisivo della gara, quello che fa davvero la differenza quando la tensione è massima.

Alle loro spalle due argenti a pari merito, stesso tempo, 2:45.03 (+0.99). C’è l’Austria con Vincent Kriechmayr / Manuel Feller, e ancora la Svizzera con Marco Odermatt / Loïc Meillard. Nessun bronzo ovviamente assegnato: il podio si ferma lì.

E subito dopo il podio arriva la delusione azzurra più grande.

Perché l’Italia aveva acceso la gara al mattino con Giovanni Franzoni, miglior tempo in discesa, una prova dominante che sembrava aprire una strada concreta verso la medaglia. Ma lo slalom ribalta tutto.
Alex Vinatzer crolla: 18° tempo di manche, una prova mai in ritmo, senza progressione, senza cattiveria. Il risultato è brutale: la coppia Franzoni/Vinatzer scivola fino al settimo posto finale, fuori dal podio dopo essere stata davanti a tutti nella prova di velocità.

È la fotografia più cruda della combinata: la discesa costruisce, lo slalom può distruggere. E quando la manche tecnica non regge, non c’è modo di difendersi, nemmeno con il miglior tempo del mattino.

Chiude quinta l’altra coppia italiana, Dominik Paris / Tommaso Sala a +1.12. Gara solida, ordinata, ma mai davvero esplosiva. L’abbraccio al traguardo racconta più di qualsiasi classifica: fiducia reciproca, nessuna accusa, ma la consapevolezza che oggi per salire sul podio serviva qualcosa di più. Il rammarico per aver perso la medaglia per soli 13 centesimi c’è!

Combinata a parte rimane la manche inspiegabile di Vinatzer su un tracciato che sembrava disegnato per lui: facile, filante, da ritmo. Invece ci ha capito poco, probabilmente bloccato più di testa che dal lato tecnico. Speriamo solo che si tratti di tensione olimpica e che abbia buttato via tutte le tossine in vista del gigante e dello slalom olimpico!

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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