Sue Piller, svizzera, vince il secondo gigante di Coppa Europa al Sestriere davanti alla svedese Hilma Lövblom, con Laura Steinmair terza. Il podio è questo. La gara, però, si spiega solo guardando la frattura netta tra prima e seconda manche.
La prima manche scorre regolare, senza interferenze esterne. Tracciato leggibile, ritmo alto, distacchi contenuti. È qui che Carole Agnelli firma una prova di comando. Miglior tempo, sciata sciolta, centrale di grande qualità. Tiene velocità dove molte rallentano, dà l’impressione di avere in mano il gigante. Dietro, la classifica resta corta, aperta a ogni scenario.
Molto più indietro Laura Steinmair. Diciassettesima, oltre sette decimi di ritardo, una manche senza continuità, con difficoltà evidenti nei cambi di pendenza. Una posizione che obbliga a ripensare tutto.
Il primo vero spartiacque arriva prima della seconda manche. Il vento si alza forte, irregolare, e costringe a un lungo ritardo della partenza. Raffiche che entrano ed escono, senza favorire nessuna linea in modo stabile. A volte a favore, a volte contro. Gli sport outdoor funzionano così: si riparte dentro le condizioni, non contro.
Quando la gara riprende, la seconda manche è un’altra gara.
Qui la classifica si ribalta. Chi prova a difendere perde ritmo. Chi riesce a rimettere pressione risale. Steinmair entra in pista con una lettura completamente diversa. Miglior tempo assoluto della seconda manche. Linee tese, sci esterno sempre carico, accelerazione continua. Nessuna forzatura, nessuna esitazione. Dal diciassettesimo posto risale fino al terzo. Una rimonta piena, tecnica, costruita curva dopo curva.
Davanti tengono Sue Piller e Hilma Lövblom.
Piller vince perché resta solida in entrambe le manche: prima già nelle migliori, seconda gestita con lucidità anche dopo l’attesa. Lövblom costruisce il secondo posto con una gara equilibrata, sempre dentro i settori che contano.
E poi c’è il rovescio della medaglia. Carole Agnelli. Dal comando della prima manche a una seconda discesa tra le più lente del lotto. La sciata perde fluidità, il ritmo si spezza, gli errori si accumulano. Il risultato è netto: dalla prima posizione all’undicesima. Non per il vento, non per il ritardo, ma per una manche che non riesce ad adattarsi quando la gara cambia volto.
Alle spalle del podio, quinta Sophie Mathiou, ancora solida nel contesto continentale, seguita dalla francese Doriane Escané, quarta, molto efficace soprattutto nella seconda discesa. Il gruppo paga soprattutto nella manche pomeridiana, quella che oggi fa selezione vera.
Il terzo posto di Steinmair vale più del podio. Con questo risultato l’azzurra balza al comando della classifica di specialità di Coppa Europa, premio alla continuità stagionale e alla capacità di leggere le gare fino in fondo.






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