Il secondo slalom di Coppa Europa in Valle Aurina / Ahrntal conferma una certezza: l’Italia c’è, e resta lì dove la gara prende forma. Giulia Valleriani chiude terza, in 1:30.33, con Alice Pazzaglia subito alle spalle, quarta a quattro centesimi. Una distanza minima che vale doppio, perché consolida Valleriani in testa alla classifica di specialità e racconta la solidità di un blocco azzurro sempre più riconoscibile.
Davanti, la gara si risolve sulla continuità. Liv Moritz vince con una seconda manche gestita senza sbavature, mentre Estelle Alphand risale forte nel secondo passaggio e chiude a poco più di tre decimi. Due interpretazioni diverse, entrambe efficaci su una pista che cambia tono da una manche all’altra.
Per Valleriani resta un margine di riflessione tecnica. Dopo una prima manche di riferimento, la seconda chiede adattamento: il tracciato si stringe, diventa più nervoso, e nella prima metà del percorso il ritmo non è lo stesso del primo giro. Il podio, però, pesa. Perché arriva anche quando la gara non si piega del tutto alle tue corde, e perché porta punti che contano.
Pazzaglia risponde con una prova concreta. La sua quarta posizione nasce da una seconda manche ordinata, senza passaggi critici, sempre dentro il disegno del tracciato. Il podio sfiora, resta lì a pochi centesimi, ma il risultato aggiunge sostanza a una giornata che parla chiaro per l’Italia.
Dietro, il quadro resta ampio. Emilia Mondinelli chiude tredicesima, Laura Steinmair quindicesima: entrambe tengono il passo del gruppo punti con una seconda manche solida. Più indietro Celina Haller, quindi Tatum Bieler, Francesca Carolli e Sophie Mathiou, in una classifica che racconta una presenza azzurra diffusa nelle trenta.
La gara vive sui dettagli, come spesso accade in Coppa Europa. Due manche diverse, ritmo che cambia, distacchi corti. Ma il segnale, per l’Italia, è netto: due azzurre subito dietro le migliori e una leader di specialità che continua a costruire, gara dopo gara.






Add Comment