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Cortina, nebbia sull’Olympia: poche indicazioni del primo training

Alla fine la prima prova cronometrata della discesa femminile sull’Olympia delle Tofane è riuscita ad andare in archivio, ma con molto ritardo e in condizioni tutt’altro che omogenee. La nebbia, già protagonista nella parte iniziale della giornata, è tornata a farsi sentire con decisione soprattutto nel finale, accompagnando le ultime concorrenti e rendendo la sessione poco attendibile dal punto di vista cronometrico.

Il training ha offerto più un assaggio della pista che un vero riferimento. La neve è risultata molto mossa, con diversi passaggi difficili da leggere e numerose atlete finite lunghe o costrette a saltare le porte. Un’Olympia diversa rispetto ad altre occasioni, meno “scorrevole” e più fisica, che ha richiesto adattamento continuo.

Il miglior tempo è stato fatto segnare da Jacqueline Wiles, ma il dato va letto nel contesto di una prova sviluppata a ondate, con visibilità e fondo in costante cambiamento. Alle sue spalle i distacchi restano ravvicinati fino a circa un secondo, ulteriore segnale di una giornata in cui le condizioni hanno inciso quanto — se non più — delle scelte tecniche.

Per l’Italia, Sofia Goggia e Laura Pirovano hanno chiuso a poco più di un secondo, mentre Federica Brignone, partita con il pettorale 2, prima della lunga sotsa, ha affrontato la discesa in una fase iniziale della prova, quando la visibilità era ancora accettabile. L’azzurra aveva già sottolineato nelle ore precedenti come, con luce piatta, la pista cambi radicalmente comportamento e richieda un lavoro molto preciso sul terreno, soprattutto nei tratti più delicati.

Con il passare dei minuti, l’Olympia ha continuato a trasformarsi. La nebbia è tornata a coprire alcuni settori chiave, penalizzando le ultime discese. Non a caso diverse atlete hanno chiuso con distacchi importanti.

Sicuramente la prova di domani potrà essere molto più indicativa.

La classifica della prima prova

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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