La discesa libera di Coppa del Mondo di Crans-Montana è stata cancellata dopo le prime sei atlete al via. Una decisione maturata rapidamente, ma resa inevitabile da una sequenza di episodi che hanno acceso l’allarme sulla sicurezza del tracciato.
La gara si è aperta con la caduta di Nina Ortlieb, finita nelle reti nella parte finale della pista. L’austriaca si è rialzata senza conseguenze, ma l’episodio ha subito evidenziato le difficoltà di lettura del fondo. Poco dopo è toccato alla norvegese Marte Monsen, protagonista di una caduta molto più violenta nella penultima porta: linea bassa, impossibilità di correggere la traiettoria e impatto diretto contro le protezioni. Monsen è stata portata via in toboga.
Il terzo episodio, quello decisivo, ha coinvolto Lindsey Vonn. L’americana, rientrata nel circuito con l’obiettivo olimpico, è uscita di traiettoria in un avvallamento già critico, finendo anche lei nelle reti. Stesso passaggio di Nina Ortlieb. Vonn è riuscita a rialzarsi, ma ha immediatamente manifestato dolore al ginocchio sinistro (la protesi è in quello destro), fermandosi al traguardo con evidenti difficoltà.
A quel punto, con tre cadute su sei discese, la direzione di gara ha interrotto la competizione. Le condizioni della pista — neve recente, visibilità piatta, fondo irregolare soprattutto nella parte finale — non offrivano più margini accettabili. Dopo un confronto tra direttore di gara, tecnici e delegati FIS, è arrivata la decisione di annullare definitivamente la discesa.
Fino allo stop erano riuscite a completare la prova solo Jacqueline Wiles, al comando in 1’14”95, Corinne Suter, seconda a 28 centesimi (ma con ampie frenate di sicurezza), e Romane Miradoli, terza a 65. Tempi che restano senza valore ufficiale dopo la cancellazione della gara.
Decisione assolutamente saggia, migliore rispetto a quella di inserire un appuntamento così, vicino alle Olimpiadi. In realtà la maggior parte delle squadre, dai tecnici alle atlete, non sono per niente concordi con la decisione presa dalla giuria. Ritenevano che la pista fosse comunque ben preparata, che la luce non desse alcun problema e che la gara è stata annullata perché è caduta Lindsey. Come a dire, se è caduta anche una come lei, significa che la situazione è proprio brutta. L’unica vera differenza rispetto all’unica prova fatta era la velocità, decisamente maggiore oggi. Questo lo si rileva dalle parole raccolte al parterre. Lo stesso Team Italia non l’ha presa per niente bene!
Ora l’attenzione si sposta sulle condizioni delle atlete coinvolte, in particolare su Lindsey Vonn e Marte Monse (nell’impatto con le reti ha perduto addirittura il casco), e sul programma di domani: a Crans-Montana è in calendario il superG, con partenza prevista alle ore 11, ma è da confermare. Le previsioni meteo indicano un miglioramento, ma la situazione verrà valutata nuovamente nelle prossime ore.
Dopo una mattinata così, il messaggio è chiaro: prima del cronometro, viene la sicurezza.






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