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Curling, Mosaner e Constantini battono i britannici e vincono il bronzo!

L’Italia batte la Gran Bretagna 5-3 e sale sul terzo gradino del podio nel curling misto. Una partita solida, lucida, mai fuori controllo. La reazione che serviva dopo la semifinale persa il giorno prima. Stefania Constantini e Amos Mosaner tornano così sul podio olimpico dopo l’oro di Pechino 2022: questa volta è bronzo, ma con la stessa autorità.

L’avvio indirizza subito la gara. Primo end di grande precisione: l’Italia ruba la mano e passa 1-0. Nel secondo, un errore di Mouat apre la porta agli azzurri, che mettono pressione e limitano i britannici a un solo punto: 1-1, ma con il martello che passa all’Italia.

Il terzo end è il primo snodo tecnico. Il penultimo tiro di Mosaner è chirurgico, boccia e lascia due stone in casa. La Gran Bretagna reagisce, ma con l’ultimo tiro Constantini rimette avanti l’Italia: 2-1. Mouat accusa il colpo, la partita comincia a pesargli.

Nel quarto end arriva un’altra mano rubata. Dodds prova la bocciata ma non riesce a pulire del tutto la casa: l’Italia ne approfitta e allunga 3-1, confermando una superiorità che emerge anche nelle statistiche.

La Gran Bretagna sceglie la prudenza nel quinto end, evita rischi e si prende un solo punto: 3-2. È l’unico momento in cui gli scozzesi riescono a contenere il danno. Perché nel sesto end arriva il colpo simbolo della finale per il bronzo: tiro straordinario di Constantini, che infila la stone in mezzo a quelle avversarie con una soluzione di altissima difficoltà. Punto Italia, 4-2.

Nel settimo end i britannici giocano il power play. L’Italia difende con ordine, concede il minimo indispensabile: Dodds e Mouat riescono a segnare solo un punto. Si entra nell’ultimo end sul 4-3, con ultima stone azzurra e power play. È la situazione ideale.

L’ottavo end è gestione pura. Niente sbavature, nessuna concessione. L’Italia chiude 5-3 e può finalmente esultare.

È un bronzo che pesa. Per come arriva, per come viene costruito, per la capacità di reagire subito alla delusione. Constantini e Mosaner confermano di essere una coppia di riferimento assoluto a livello olimpico. Due Olimpiadi, due medaglie. E una firma sempre riconoscibile: precisione, controllo, sangue freddo.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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