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Davide Brignone: non mi manda Fede

Quest’anno Davide Brignone forse c’è! Per il fratellino della fuoriclasse italiana dello slalom gigante, secondogenito della ex campionessa dello slalom, la lombarda/valdostana Maria Rosa Quario, e dell’allenatore ligure/valdostano Daniele Brignone, questo inverno è incominciato come sarebbe stato difficile aspettarsi: tra i Giovani 4° nel primo e 9° nel secondo slalom FIS di Bormio dei primi di dicembre; un secondo e un quarto posto nei due giganti NCJ di Santa Caterina Valfurva e un altro ottimo quarto posto tra i Giovani nel gigante FIS di Pfelders. Nessuna vittoria o squillo di tromba da primo della classe ma è comunque roba da leccarsi i baffi se si pensa che «sono stato completamente fermo per quattro mesi, da luglio a metà novembre, per una brutta infiammazione di un tendine rotuleo. Non ho mai sciato né fatto preparazione atletica». E allora cos’è, talento puro? «Certo!». Quasi ci sembra di vederlo mentre risponde così al telefono, con quel suo sorriso e quella sua intelligente ironia, nella eco di quella certezza che su di lui ha sempre nutrito la sua sorella maggiore medaglia d’argento mondiale di gigante e certezza dello sci italiano di oggi e di domani: «È lui il talento puro della famiglia», ha sempre vaticinato «la Gabbianella» di casa Brignone. Se potesse mettere insieme un anno intero, tra stagione di allenamenti e stagione di gare, senza qualche maledizione che gli casca addosso… Quest’anno nella squadra maschile dell’ASIVA «con Ivan Nicco e un gruppo di ragazzi con cui mi trovo benissimo» vediamo se i risultati finali faranno seguito alle liete premesse che abbiamo detto in vista di un traguardo (la Nazionale) che non è ancora da scartare. Davide Brignone è nato il 20 agosto 1993.  Per lui arrivavano un 3° posto nella fase nazionale del Topolino, un quarto posto in gigante agli Italiani nel secondo anmo Allievi e una mazzata nel 2008, dopo quel 4° posto in gigante ai Campionati Italiani Allievi di Pila, prima di avviarsi verso la prima stagione Aspiranti: «Stavo giocando a pallone a scuola; tirando un rigore mi si è staccato un pezzo d’osso del bacino. Una roba rarissima ma è successa». Fermo otto mesi, stampelle da aprile a settembre, sci rimessi nel gennaio 2009 in tempo per partecipare agli Italiani nel primo anno Aspiranti ma senza adeguata preparazione e senza possibilità di ambizioni. Invece nella stagione 2009/10, per una volta senza preventive fratture e condotta per intero, «ero quasi sicuro di andare bene agli Italiani Aspiranti e invece ho fatto proprio lì le gare più brutte tra tutte quelle a cui ho partecipato, tantissime, oltre sessanta. Lo scorso inverno è brillato il nono posto in slalom ai Campionati Italiani Giovani. Poi, a stagione chiusa, in estate, ha preso una botta in allenamento è gli è capitata addosso quest’altra tegola dell’infiammazione del tendine rotuleo. Ma Davide è risorto ancora una volta. Ha in ballo il quinto anno del Liceo Linguistico, legge Wilbur Smith e Ken Follet, nutre un’attrazione fin troppo fatale per computer e videogiochi, tifa ovviamente per l’Azzurra Federica Brignone, mostra i dentoni ridenti a mamma Ninna quado gli dice di «stare attento».

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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